5 gol di 138 per cui varrà la pena dire sempre grazie al Bomber Pruzzo

02/01/2020 di Patrizio Cacciari

Per fortuna la polemica sul Bomber è rientrata in pochissimo tempo. Si è trattato solo del classico cortocircuito mediatico come spesso capita in città quando si parla di Roma. Cosa era successo? Roberto Pruzzo da tanti anni interviene come opinionista a Radio Radio. Commentando la vittoria della Lazio in finale di Supercoppa si era lasciato andare a un complimento verso Lulic, giocatore biancoceleste risultato decisivo con un gol. Pruzzo, ha spiegato successivamente, voleva esaltare il “giocatore operaio” che decide le finali contro il super campione Cristiano Ronaldo. Per farlo ha definito Lulic “un idolo”. Uno scivolone lessicale che ha fatto risentire parecchi tifosi della Roma a causa della finale di Coppa Italia del 2013, in cui ancora Lulic segnò il gol della vittoria laziale.

Oggi Pruzzo è tornato di nuovo sul fatto intervenendo a Centro Suono Sport. Le sue lacrime hanno toccato tutti. Il Bomber non aveva minimamente pensato alla finale del 2013. Chi lo conosce e ha imparato ad amarlo sa bene come è fatto il personaggio: schivo, un po’ burbero, mai avvezzo a troppi complimenti. Insomma, è tutto tranne che un sentimentale o uno capace di comprarsi le persone con le parole. E’ giusto perdonarlo? Non scherziamo. Non c’è nemmeno bisogno di utilizzare un verbo simile. Perché? Be’, la risposta dovresti conoscerla: 315 partite, 138 gol in maglia giallorossa, uno scudetto, 4 Coppe Italia, tre volte capocannoniere della Serie A. Devo andare avanti? Se non il più grande, Pruzzo è stato tra i migliori centravanti di sempre della storia della Roma. Durante il suo intervento di oggi per giustificare il suo complimento a  Lulic ha detto: «Non mi ricordo i gol che ho fatto io, figuriamoci quelli degli altri. Non avevo proprio pensato a quella finale lì, aver offeso i tifosi della Roma mi fa stare male».

Caro Bomber, noi ce li ricordiamo invece i tuoi gol, perché sono scolpiti nella nostra storia. E allora però tramandiamoli anche ai più giovani. Eccone 5 per i quali ti diremo sempre grazie.

6 maggio 1979 – Roma-Atalanta 2-2

C’è un altro 6 maggio molto importante nella nostra storia oltre a quello del 2001 (ancora un 2-2) a Torino contro la Juve. Risale a più di 30 anni fa. La Roma non naviga in buone acque e dopo 28 giornate è a 24 punti e rischia la retrocessione. Oltre 60 mila spettatori tifano dagli spalti. La gara si mette bene con il vantaggio romanista. Poi l’improvviso doppio colpo dell’Atalanta. Sullo stadio cala il gelo. E’ Pruzzo a tirarci fuori dai guai con un gol da rapace nella ripresa che riporta il risultato in parità e condanna l’Atalanta alla quasi certa retrocessione. La sua corsa verso la Sud è l’inizio di tutto quello che accadrà negli anni a venire.

8 maggio 1983 – Genoa-Roma 1-1

In uno dei giorni più importanti della nostra storia non poteva mancare la sua firma. Serve ancora un punto per l’aritmetica vittoria dello Scudetto. Il popolo romanista aspetta da 41 anni. Al 19′ arriva l’incornata del Bomber che spedisce la palla alle spalle di Martina, in uno scatto ormai celebre. Al 42′ il pareggio di Fiorini che fissa il punteggio sul definitivo 1-1, un risultato che accontenta entrambe le squadre: Roma Campione d’Italia e Genoa salvo. In campo è festa grande per le due tifoserie, all’epoca non ostili. «Grazie Roma. E grazie Genoa. Due tifoserie fantastiche, uniche. E poi, più che parlare, mi piacerebbe ancora correre con le braccia alzate, a festeggiare un gol, sotto la gradinata nord, o sotto la curva sud», sono le parole che Pruzzo ha dedicato a fine carriera alle due squadre di cui ha indossato la maglia.

4 dicembre 1983 – Juventus-Roma 2-2

Ancora un 2-2, con la firma storica di Pruzzo. La Roma Campione d’Italia sfida la grande rivale al Comunale. Passa in vantaggio con Conti poi va sotto. Quando ormai tutto faceva presagire all’ennesima sconfitta in casa juventina, a un minuto dalla fine, il Bomber tira fuori una magia dal cilindro. Cross dalla destra di Chierico, rovesciata di Pruzzo che supera Tacconi. E’ il gol che salva l’onore. I Campioni siamo noi.

30 maggio 1984 – Roma-Liverpool 1-1

Fa male. Ma è giusto metterla in questa lista. Perché Roberto Pruzzo è talmente importante nella storia della Roma da essere presente anche nel tabellino dei marcatori nell’unica partita che ciascuno di noi vorrebbe dimenticare, la finale di Coppa dei Campioni. E’ suo il gol del pareggio che ci rimette in partita un minuto prima dell’intervallo, stavolta con un gran colpo di testa, proprio come a Marassi un anno prima. Pruzzo viene sostituito al 64′ da Chierico a causa di qualche problema fisico. Fosse rimasto in campo sarebbe stato uno dei rigoristi, insieme a Maldera, che in quella partita non giocò a causa di una squalifica. Il resto è storia.

16 febbraio 1986 – Roma Avellino 5-1

L’ultimo omaggio in realtà riguarda una partita dove Pruzzo di gol ne ha fatti 5, record in campionato per un calciatore della Roma. E’ la stagione della famosa rimonta alla Juve, tramontata nella tragica partita con il Lecce (dove Pruzzo segnò il gol del 2-3), successiva alla clamorosa vittoria sulla Juventus per 3-0 (ancora in gol Pruzzo). Il Bomber quell’anno vince per la terza volta la classifica dei cannonieri della serie A. Nella partita contro l’Avellino ne segna cinque mostrando tutte le sue qualità migliori: colpo di testa, tocco di rapina, tiro secco e preciso e freddezza dagli undici metri.

 

Centotrentotto volte grazie, Bomber!