5 cose che un romanista deve sapere prima di iniziare la giornata – 30/09/2019

30/09/2019 di Rudi

La Roma doveva ripartire dopo la sconfitta contro l’Atalanta e lo ha fatto: 1-0 in casa del Lecce, un risultato che poteva essere più largo se soprattutto nel secondo tempo gli attaccanti non avessero sprecato tanto.

Giovedì in agenda c’è un altro impegno, stavolta in coppa: Wolfsberger-Roma, seconda giornata della fase a gironi di Europa League.

1 – Come stanno Mkhitaryan e Pellegrini?

Ieri Fonseca ha dovuto fare due cambi obbligati. Pellegrini è uscito al 70′ e Mkhitaryan all’87’ rispettivamente per il riacutizzarsi di una fascite plantare e per un dolore all’inguine. Sulle loro condizioni, dopo la partita, ha fatto il punto lo stesso allenatore: «Per quanto riguarda Mkhitaryan non dovrebbero esserci problemi. Valuteremo tra oggi e domani (ieri e oggi, ndr) la situazione di Pellegrini, che ha una fascite plantare da tempo. Come avete visto, ha dovuto lasciare il campo in anticipo».

In Austria dovrebbero riposare entrambi. Potrebbe avere una chance Pastore mentre Zaniolo è quasi certo di una maglia da titolare.

2 – Cosa ne pensa Fonseca di Zeman?

Ieri, nella conferenza stampa allo stadio Via del Mare, Fonseca ha anche risposto a una domanda sul paragone si sente fare di tanto in tanto, quello con Zdenek Zeman, nonostante dal punto di vista dei principi di gioco i due allenatori siano molto diversi. Fonseca ha risposto con diplomazia: «Sarò sincero, non conosco nel dettaglio il gioco di Zeman. In ogni caso questa è la Roma di Fonseca».

3 – Perché Abisso non ha dato quel rigore? Perché il Var non è intervenuto?

L’episodio accaduto all’ottavo minuto, il tocco con il braccio di Lucioni in area, ci è rimasto indigesto nonostante la vittoria: per noi era rigore perché riteniamo il tocco volontario e perché, anche se non lo fosse stato, il braccio del giocatore del Lecce si trovava comunque in una posizione che aumentava lo spazio del corpo in maniera innaturale.

Per saperne di più sul tema, ti consigliamo la nostra guida ai falli di mano in area.

Ma allora perché Abisso non ha fischiato il rigore e soprattutto perché il Var non è intervenuto richiamandolo allo schermo?

Una spiegazione interessante è quella di Alessandro Catapano sulla Gazzetta dello Sport in edicola questa mattina: “Tre aspetti hanno condizionato l’interpretazione dell’arbitro: la distanza ravvicinata, il braccio all’altezza e non sopra le spalle, e soprattutto la dinamica dell’episodio, in cui Lucioni non si oppone a un tiro avversario, ma al tentativo di giocata del suo portiere. Circostanze che – stando alle recenti direttive di Ifab e Aia – confinerebbero il “mani” del difensore leccese in una zona grigia, dove la Var non deve intervenire”.

Una “zona grigia” nella quale l’interpretazione dell’arbitro è ancora più libera e può creare disparità come in questo caso.

4 – Bilancio in perdita

Secondo Il Tempo, “il bilancio consolidato della Roma dell’esercizio 2018/19 si è chiuso con un risultato negativo per circa 24 milioni di euro, in leggerissimo miglioramento rispetto al meno 25,5 realizzato al 30 giugno 2018”. I ricavi complessivi ammontano a 320,4 milioni di euro. La società ha fissato un’assemblea degli azionisti per il 28 e il 29 ottobre nella quale verrà discussa la proposta di un aumento di capitale fino a un massimo di 150 milioni.

5 – La classe di Ribery. Giampaolo resta, Andreazzoli in bilico

L’impatto che Franck Ribery sta avendo sulla Serie A è pazzesco. Anche ieri il francese ha segnato un gol, ma soprattutto ha fatto vedere a San Siro tante giocate spettacolari e al tempo stesso preziose.

Dimostrazioni di classe pura che hanno aiutato la Fiorentina a vincere 3-1 sul campo di un Milan in grave difficoltà. Ora la squadra di Montella si candida a essere una delle sorprese della stagione per la corsa a un posto in Europa.

La situazione in casa rossonera invece si fa sempre più pesante. Anche ieri il Milan non ha fatto vedere un’anima ed è andata in crisi alla prima difficoltà rimediando la terza sconfitta consecutiva. Il bilancio delle prime quattro giornate è preoccupante: sei punti, appena quattro gol fatti e otto subiti.

San Siro ha fischiato sonoramente e la società, almeno a parole, ha confermato la fiducia a Giampaolo. Ha senso cambiare adesso? No e al Milan lo sanno bene. Bisognerà capire quanto i dirigenti sapranno resistere alle pressioni dell’ambiente.

Al Genoa invece pare sia già arrivato il momento di cambiare. Un anno fa, Ballardini fu esonerato dopo sette giornate: Andreazzoli probabilmente si fermerà a una in meno perché dopo il 4-0 subito dalla Lazio all’Olimpico pare molto vicino a essere sollevato dall’incarico. L’ipotesi che sta prendendo quota è l’arrivo di Gennaro Gattuso che, scherzo del destino, esordirebbe proprio contro il Milan.

Stasera, intanto, posticipo tra Parma e Torino per chiudere la sesta giornata.

La classifica della Serie A.

Il prossimo turno della Serie A sarà l’ultimo prima di una nuova sosta per le nazionali. Ecco il programma completo: c’è il big match Inter-Juve.

Venerdì
Brescia-Sassuolo

Sabato
Spal-Parma
Verona-Sampdoria
Genoa-Milan

Domenica
Fiorentina-Udinese
Atalanta-Lecce
Bologna-Lazio
Roma-Cagliari
Torino-Napoli
Inter-Juventus