4 motivi per cui non dovresti sottovalutare Diawara

23/12/2019 di Valerio Albensi

Amadou Diawara si sta riprendendo quello che il fallo di Cigarini in Roma-Cagliari gli aveva tolto. Il percorso di crescita è ripreso dopo il rientro dall’infortunio e oggi l’ex centrocampista del Napoli sta diventando sempre più centrale nel gioco di Paulo Fonseca. Il suo è un lavoro poco appariscente, ma fondamentale perché consente alla Roma di essere più equilibrata e gestire meglio il pallone. Così Diawara, partita dopo partita, sta convincendo anche chi aveva accolto il suo arrivo con scetticismo.

C’è ancora chi lo sottovaluta però, allora vediamo quattro motivi per i quali oggi Amadou è così importante per la Roma.

1. Perché c’è sempre e dà equilibrio

Diawara è il terzo romanista per duelli difensivi tentati (6,3 ogni 90 minuti) dietro a Gianluca Mancini (7,56) e Bryan Cristante (6,5); ha un ottimo senso della posizione e doti fisiche che gli consentono di vincere spesso i contrasti con gli avversari o intercettare passaggi potenzialmente pericolosi.

Qui, a Firenze, chiude la linea di passaggio per l’attaccante della Fiorentina e fa partire un’azione interessante.

fiorentina roma 1-4 diawara

In quest’altra azione, a San Siro, intercetta un lancio di Godin impedendo che il pallone finisca a Vecino.

inter roma 0-0 diawara

È sempre molto concentrato e attento nelle chiusure, sia quando c’è da scalare sulla fascia sia quando c’è da ricomporre la linea di difesa assorbendo l’uscita esterna di uno dei centrali.

hellas verona roma 1-3 diawara

Quest’anno la Roma ha giocato 12 partite senza Diawara titolare: ha subito 16 gol e ne ha segnati 20, prodotto 1,71 expected goals e concesso 1,32 expected goals in media a partita. Insomma, ha subito abbastanza e non ha sviluppato il numero di occasioni che servono per dominare gli avversari, tant’è che la media punti tra campionato ed Europa League è di 1,58.

Con Diawara titolare il rendimento della squadra è stato molto diverso. Nelle 11 partite in cui il centrocampista ha giocato dal primo minuto, la Roma ha segnato 25 gol e ne ha subiti 7; ha prodotto 23,89 xG (2,17 a partita), e ne ha concessi 10,63 (0,97 xGA in media). La squadra di Fonseca ha ottenuto 25 punti, una media di 2,27 a gara.

Chiaramente non è e non può essere tutto merito dell’ex centrocampista del Napoli, ma questa differenza è significativa.

2. Perché sa aggredire l’avversario come pochi

Diawara è fondamentale per Fonseca anche per un’altra qualità: è molto forte nella riaggressione dell’avversario, caratteristica che lo porta a conquistare molti palloni e a rilanciare l’attacco.

Qui sotto, contro l’Inter, si attacca ad Asamoah, gli impedisce di girarsi appena ricevuto palla riesce a passare il pallone a Zaniolo.

inter roma 0-0 diawara

In quest’altra azione, contro il Verona, chiude su Pessina e conquista un pallone per Lorenzo Pellegrini.

Non è velocissimo, ma ha una buona accelerazione che gli consente di arrivare spesso in anticipo.

3. Perché con lui il gioco della Roma sale a un livello superiore

Negli ultimi anni, Diawara ha avuto la possibilità di crescere e fare esperienza sotto la guida di allenatori come Roberto Donadoni, Maurizio Sarri e Carlo Ancelotti, giocando accanto a compagni di squadra come Jorginho e Hamsik. Questo gli ha permesso di acquisire un bagaglio di esperienze e competenze preziose soprattutto nello sviluppo di un gioco orientato al possesso del pallone. Conoscenze che lo rendono perfetto per il sistema di Fonseca, che molti punti in comune ha per esempio con il Napoli di Sarri.

Oggi la funzione principale di Diawara è quella di facilitatore della fase di costruzione e di possesso, grazie alla capacità di variare il suo stile di gioco in funzione dei momenti della partita. Il suo compito è di rendere più fluide le lunghe fasi di attacco posizionale della Roma.

Nella fase di costruzione, lo vediamo quasi sempre abbassarsi tra i due centrali per creare superiorità numerica contro gli attaccanti avversari. A Firenze, per esempio, questo movimento e la capacità di gestire il pallone sotto pressione hanno vanificato più volte i tentativi di pressing degli attaccanti di Montella. L’azione che ha portato al gol di Pellegrini, il terzo, ne è un esempio.

Diawara è il romanista che compie in media più passaggi (57,98 ogni 90 minuti) e non c’è azione che non passi dai suoi piedi. Gioca a due tocchi, ha visione di gioco, sa gestire il pallone sotto pressione e predilige la giocata in verticale.

In cosa può migliorare? A 22 anni ha ancora margini di miglioramento importanti nelle giocate nell’ultimo terzo di campo perché ha la tecnica e la personalità per tentare passaggi più complessi.

4. Perché quel passaggio per Dzeko è una miniera d’oro

A proposito di passaggi in verticale, sta diventando ormai una giocata consolidata, e soprattutto produttiva, la sua palla diretta a Dzeko, che arretra e favorisce l’inserimento dei trequartisti.

A Istanbul, per esempio, da questo movimento è nata l’azione che ha messo Zaniolo davanti al portiere (c’era un chiaro rigore non fischiato).

basaksehir roma 0-3 diawara

E l’azione che ha portato al fallo da rigore di Topal.

In casa della Fiorentina, da questa giocata è nato il gol di Zaniolo, il quarto.

Il movimento continuo di Veretout, il lavoro prezioso di Diawara: Fonseca ha costruito una coppia di centrocampo che sta dando alla Roma la stabilità che le è mancata l’anno scorso.