5 gol che ti faranno venire voglia di intitolare qualcosa a Rudi Völler

12/04/2019 di Patrizio Cacciari

Domani Rudi Völler compirà 59 anni. Come potrai immaginare, è un personaggio a cui noi di Rudi vogliamo molto bene.

Quanto è stato importante per la Roma? Tanto. Pur avendo disputato solo cinque stagioni con la nostra maglia, nei nostri ricordi è rimasto come il simbolo di una squadra generosa e testaccina.

Rudi ha vinto solo una Coppa Italia con la Roma, quella del 1991, ma è stato protagonista di una delle stagioni più belle e forse inaspettate. Da campione del mondo in carica, ci ha trascinato in finale di Coppa Uefa, che poi abbiamo perso in casa proprio come l’altra coppa maledetta. Ma che tuffo al cuore quella notte. Vederlo lottare seppur in condizioni fisiche non ottimali contro l’arcigna difesa dell’Inter è stato magnifico. Come spesso è successo nella nostra storia, abbiamo solo sfiorato il sogno.

Se penso a lui mi viene in mente la maglia di lana della NR di quel rosso acceso con il numero 9 giallo tondeggiante che sembrava cucito a mano.

Rudi Voller

Völler è stato un grandissimo attaccante, il Tedesco che volava. Uno di quelli che se avesse giocato oggi, avrebbe fatto il titolare in un club blasonato della Premier League. Forse i più giovani non lo ricordano benissimo, è anche per questo che abbiamo provato a descrivere le sue enormi qualità tecniche attraverso cinque gol che ci raccontano molto di lui.

Il colpo di testa: dall’alto verso il basso

(13 maggio 1989, Napoli-Roma 1-1)

La Roma gioca a Napoli e va sotto nel punteggio per un gol di Careca. A un quarto d’ora dalla fine però arriva il pareggio. Dalla destra Massaro fa partire un cross pennellato per la testa di Rudi che insacca alle spalle di Giuliani.Nonostante un’altezza nella media (un metro e settantanove) il colpo di testa era una sua grande qualità.

Ma attenzione, non pensare a incornate imperiose in mezzo all’area a squarciare la difesa avversaria. Rudi era abilissimo nel trovare la posizione  e a saltare da fermo in perfetta elevazione. Difficile vederlo in un contrasto aereo, piuttosto riusciva sempre a farsi trovare smarcato al momento dell’impatto e a colpire la palla dall’alto verso il basso schiacciandola verso la linea di porta.

In alcuni suoi gol del periodo al Werder Brema, molto spesso l’ho visto anche lanciarsi in tuffo, a chiudere in rete i cross bassi dei compagni, ma sempre con molta coordinazione, vedi anche l’indimenticabile gol nel derby al Flaminio.

Il tiro al volo: la coordinazione

(9 settembre 1990, Roma-Fiorentina 4-0)

Nella prima giornata di campionato post Italia 90′, la Roma ospita la Fiorentina. Il primo gol nel nuovo Olimpico non può che essere di Rudi.

Desideri lo vede partire verso l’area viola e lancia in profondità. Rudi, con la palla sospesa in alto, si mette “schiena” al difensore correndo in diagonale verso la porta per proteggere la gamba di tiro. Non stacca mai gli occhi dal pallone che sta scendendo e al momento giusto lo colpisce con un destro di collo pieno che si insacca sotto la traversa proprio nell’angolino. È uno dei suoi gol più belli con la Roma.

Anche in questo caso, la grande coordinazione in corsa fa la differenza, l’occupazione dello spazio con il corpo taglia fuori l’intervento del difensore che non può far altro che osservare il movimento senza opporre resistenza.

Tiro di sinistro: doppio passo e rapidità di esecuzione

(11 novembre 1990, Roma-Cesena 4-1)

Rudi era abilissimo nel disorientare il suo marcatore diretto grazie al doppio passo che l’ha reso famoso. Ci sono un paio di sue reti in cui parte da lontano e, grazie alla sua storica finta, si beve tutta la difesa avversaria prima di segnare. I gol che ho scelto per descrivere questa sua altra prerogativa sono questi.

La Roma ospita il Cesena e lo batte 4-1 in maniera piuttosto agevole. Völler segna una doppietta: il primo gol arriva dopo uno scambio con Giannini. Rudi, palla al piede, punta il marcatore diretto, chiama in supporto il Principe che di prima lo lancia nello spazio, il Tedesco non ci pensa neanche un secondo e da posizione piuttosto defilata scaraventa il pallone in porta di sinistro. Il suo secondo gol invece è un’azione personale. Stavolta da posizione più centrale, Rudi disorienta il difensore col doppio passo e scarica verso la porta ancora di sinistro battendo il portiere.

Facci caso e guarda come “lascia” andare la gamba dopo il tiro. Un movimento oggi molto raro, forse anche a causa dei palloni più leggeri. Völler nel momento dell’esecuzione non aveva fronzoli, appena vedeva uno spiraglio lasciava partire il tiro, secco e preciso.

Essere al posto giusto: la freddezza sotto porta

(24 aprile 1991, Roma-Brøndby 2-1)

Sono d’accordo con te. I primi brividi che mi provoca questo video sono dovuti all’urlo che si alza dalla Curva Sud quando il pallone è in volo verso la testa di Berthold che quasi alla cieca prova a girarlo verso il centro dell’area.

Mancano tre minuti e la Roma è praticamente eliminata.

Un rimpallo favorisce Desideri che tira forte di destro, la respinta corta di Schmeichel lascia il pallone proprio lì, nel fango.

Come due rapaci Rizzitelli, quasi da terra, e Rudi si gettano sul pallone.

Sarà il Tedesco ancora una volta senza tanti complimenti, a scaraventare in porta il pallone che vale la finale. 

Un gol non bellissimo ma molto importante e che ci aiuta a capire un’altra sua pregorativa, quella di trovarsi al posto giusto al momento giusto. Völler non è stato il classico rapinatore da area di rigore, ma quando si trovava a pochi metri dalla porta, riusciva a essere piuttosto efficace. C’è un altro gol molto interessante da questo punto di vista che Rudi segna a Bergamo, dove con caparbietà vince due rimpalli e insacca da pochi metri approfittando di un rinvio maldestro della difesa avversaria. Insomma, con lui nelle vicinanze, bisognava fare attenzione.

Lo corsa nello spazio: vola Tedesco vola ? ??

(26 agosto 1987, Triestina-Roma 0-2)

L’ultimo gol che ho scelto in realtà è il primo che segna con la Roma. Seconda giornata del girone di Coppa Italia, la Roma batte la Triestina per 0-2. Rudi segna il raddoppio che chiude i giochi.

Un contrasto vinto a centrocampo di testa da parte di un suo compagno, lo favorisce e si trova lanciato a rete. Il controllo è perfetto: tocco di destro verso l’interno e poi virata improvvisa verso il cuore dell’area con un tocco di sinistro, quasi a lanciarsi nello spazio. Völler si trova con la porta avversaria spalancata e ancora una volta decide di chiudere di potenza, con un sinistro secco e preciso. Era insomma capace di prendere la decisione giusta a seconda della situazione: sempre il primo a cercare l’aiuto dei compagni, ma anche in grado di prendersi una responsabilità e andare a finalizzare da solo l’azione, proprio come in questo caso.

Buon compleanno, Rudi!

patrizio.cacciari@rudi.news
@PatCacciari