5 modi per ripartire senza Edin Dzeko

24/06/2019 di Rudi

Il probabile passaggio di Edin Dzeko all’Inter è una trattativa in modalità stand by: la Roma non arretra dalla richiesta di 20 milioni di euro, i nerazzurri non si spingono oltre i 10-12. A sei giorni dal 30 giugno, scadenza importante per entrambe le società, la situazione potrebbe sbloccarsi da un momento all’altro.

Ma così funziona quella lunghissima guerra di nervi che è il calciomercato e lo sappiamo.

Abbiamo provato a ipotizzare come la Roma potrebbe sostituire Edin, a fare i ds: cinque possibili scenari, cinque strade che la società può prendere. Tu cosa faresti? 

Ah, naturalmente esiste ancora la possibilità, davvero minima, che il giocatore resti dov’è. Ma non vorrai mica non leggere più niente di mercato da oggi fino a settembre???

1. Icardi o un altro grande colpo

Livello di probabilità: ???⭕⭕
Livello di entusiasmo tra i tifosi in una scala da 0 a Batistuta: ????⭕

La notizia inizialmente era sembrata la classica voce priva di basi concrete. Invece, per cercare di trovare una soluzione vantaggiosa per tutti nell’affare Dzeko, Roma e Inter si sono confrontate (e secondo alcune fonti continuerebbero a farlo) su un possibile trasferimento di Mauro Icardi in giallorosso allargando l’operazione anche ad Alessandro Florenzi, un “pallino” di Conte.

L’ormai ex capitano interista (ha perso la fascia durante la stagione dopo le polemiche con la società) è in uscita, ma vorrebbe giocare la Champions League e accetterebbe la Juventus. Il problema dell’Inter, secondo la Gazzetta, è che un ipotetico scambio con Dybala non convince del tutto la dirigenza juventina quindi la trattativa non decolla.

La Roma non sembra essere la prima scelta di Icardi, ma è pur vero che al momento non è che ci sia la fila di direttori sportivi pronti a portarlo via da Milano. Il tempo può giocare in favore di Petrachi. Inutile dire che un colpo del genere riaccenderebbe l’entusiasmo tra i tifosi, che probabilmente si riverserebbero in massa a Fiumicino nel giorno dell’arrivo: un biglietto da visita di 121 gol in campionato a 26 anni allontanerebbe anche i pensieri su alcuni aspetti caratteriali del giocatore che non convincono fino in fondo.

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La Roma con l’interista avrebbe un finalizzatore perfetto, spietato: Icardi non è Dzeko e non ha le sue qualità come regista offensivo, ma è il bomber più cinico della Serie A e consentirebbe alla squadra di avere sempre un possibile colpo del k.o. contro difese chiuse. Secondo Il Romanista, inserendo l’operazione in un maxiscambio che coinvolgerebbe anche Florenzi, il trasferimento sarebbe fattibile anche economicamente.

Di sicuro sarebbe però un’operazione oltre gli standard attuali della società, visto che il costo annuo più alto per un giocatore (quota di ammortamento più ingaggio lordo) è sempre stata inferiore ai 15 milioni. Ipotizzando un prezzo di acquisto di 50 milioni, per il club il giocatore avrebbe un costo di circa 20 milioni l’anno (10 milioni di ammortamento per cinque anni e altrettanti per l’ingaggio). Attualmente, Dzeko e Florenzi insieme costano circa 18 milioni l’anno.

Un altro big sul mercato è Gonzalo Higuain, che la Juventus cederebbe volentieri se trovasse un club disposto ad accollarsi i 36 milioni di euro che servono a evitarle una minusvalenza. Ne parlò qualche settimana fa la Gazzetta, ma non sembra un’operazione economicamente sostenibile (Higuain ha sei anni in più di Icardi e ha un ingaggio più pesante). Anche il Pipita, comunque, sarebbe un attaccante perfetto per Fonseca.

2. Schick III più un collega di esperienza

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Livello di entusiasmo tra i tifosi in una scala da 0 a Batistuta: ?⭕⭕⭕⭕

Dopo due anni passati a chiederci che calciatore sia davvero Patrik Schick, ora passiamo la palla a Fonseca. Anche al nostro inguaribile ottimismo c’è un limite: il tipo di proposta tattica dell’allenatore portoghese non sembra tagliata su misura per Patrik. Ne avevamo parlato in questo articolo.

La sensazione generale (di questo dobbiamo parlare visto che Fonseca non ha ancora iniziato a lavorare con la squadra) è che la società in quella zona del campo si muoverà, quindi Schick potrebbe essere chiuso ancora una volta e, in caso di proposte vantaggiose, partire.

Noi però, come detto, non vogliamo smettere di sognare e di immaginare un futuro nella Roma per questo ragazzo di 23 anni dal talento complesso, imprevedibile, per molti indecifrabile. Magari Fonseca, dopo averlo incontrato, vedrà in Patrik gli occhi della tigre, la motivazione di Mark Lenders che calcia palloni contro le onde del mare, a piedi nudi. Una scintilla che lo convincerà ad accettare la sfida e a tentare di salvare un patrimonio della Roma. A quel punto, Petrachi potrebbe cautelarsi scegliendo un “vice-Schick” più esperto, con caratteristiche da uomo d’area di rigore. Uno come Pavoletti o come Quagliarella, tanto per capirci.

3. Il colpo “intelligente” o l’occasione

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Una strada che il direttore sportivo Petrachi potrebbe imboccare, magari con il passare delle settimane, è quella che porta a un’occasione di mercato, a un colpo “intelligente”. Cioè un calciatore di buon livello a cui, improvvisamente, diventa possibile arrivare grazie a una serie di incastri di mercato.

Sono quegli attaccanti con una buona esperienza che un direttore sportivo riesce a prendere a condizioni favorevoli: così facendo, può investire le risorse risparmiate in un altro reparto.

Facciamo qualche esempio. Piccola premessa: parliamo di “profili” tipici, non di reali possibilità di mercato che la Roma sta valutando. E allora in questa categoria rientra Mario Mandzukic, che a 33 anni è in uscita dalla Juventus e per lui si parla addirittura di ipotesi Lazio. Oppure uno come Dries Mertens, a cui la Roma però pare che effettivamente stia pensando nell’ambito dell’operazione che può portare a Manolas. Uscendo dall’Italia, occasioni possibili potrebbero essere Facundo Ferreyra, che Fonseca ha avuto allo Shakhtar e oggi è al Benfica, oppure calciatori come Dario Benedetto del Boca Juniors o Olivier Giroud del Chelsea.

Risparmiare sull’attaccante centrale, permetterebbe a Petrachi e Fonseca di investire di più in altri ruoli forse più determinanti come il regista.

4. Il giovane

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Ci sembra una delle ipotesi meno percorribili quella di affidare l’attacco della Roma a una punta giovane, anche se molto promettente. Perché probabilmente la squadra ha bisogno di una figura più esperta e pronta, considerando anche l’età media piuttosto bassa del reparto. È un’idea rischiosa, più da fanatici di Football Manager forse: scovare un talento al massimo di 22-23 anni e pensare che possa affermarsi subito in una situazione molto delicata com’è quella della Roma attuale.

Ma visto che stiamo giocando con te, ipotizziamo qualche profilo. Il più noto è quello di Kasper Dolberg, 22 anni da compiere a ottobre, che fino a un anno fa sembrava lanciatissimo e invece quest’anno non è stato tra i protagonisti della stagione dell’Ajax a causa anche di un infortunio nella fase iniziale. Questo può essere il momento giusto per tentare di prenderlo. Qualche altro esempio? Jean-Kevin Augustin, francese del Lipsia cresciuto nel Psg.

5. «Il nostro centravanti è lo spazio»

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La soluzione tattica. Fonseca nel pieno della preparazione si ritrova senza attaccanti: nel giorno di un’amichevole a Trigoria contro il Benevento, stregato dalle foto di Guardiola ai tempi della Roma e di Spalletti, e dai movimenti da falso nueve di El Shaarawy, capisce che non ha bisogno di altro: chiede a Petrachi di non comprare una punta perché «il nostro centravanti sarà lo spazio».

Poi, per un mese, impegna il Faraone con lunghe sedute individuali: Stephan capisce come trovarsi lo spazio in campo, come associarsi ai compagni a seconda delle situazioni e come favorire gli inserimenti di Zaniolo trequartista. Nasce una Roma bella e divertente, che gioca a memoria e che dopo un inizio difficile vince undici partite di fila. El Shaarawy conquista la Scarpa d’Oro e…

Vabbe’, adesso forse questo gioco ci è sfuggito di mano.

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