5 temi tattici che Fonseca dovrà affrontare al suo arrivo alla Roma

10/06/2019 di Valerio Albensi

Paulo Fonseca

Abbiamo fatto un gioco.

Abbiamo provato a metterci nei panni di Paulo Fonseca (che ci vanno strettini, a dire la verità, visto che lui ha un fisico da paura e noi di Rudi una triste pancetta), poi ci siamo chiesti: quali potrebbero essere le incognite tattiche principali, quelle da affrontare con più urgenza per rendere la rosa della Roma più vicina alle sue idee?

Non abbiamo fatto questo gioco da soli, ma ci siamo fatti aiutare da Benedetto Greco, video match analyst AIAPC (l’associazione degli analisti del calcio) che forse già conosci per i suoi interventi in radio e per la sua pagina Facebook nella quale inserisce contenuti di tattica interessanti molto spesso sulla Roma.

Questa, insomma, è la seconda puntata dell’articolo su Fonseca che avevamo pubblicato una settimana fa. Stavolta cerchiamo di essere ancora più specifici.

Due cose vanno chiarite: la prima è non possiamo sapere adesso quali calciatori, dopo un adeguato lavoro sul campo, saranno più bravi ad adattarsi a uno stile con il quale hanno poca familiarità; la seconda è che da questi discorsi abbiamo tenuto fuori quei calciatori che sembrano davvero molto vicini a lasciare Trigoria.

Cominciamo?

1. Nzonzi II o è meglio cercare altro sul mercato?

La prima stagione di Steven Nzonzi alla Roma è stata al di sotto delle aspettative e su questo siamo quasi tutti d’accordo: con Di Francesco non ha mai impressionato, mentre con Ranieri è andata meglio nella parte conclusiva del campionato. Lo abbiamo visto più a suo agio in un calcio meno verticale e aggressivo rispetto a quello di DiFra e potrebbe essere così anche nel gioco di posizione di Fonseca, più adatto alle sue caratteristiche tecniche e fisiche: meno strappi, meno rovesciamenti di fronte improvvisi, più scambi a breve distanza, più possibilità di associarsi agli elementi creativi della squadra. Un calcio più simile a quello giocato in Spagna, al Siviglia.

Ecco perché Nzonzi potrebbe essere la risposta che Fonseca cerca nel ruolo di mediano che si abbassa tra i due centrali di difesa e innesca il meccanismo della “salida lavolpiana”. 

Qui, per esempio, glielo vediamo fare in un Valencia-Siviglia di due stagioni fa.

Anche per Benedetto Greco questa ipotesi ci può stare: «Nzonzi è un giocatore che purtroppo è diventato indecifrabile perché è vittima di un equivoco tattico. Era piuttosto evidente che non fosse un centrocampista giusto per Di Francesco, che aveva bisogno di calciatori bravi a non farsi prendere alle spalle e ad accorciare in avanti. Con Ranieri che difende con un blocco più basso a me non è dispiaciuto. Al Siviglia, con Sampaoli, Nzonzi aveva compiti molto simili a quelli che avrebbe oggi con Fonseca: avviare la “salida lavolpiana” e aumentare le linee di passaggio per i compagni. Il calcio dell’allenatore portoghese poi non porta alla riaggressione continua. A questo punto, cercherei una riserva». 

Quel cambio non può essere Cristante, visto che è molto più bravo ad «aggredire e inserirsi».

Un altro fattore può giocare a favore del francese: è uno dei pochi “big” che presenti fin dal giorno del raduno che dovrebbe essere programmato per il 28 giugno, Milan permettendo. Gli altri saranno, al netto delle scelte di mercato, Fazio, Karsdorp, Pastore e Perotti. 

Fonseca punterà su di lui? Oppure, come riportano più fonti, ha già chiesto rinforzi proprio in quella zona del campo ed è pronto a lasciare andare Nzonzi alla prima offerta interessante per la società?Quello di Jordan Veretout della Fiorentina è un nome che circola sempre con maggiore insistenza.

Chi può essere la spalla ideale di Nzonzi o del suo sostituto nella coppia di mediani? In questa rosa, il profilo migliore come centrocampista box-to-box probabilmente è quello di Lorenzo Pellegrini.

2. Ricostruire la coppia di difensori centrali

Questo, al momento, è il vero punto debole della rosa. Se dovesse partire Manolas, ed è una reale possibilità, la Roma si ritroverebbe con Fazio, Juan Jesus e Marcano. «È il vero tallone di Achille di questa squadra, un problema che è stato rinviato nel tempo e che adesso va risolto – continua Greco -. Juan Jesus forse è l’unico che sembra adatto a giocare in quel modo, su Fazio e Marcano ho dei dubbi. Fazio, tra l’altro, ha fatto passi indietro enormi quindi per forza bisogna intervenire lì».

Quali caratteristiche deve avere un centrale difensivo di Fonseca? «Non è facile trovare centrali difensivi dai piedi buoni e che sappiano tenere linea alta perché costano tanto. Allo Shakhtar, Fonseca ha avuto un giocatore non molto pubblicizzato come Jaroslav Rakytskyi, che oggi è allo Zenit, e quello è un tipo di difensore che alla Roma farebbe comodo: magari non è irresistibile quando viene attaccato, ma è un vero e proprio regista difensivo, intelligente, capace di compiere quei passaggi che tagliano le linee di pressione avversarie».

Per quanto riguarda i terzini, invece, qui la Roma è messa decisamente meglio sia nei titolari (Florenzi e Kolarov) sia nelle riserve (Karsdorp e Luca Pellegrini): tutti gli elementi sembrano poter essere funzionali al calcio di Fonseca. Il mercato però potrebbe riservare delle sorprese.

3. Dove far giocare Zaniolo

Quest’anno abbiamo visto giocare Nicolò Zaniolo in quasi tutti i ruoli, dal centrocampo in su. Chissà, forse in alcuni momenti questa sua estrema versatilità può averlo “danneggiato”. Nel senso che, data la sua bravura in più ruoli, gli allenatori lo hanno mandato in campo anche in situazioni molto complesse da affrontare per un ragazzo che compirà 20 anni il 2 luglio. E forse quelli che a un certo punto hanno cominciato a parlare di una sua flessione di rendimento dovrebbero valutare questo elemento.

Come lo utilizzerà Fonseca? La sfida è affascinante: entrare in contatto con un allenatore come il portoghese potrebbe arricchire ancora di più il bagaglio di competenze di Zaniolo, migliorarne l’intelligenza tattica e limitarne la parte più istintiva. «Zaniolo è un giocatore che sa fare tanti ruoli, ma come trequartista che può fare le due fasi e inserirsi può essere importante. Non abbiamo ancora visto del tutto cos’è Zaniolo: il gioco di posizione può aiutarlo a migliorare ulteriormente».

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4. Formare e scegliere i trequartisti con cura

Il reparto dei trequartisti e degli esterni offensivi è quello in cui la Roma è messa meglio: c’è maggiore varietà e talento. È vero, due giocatori come Cengiz Ünder e Kluivert non sembrano perfetti per un gioco di possesso palla, di scambi prolungati, ma non è detto che con l’addestramento non possano integrarsi anche in un contesto di questo tipo. «Sono giocatori iperattivi, che cercano il dribbling, amano lo spazio aperto – dice Greco -: magari non li vedremo insieme spesso. Sicuramente nel calcio di Fonseca sono molto importanti giocatori di controllo, che sanno utilizzare la pausa: Perotti in questo è molto bravo, anche se bisognerà chiedergli una stagione un po’ diversa da quella appena conclusa. Anche El Shaarawy sarà importante in questo ruolo di esterno-seconda punta, se continuerà a giocare con continuità nello spazio di mezzo, sfruttando i corridoi interni». 

E Pastore? «Non so cosa aspettarmi da lui: bisognerà capire che tenuta fisica avrà e se potrà dare all’allenatore quello che gli chiederà in fase di non possesso. Sicuramente Fonseca non ama adattarsi ai propri giocatori, anzi è il contrario. In questa zona del campo, gli acquisti sono meno necessari: magari può capitare un rinforzo low-cost di un giocatore che sa tenere la palla e giocare nella trequarti, alla Marlos».

5. Decidere se puntare su Schick

Questo forse è il capitolo più spinoso. La Roma e Patrik Schick sono a un bivio: devono scegliere se riprovare a mettersi in gioco sperando che la terza stagione sia quella buona oppure separarsi. Difficilmente però sarebbe una separazione indolore, visto che per la società al momento non è facile trovare una soluzione che le permetterebbe di non ricavare una minusvalenza.

Con Dzeko ormai in uscita, per Schick può essere il momento giusto per imporsi da prima punta? Ha le capacità tecniche e le caratteristiche per farlo? Qualche dubbio viene pensando al gioco che la Roma proverà a fare: «La Roma giocherà la maggior parte delle partite quasi sempre riversata nella metà campo avversaria – contina Greco -. Schick ha dimostrato di essere in difficoltà negli spazi stretti, quando c’è da far muovere la palla anziché gli uomini. Per fare un paragone con una punta avuta da Fonseca, Facundo Ferreyra non è un centravanti forte, ma sa attaccare bene la profondità quelle poche volte in cui ha spazio; è giocatore su cui appoggiare la manovra nel giocare nel breve con i compagni. Sicuramente adesso Schick non ha un giocatore più forte di lui davanti, non deve dimostrare di essere migliore di Dzeko: avrà meno pressione».

Noi di Rudi abbiamo ancora una speranza e te ne avevamo parlato in questo articolo. Però la Roma che la società sta cercando di costruire non sembra proprio essere tagliata su misura per le caratteristiche tecniche di Schick.

In generale, quindi, le incognite ci sono e cominciare a giocare partite importanti molto presto (i preliminari di Europa League partirebbero il 25 luglio) con una squadra ancora incompleta complicherebbe il compito di Fonseca. Ma ci sono anche possibilità intriganti per il tecnico. Sarà fondamentale il lavoro del nuovo direttore sportivo, sperando che Gianluca Petrachi riesca a trovare un accordo con il Torino nel più breve tempo possibile.


valerio.albensi@rudi.news
@ValeAlb

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