7 domande sulla Roma Femminile

13/03/2019 di Rudi

Quando nasce l’impegno della Roma nel calcio femminile?

L’impegno della Roma è iniziato cinque anni fa con il progetto della scuola calcio: la società ha risposto fin dall’inizio agli input della Fifa e successivamente della Figc, sotto la gestione di Michele Uva, per promuovere il calcio femminile. Un percorso che ha vissuto una tappa fondamentale del suo sviluppo l’estate scorsa, quando è stata creata ed iscritta alla Serie A la squadra maggiore: la Roma non aveva mai avuto contemporaneamente una prima squadra femminile e la formazione Primavera. 

Quante sono le calciatrici tesserate?

Al momento, l’AS Roma ha 154 calciatrici tesserate. Oltre alla prima squadra e alla Primavera, completano il quadro le formazioni del settore giovanile. La squadra maggiore si allena al Centro sportivo Giulio Onesti dell’Acqua Acetosa e gioca le partite allo Stadio Tre Fontane (ah, l’ingresso è gratuito e noi su Rudi ti segnaliamo sempre orario e date delle partite quindi…).

Per quanto riguarda il settore giovanile, le squadre fino alla Under 17 fanno gli allenamenti e giocano le partite al Campo Pio XI mentre la Primavera si allena in questa stessa struttura, ma gioca in casa al Don Orione.

La Roma ha anche due academy collegate al settore femminile.

Quali sono e come sono coordinate le academy?

Le academy femminili sono due: la Roma Calcio Femminile e il Grifone GialloverdeGli allenatori di queste due società seguono in tutto e per tutto le metodologie dell’AS Roma. Una volta al mese è infatti previsto uno stage formativo-didattico per i tecnici delle academy nel corso del quale gli istruttori AS Roma predispongono un allenamento con lo scopo di condividere la metodologia del club. Sono previsti anche tirocini o visite per i tecnici delle academy nelle sedi della Roma per visionare le sedute di allenamento.

Che staff ha la Roma Femminile?

Lo staff della prima squadra è composto da 13 persone: coach e vice, assistente tecnico, preparatore dei portieri, due preparatori atletici, due fisioterapisti, un medico, un team manager, un segretario e un direttore organizzativo. Poi c’è lo staff che assiste le giovanili. Il dirigente della Roma che segue le attività della squadra femminile è Sebino Nela.

Quali sono state le tappe che hanno portato alla formazione della prima squadra?

Lo scorso giugno, la Roma ha rilevato il titolo sportivo della RES Roma e ha potuto iscriversi al campionato di Serie A, attualmente composto da 12 squadre. Il 21 luglio la società ha annunciato la composizione dello staff e la rosa della prima squadra: per la panchina è stata scelta Elisabetta Bavagnoli, allenatrice con una carriera importante anche da calciatrice, a cui il club ha affidato una rosa molto giovane, ma estremamente competitivaIl capitano è Elisa Bartoli, romana e tifosa romanista, che negli ultimi anni era stata protagonista alla Fiorentina. Ma la squadra è ricca di giocatrici di alto livello: dall’esperienza di Vanessa Bernauer al talento di Annamaria Serturini, una delle migliori giovani del nostro calcio.

Il 7 settembre, la Roma Femminile è stata ufficialmente presentata in una suggestiva cerimonia in piazza di Spagna.

Come sta il calcio femminile in Italia?

Questa, per la Serie A femminile, è stata una stagione di grandi cambiamenti: l’organizzazione è passata dalla Lega Nazionale Dilettanti alla Figc e altri club importanti, oltre alla Roma, hanno allestito prime squadre (il Milan, per esempio). Il movimento ha iniziato a generare interesse anche a livello mediatico tant’è che Sky trasmette in diretta le sfide di campionato e di Coppa Italia e si è aggiudicata anche i diritti dei Mondiali. Le società però chiedono maggiore chiarezza da parte della Federcalcio sui programmi di sviluppo. In un recente intervento, il vicepresidente esecutivo della Roma, Mauro Baldissoni, ha detto: «Noi abbiamo fatto lo sforzo di recuperare il Tre Fontane. Ma siamo un po’ in difficoltà perché sentiamo incertezza per il futuro. Non abbiamo capito in Federazione dove va ad atterrare il calcio femminile, come continuerà ad occuparsene. Non abbiamo capito come queste ragazze verranno inquadrate: professionismo o no forse è una semplificazione, ma bisogna mettere le ragazze in condizione di lavorare come atlete di eccellenza. Noi dobbiamo chiedere alle ragazze uno sforzo di alto livello, ma dobbiamo avere gli strumenti per poterglielo chiedere. E’ difficile coinvolgere una giocatrice che viene da un campionato estero, perché non siamo in condizione e non ci sono gli strumenti. Non cerchiamo risposte oggi, ma c’è bisogno di sapere queste cose. Vogliamo continuare a investire, ma serve chiarezza. Serve una struttura tecnico-organizzativa alla pari».

Come sta andando la stagione della Roma?

Molto bene. L’inizio è stato in salita perché la squadra ha inevitabilmente pagato il periodo di assestamento dovuto alle tante novità: dopo un pareggio e tre sconfitte in avvio, a fine ottobre le ragazze di Betty Bavagnoli si sono sbloccate. È arrivata la prima vittoria, in casa della Florentia, poi altri tre successi di fila. Tra i successi più emozionanti, ci sono il 7-1 casalingo al Chievo e la vittoria in rimonta per 2-1 contro il Sassuolo, in dieci contro undici.

Oggi la stagione è ripartita dopo la sosta internazionale (le nazionali stanno preparando i Mondiali e ci sarà anche l’Italia). La Roma è quarta, con 32 punti e un buon margine su Atalanta e Florentia quinte a 23. La qualificazione alla Champions è quasi impossibile (la Fiorentina, seconda, è a 11 punti a cinque giornate dalla fine), ma la nostre ragazze possono ancora vincere un titolo visto che sono ancora in corsa in Coppa Italia (oggi si è giocata la semifinale di andata, ne parliamo più avanti).

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