Anteprima derby: pregi e difetti della Lazio, come può rispondere la Roma

31/08/2019 di Valerio Albensi

Quando è stato sorteggiato il calendario della Serie A lo abbiamo pensato tutti, almeno all’inizio: sarebbe stato meglio giocare il derby più avanti. Da una parte ci sarà una Roma in costruzione che potrebbe non essere ancora strutturata per affrontare una partita del genere; dall’altra ci sarà la Lazio che invece è alla quarta stagione con lo stesso allenatore e ha un progetto tecnico ormai collaudato.

Così per le agenzie di scommesse è favorita la squadra di Inzaghi che ha fatto un gran precampionato (59 gol segnati in 9 amichevoli) ed è partita vincendo 3-0 in casa della Sampdoria. Fare previsioni però non è così semplice anche perché domenica sarà il primo confronto tra i due tecnici.

Due parole sulla nuova Lazio

Gli ingredienti preferiti da Inzaghi li conosciamo: 3-5-2 (o 3-5-1-1 a seconda degli interpreti), dinamismo e corsa, gioco in verticale; responsabilità creativa affidata a Luis Alberto, Milinkovic-Savic e a Correa, punte che attaccano la profondità ed esterni che spingono senza sosta. È un calcio dalle idee chiare che aveva raggiunto la sua massima espressione due stagioni fa, quando la Lazio sfiorò la qualificazione in Champions League e chiuse il campionato al quinto posto (a parimerito con l’Inter quarta) e con il miglior attacco: 89 gol.

Numeri offensivi clamorosi, molto al di sopra di quanto realmente la squadra avesse prodotto (61,29 il dato di expected goals, una differenza enorme) che è stato ridimensionato nell’ultima Serie A, quando il rendimento in zona gol è stato più in linea con quanto effettivamente creato (ottavo posto, 56 gol fatti e 59,74 xG).

Oggi la Lazio è ripartita dal solito impianto di gioco e ha completato il potenziale undici titolare con due acquisti interessanti: lo slovacco Denis Vavro, difensore centrale proveniente dal Copenaghen, e soprattutto Manuel Lazzari, uno dei migliori esterni “tutta-fascia” del campionato.

Alla prima giornata, i laziali hanno approfittato dei problemi di un’altra squadra che ha cambiato tanto, la Sampdoria di Di Francesco: hanno vinto nettamente rischiando poco e creando diverse occasioni da gol. Inzaghi ha schierato Luis Alberto e Milinkovic mezzali, Parolo regista (Leiva può rientrare nel derby) e i due attaccanti Correa e Immobile. Alcune cose che abbiamo visto domenica potrebbero dare molto fastidio anche alla Roma.

I movimenti di Lazzari

Lazzari nell’ultima stagione è migliorato tanto dal punto di vista tecnico e alla Lazio potrà essere prezioso per due motivi. 

Il primo è che quando la squadra imposterà l’azione dal lato sinistro, come fa spesso, avrà dall’altra parte un esterno forte nell’uno contro uno e costantemente proiettato in avanti per favorire il cambio di gioco e colpire gli avversari sul loro lato debole. Kolarov, insomma, dovrà stare molto attento.

L’altro motivo si collega con il prossimo punto, quello sulle sponde di Milinkovic-Savic. Questa azione, che porta a una buona occasione da gol per Immobile, è un’opzione ricorrente: anziché rischiare l’uscita bassa del pallone, Strakosha lancia su Milinkovic, che è libero e sul quale cerca di chiudere in ritardo il terzino; il serbo vince il duello, apre lo spazio per Lazzari che può rientrare velocemente, puntare la difesa e servire Immobile in profondità. Da un’indecisione su un duello aereo la Lazio ha costruito una palla-gol.

Le sponde di testa e gli inserimenti di Milinkovic-Savic

A Genova, Milinkovic ha sostenuto 15 dei 38 duelli aerei della squadra ed è stato prezioso anche con i suoi inserimenti in area, spuntando fuori all’improvviso quando i centrali della Samp erano impegnati a controllare le due punte laziali e i centrocampisti facevano fatica a dare copertura.

Questa è un’altra situazione di gioco che la Roma dovrà valutare con estrema attenzione e che lo scorso anno, nel derby di ritorno, causò molta indecisione tra i centrocampisti romanisti: stavolta l’uomo che potrebbe contrastare il serbo potrebbe essere Cristante.

Gli scambi tra Correa e Immobile, l’attacco della profondità

Tra i due attaccanti di Inzaghi sta crescendo l’affiatamento e la Roma dovrà stare attenta soprattutto quando è sbilanciata in avanti. Correa è bravo a trovarsi la posizione accanto al compagno o a cercare spazio giocando più largo e favorendo l’inserimento delle mezzali. L’azione che porta al rigore nell’ultimo derby è un monito per la Roma: l’attenzione, soprattutto in fase di pressing, dovrà essere sempre altissima.  

 

Cosa può fare la Roma

La Roma è una squadra che sta lavorando sulle proprie fragilità difensive, ma ha le qualità per poter vincere il derby anche in un momento come questo. Contro il Genoa ha dimostrato di avere tante armi a disposizione per segnare.

La Lazio ha una buona organizzazione generale, è vero, ma tende naturalmente a scoprirsi, ad accompagnare con tanti uomini l’azione d’attacco e a lasciare spazi invitanti ai lati del mediano quando in campo ci sono contemporaneamente Luis Alberto e Milinkovic-Savic mezzali: l’attenzione in copertura, in questo caso, non è sempre impeccabile. Vedremo se Inzaghi preferirà un centrocampo con Leiva, Parolo e uno dei due giocatori più creativi.

La Roma potrebbe trovare varchi interessanti anche grazie al movimento incontro del trequartista centrale, per fare uscire un difensore, come accadde nel derby di andata dello scorso anno, quando il lavoro di Pellegrini e l’inaspettato baricentro basso della squadra complicarono i piani di Inzaghi.

La Lazio probabilmente cercherà di impedire agli avversari di costruire dal basso e allora alzare il pallone potrebbe diventare una possibilità anche per la Roma, che può sfruttare le sponde di Dzeko grazie alla rapidità di Ünder e alla fisicità di Zaniolo sulle seconde palle.

Vedremo durante la partita quale sarà il piano di Fonseca e se ci saranno novità tattiche, come oggi qualche fonte ipotizzava. Ma al di là della strategia, che può essere influenzata e condizionata anche dall’andamento della gara, la Roma dovrà dimostrare discontinuità rispetto alla scorsa stagione alzando il livello dell’attenzione, della concentrazione. Perché regalare un gol e un rigore su azioni nate da due rimesse laterali, come accadde a marzo, è un lusso che nessuno può permettersi.

valerio.albensi@rudi.news

@ValeAlb