A Lecce il risultato della Roma è stato bugiardo

30/09/2019 di Patrizio Cacciari

Aspetta non ti scaldare. Con questo titolo non sto certo insinuando che la Roma abbia vinto contro il Lecce in maniera immeritata. Tutt’altro. Volevo solo fare alcune riflessioni insieme a te.

Al termine della partita a Paulo Fonseca hanno rivolto la seguente domanda: “Le fa piacere vincere anche 1-0 o preferisce un 4-3?”. Il mister ha risposto così ai microfoni di Sky Sport: «Io preferisco 1-0, non mi piace prendere gol ma potevamo fare 5-6 gol». Ecco la lettura più corretta: la Roma ha vinto di misura, ma avrebbe potuto portare a casa un risultato più rotondo per tanti motivi: il primo è senza dubbio il calcio di rigore non concesso dall’arbitro Abisso nel primo tempo per l’evidente fallo di mano in area di Lucioni (qui trovi la nostra guida sul tema con tutte le regole), e poi perché sotto porta i nostri giocatori avrebbero dovuto essere più concreti. Senza dimenticare poi che un altro rigore, anche questo nettissimo, è stato stavolta concesso ma sbagliato da Kolarov (l’ultima volta che gli capitò indossava la maglia della Lazio). Il serbo poteva chiudere il match facendoci vivere i 6 minuti di recupero concessi in maniera più rilassata, anche se il Lecce non è che ci abbia impensierito più di tanto, nonostante le convinzioni di Liverani.

Una Roma straordinaria? No. Una Roma che ha gestito la partita come deve fare una grande contro una neopromossa, trovando nel primo tempo pochi spazi per vie centrali, ma capace nella ripresa di far valere la sua miglior qualità, aumentando la pressione e la velocità delle giocate. Nella newsletter di questa sera (ore 19.27 direttamente in mail, se non lo hai ancora fatto iscriviti) vi racconteremo l’analisi tattica della partita, che ci ha comunque regalato spunti interessanti. C’è per esempio il dato del primo clean sheet in campionato, e poi il gol (ancora decisivo) numero 92 di Edin Dzeko, a meno 20 dal podio come terzo marcatore di tutti i tempi della storia della Roma. Ma questa partita ci ha detto anche che la Roma sulle fasce ha due ragazzi di 20 anni, Kluivert e Zaniolo, che quando sono in giornata possono fare male. L’olandese sta facendo progressi. Sarà un caso, ma nell’unica sconfitta della stagione non era presente. Zaniolo ha mostrato una forza devastante, crocifiggerlo per una scelta sbagliata dopo 50 metri di corsa con tutta la difesa avversaria a rincorrerlo è quanto meno ingeneroso. Di Smalling abbiamo letto tanto stamattina sui giornali. E’ un calciatore con molta esperienza e sembra entrato con la giusta convinzione per diventare subito protagonista. Aspettiamo di vederlo contro avversari più impegnativi, nel frattempo però godiamocelo. Così come Diawara, che ieri ha mostrato di poter essere un calciatore utile (a me è piaciuto più lui di Veretout) e non un favore del (o al) Napoli.

Giovedì si va in Austria per l’Europa League contro un avversario di cui si sa poco e che all’esordio europeo ha stupito un po’ tutti. Ci sarà un po’ di turn over, sicuramente Pellegrini e Mkhitaryan non saranno della partita. Per Lorenzo purtroppo c’è la tegola della frattura al quinto metatarso. Per Miki invece sembra un falso allarme. Probabilmente qualcuno dei sempre presenti potrebbe riposare, come Kolarov. Di rinunciare a Dzeko dal primo minuto, onestamente ancora non me la sento.