Calma. Tutti con Fonseca

23/01/2020 di Valerio Albensi

Sì, la Roma poteva giocare una partita diversa ieri sera all’Allianz Stadium, una gara più difensiva, e tutto sommato “accontentarsi” di perdere per 1-0, come accaduto negli ultimi anni.

Sì, la Roma poteva tenere Cristiano Ronaldo, Higuain, Douglas Costa, Pjanic, Bentancur, Alex Sandro e tutto il resto della compagnia per 70-80 minuti nella propria metà campo sperando di poterli contenere senza problemi.

Il punto è: quanti di quelli che stanno criticando ora Paulo Fonseca lo avrebbero difeso in caso di sconfitta dopo una partita difensiva? Quanti non avrebbero puntato il dito contro l’allenatore parlando di “Roma snaturata” o di una Roma “consegnata all’avversario”?

Probabilmente in pochi.

Cerchiamo di mantenere la lucidità, anche se la sconfitta brucia.

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La Roma ha perso ieri sera perché al momento non è in grado di competere con la Juventus. Perché la squadra di Fonseca non è stata incisiva e quella di Sarri non ha sbagliato niente. Perché l’allenatore juventino, rispetto a Fonseca, può contare su giocatori più decisivi, «spietati», per usare un termine utilizzato da Chris Smalling a fine partita.

Ha detto Fonseca: «La prima volta che gli avversari sono arrivati nei pressi della nostra porta hanno fatto gol e lo stesso è accaduto alla seconda occasione. La nostra squadra ha giocato bene prima degli ultimi trenta metri, ma poi c’è stata una qualità diversa in quel frangente, in cui abbiamo sbagliato molto».

Nel primo tempo la Juve ha prodotto occasioni per 1,16 expected Goals e ha segnato tre gol. Il problema è che i bianconeri hanno potuto difendersi senza patemi visto che la Roma è stata totalmente improduttiva e inoffensiva. Nel primo tempo, pur giocando per diversi tratti nella metà campo bianconera, gli attaccanti di Fonseca non sono stati mai pericolosi: non hanno vinto duelli nelle zone migliori del campo, non sono riusciti ad alzare i ritmi di gioco trasmettendosi il pallone con velocità e qualità.

La mappa dei duelli offensivi della Roma nel primo tempo (attacco da sinistra a destra): in rosso i duelli vinti, in bianco quelli persi. Non ci sono duelli vinti nelle zone migliori del campo (da Wyscout)

Nel secondo tempo, qualcosa in più si è visto. Il cambio Santon-Kluivert ha dato maggiore equilibrio alla squadra: nonostante il 3-0, la Roma ha segnato un gol, preso un palo con Kalinic e ha avuto un’ottima occasione con Florenzi, due situazioni pericolose che potevano riaprire la partita, ma che la squadra non ha sfruttato.

Questo è il primo problema: se vai a Torino cercando di provare a giocartela e accetti il rischio di concedere qualche spazio ai tuoi avversari, davanti devi incidere di più e mettere paura.

Nel primo tempo la Roma non lo ha fatto e lo ha pagato a carissimo prezzo.

Poi, sul risultato e sulla prestazione hanno inciso anche altri fattori.

La Roma ha avuto un atteggiamento sbagliato? Sicuramente in alcuni momenti decisivi la squadra doveva mostrare un atteggiamento più combattivo e anche su questo aspetto bisogna crescerePerché soprattutto sui gol di Bentancur e Bonucci serviva più attenzione e determinazione. E perché gli attaccanti, specialmente nel primo tempo, hanno aiutato poco i compagni, come ha detto Fonseca: «Tutti e tre gli attaccanti della Roma devono lavorare di più a livello difensivo. E oggi, specialmente nel primo tempo, non l’hanno fatto. Non mi piace questo atteggiamento della squadra. Kluivert, Kalinic e Cengiz dovevano fare di più da quel punto di vista».

Un dato fa riflettere: Higuain, da solo, ha fatto gli stessi duelli difensivi di Pellegrini, Cengiz Under, Kluivert e Kalinic messi insieme (10).

Resta il rammarico per avere giocato una partita così importante senza otto giocatori (tra i quali Dzeko, Perotti, Mkhitaryan e Pastore) e questo problema continua a togliere energie e punti alla Roma. Nessuna squadra al mondo può pensare di esprimere il massimo delle sue potenzialità con una media di 5,6 indisponibili (parliamo solo di infortunati, non delle squalifiche) a partita.

Ora però restiamo calmi. La Roma in campionato è dove deve essere: dall’inizio della stagione è cresciuta e, anche se ha ancora dei problemi, è quarta da sola e ha un’Europa League da giocare al meglio. Stiamo scoprendo giocatori che danno l’idea di poter essere importanti per la squadra anche in futuro: Pau Lopez, Mancini, Smalling, Diawara, Veretout, oltre a quelli che già c’erano.

Poi stiamo imparando ad apprezzare un allenatore esigente e capace, che ha ridato un’identità a una squadra che si era smarrita. E che è stato bravo anche a gestire la pressione, le situazioni oggettivamente difficili e gli sbalzi d’umore dell’ambiente. Un tecnico che anche ieri sera ha analizzato la situazione con estrema lucidità e che non va lasciato solo.

Servono più incisività in attacco e più continuità di prestazioni: questi sono i veri limiti della Roma, i problemi da correggere per cambiare definitivamente passo. È su questi aspetti che si decide la stagione.