Anatomia del gol più bello mai segnato in carriera da Francesco Totti

03/12/2019 di Rudi

Era il 26 ottobre del 2005. La prima Roma di Spalletti navigava a centro classifica, ma quella notte a San Siro una luce illuminò gli spalti. Era quella di Francesco Totti, protagonista della vittoria per 2-3, che non arrivava su quel campo, sponda nerazzurra, da undici anni.

La Roma scese in campo con questa formazione: Doni, Panucci , Kuffour , Chivu, Cufrè , Perrotta, De Rossi, Mancini (78′ Dacourt), Totti, Taddei (84′ Mexes), Montella (60′ Nonda). L’Inter, all’epoca allenata da Mancini, invece era questa: Julio Cesar, Cordoba, Materazzi, Samuel, Favalli (90′ Solari), Ze Maria (46′ Adriano), Veron, Cambiasso, Figo, Recoba (76′ Martins), Cruz.

La Roma giocò una partita strepitosa portandosi addirittura sullo 0-3 all’inizio della ripresa. Totti segnò una doppietta, ma ad aprire le marcature fu Vincenzo Montella. Il capolavoro del Capitano prese forma al minuto 30 del primo tempo. Riviviamolo insieme, attimo dopo attimo.

Descrizione del gol più bello della carriera di Totti

 

 

Totti recupera un pallone nella sua metà campo e fronteggia il suo avversario diretto, nell’occasione Cambiasso, non uno qualunque in fase di interdizione. Totti lo punta e lo lascia letteralmente sul posto con il pieno controllo del pallone.

 

Dopo aver saltato l’argentino, Totti riesce a contenere anche il disperato ritorno in scivolata da dietro di Zé Maria, un intervento ruvido che avrebbe rischiato di fermare l’azione in maniera irregolare.

Ora Totti ha campo aperto, così decide di puntare la porta avversaria mentre i suoi compagni di reparto, Mancini e Montella, creano scompiglio nella linea difensiva interista. Materazzi intuisce le intenzioni del Capitano e così gli si fa incontro, cercando di sbarrargli la strada. A quel punto Totti convergere verso il centro tenendo il pallone sulla sua destra, lontano dal potenziale intervento del difensore.

Totti raggiunge la lunetta in piena velocità, ma a un tratto tende quasi a frenare il corpo, evitando l’impatto con Materazzi che stava per tagliargli la strada in maniera piuttosto irruenta.

A quel punto la scelta è fatta: anziché lasciar partire un tiro di potenza, sorprende tutti con un delizioso tocco sotto, il suo famoso cucchiaio, che in un colpo solo elude il disperato tentativo in scivolata di Materazzi e manda fuori tempo Julio Cesar, in quel momento tra i portieri più forti del campionato.

Il pallone entra dolcemente in porta, proprio sotto il settore occupato dai romanisti in delirio. Ma tutto lo stadio si alzerà in piedi ad applaudire il colpo da fuoriclasse di Totti.

 

L’Inter nella ripresa riuscì a portarsi sul 2-3 e il finale fu davvero concitato, ma la Roma vinse, uscendo da un momento negativo. Una curiosità: Totti rimediò un cartellino rosso nei minuti di recupero dopo un battibecco con Veron proprio sotto gli occhi di Rosetti.

Alcuni quotidiani il giorno successivo azzardarono il 9 in pagella nonostante l’espulsione. In effetti quella di Totti fu una partita memorabile, impreziosita da una rete di rara bellezza. Anche Francesco considera il gol di San Siro come il più bello della sua carriera perché un concentrato di tecnica, forza fisica, corsa, dribbling e freddezza. Sei d’accordo?