Bologna-Roma a mente fredda: per esempio, Mkhitaryan

23/09/2019 di Rudi

La partita di Bologna aveva un grado di difficoltà serio. Perché era la prima vera trasferta stagionale, perché l’avversario era uno dei più in forma e perché arrivava a soli tre giorni da un impegno europeo.

E allora possiamo dire che, al di là dei tre punti, la Roma ha passato l’esame: non è stata brillante in attacco come contro il Sassuolo e il Basaksehir, quando aveva fatto vedere gran parte della sua potenza offensiva, ma ha dimostrato di essere un po’ più solida rispetto alle prime uscite, sia dal punto di vista tattico sia dal punto di vista caratteriale.

La partita di Bologna ci ha lasciato la sensazione di avere visto una squadra pienamente in controllo della situazione: la Roma ha avuto un momento di difficoltà nei dieci minuti successivi al pareggio di Sansone (quando ha concesso due occasioni a Soriano e Orsolini), ma Fonseca è corso ai ripari irrobustendo la fascia destra e limitano le azioni rossoblù da quella parte.

Abbiamo visto una Roma che ha accettato e retto il confronto anche sul piano fisico, del corpo a corpo con gli avversari, un terreno nel quale troppo spesso in passato non era riuscita a competere e anche quest’anno non era partita benissimo.

Qualche dato, per chiarirci le idee.

La Roma ha avuto un maggiore possesso della palla (55 per cento contro il 45 del Bologna), ma nonostante questo ha tentato e vinto più duelli degli avversari: 72 duelli difensivi tentati (67 per cento vinti) contro i 52 della squadra di Mihajlovic. Anche nel numero dei contrasti provati, la Roma ha prevalso: 32 a 23.

La Roma sta bene fisicamente e nelle ultime due partite ha segnato due gol nei minuti di recupero. Ma difende meglio rispetto alle prime uscite perché sa pressare gli avversari con più efficacia, fa più attenzione alle marcature preventive e, in generale, tutti i calciatori partecipano all’azione difensiva con maggiore disponibilità, a partire dagli attaccanti.

Qualche fotogramma di esempio.

Bologna Roma

In questo caso, su una rimessa laterale per il Bologna in zona d’attacco, Pellegrini ha supportato Cristante e la squadra ha chiuso tutti gli spazi con tanti uomini (si vede anche Mkhitaryan appostato al centro). La Roma ha costretto il Bologna a tornare indietro, a girare la palla e a forzare pochi secondi dopo una giocata in verticale facilmente intercettata dai difensori romanisti, ben piazzati. Di situazioni di questo tipo ne abbiamo viste tante ieri.

La Roma è stata brava a tenere lontano soprattutto nel primo tempo il Bologna dalla propria area. Nei primi 45 minuti, la squadra di Fonseca ha recuperato otto palloni nella metà campo avversaria lavorando sempre molto bene sulla chiusura delle linee di passaggio e sulle marcature preventive.

Qui sotto vediamo un paio di situazioni nelle quali la Roma ha impedito l’uscita al Bologna e riconquistato agevolmente la palla.

La partita di Mkhitaryan

Non è stata una gran partita per Mkhitaryan da un punto di vista della produzione offensiva. Anzi, è stata una prova certamente deludente sotto questo aspetto: l’armeno ha tirato solo una volta senza centrare la porta e in attacco non ha vinto nemmeno uno dei quattro duelli tentati.

Ma in un pomeriggio nel quale non è riuscito a essere pericoloso, Mkhitaryan è stato comunque bravo a mettersi al servizio della squadra. Lo ha fatto agevolando l’uscita della palla, per esempio, abbassandosi per ricevere tra le linee e far partire l’azione.

Una delle occasioni migliori della Roma nel primo tempo, la conclusione di Florenzi, è nata da una ricezione bassa in zona centrale dell’armeno che ha innescato l’azione del capitano.

Questo è il momento in cui Mkhitaryan ha ricevuto e aperto il gioco.

Questa invece è la parte conclusiva dell’azione, con Florenzi che è arrivato al tiro e altri sei compagni che hanno seguito il gioco arrivando da tutte le parti.

Mkhitaryan è stato prezioso anche in copertura, facendo valere tutta la sua disponibilità e la sua esperienza. Come in questo caso, supportando Veretout e impedendo a Sansone di tagliare la difesa della Roma al centro.

Miki ha vinto cinque duelli difensivi su sei (quattro su quattro nel primo tempo) e nella sua partita ci sono stati anche quattro contrasti vinti su quattro e otto palloni vaganti recuperati di cui sette nella metà campo avversaria.

La Roma oggi è una squadra che funziona anche grazie a comportamenti come il suo.