C’è anche Totti tra i 50 ritratti della Storia del calcio: intervista a Paolo Condò

27/09/2019 di Patrizio Cacciari

Quando comincia la storia del calcio moderno? Paolo Condò, uno dei più importanti giornalisti sportivi italiani, ha provato a dare una risposta, fissando nel suo ultimo libro La Storia del calcio in 50 ritratti (Ed. Centauria) un punto ben preciso del Novecento: 4 settembre 1955. A Oeiras lo Sporting Lisbona e il Partizan Belgrado si affrontano per la prima volta nel nuovo torneo lanciato da L’Equipe: la Coppa dei Campioni.

Il motivo per cui Condò fa questa scelta è preciso e ce lo racconta in questa intervista: «Ho scelto di raccontare la storia del calcio moderno per un motivo piuttosto banale: cosa potevo aggiungere io ai racconti e ai libri già straordinari che ci descrivono le gesta di Valentino Mazzola? Così ho fissato questa data perché con la nascita della Coppa dei Campioni cambia la storia del calcio. Per la prima volta l’attenzione si sposta sui club anziché sulle partite delle Nazionali. Pensate che la Rai trasmise solo 9 partite dei Mondiali del 1954. Con la Coppa dei Campioni inizia l’era del calcio in tv».

 

Paolo Condò sceglie 50 ritratti di calciatori che hanno fatto la storia del calcio, ma non necessariamente i più forti. La spiegazione è storica ma anche narrativa: «Ho pensato che il mio contributo poteva essere quello della testimonianza, per questo racconto solo di calciatori che ho visto e in un certo senso vissuto. Il sito ufficiale del Real Madrid per esempio è ricco di filmati sui giocatori che hanno vinto le prime 5 Coppe dei Campioni. I miei primi ricordi sono del Mondiale del 1966. Per ciascuno ho scelto di raccontare, con una pennellata da 2.000 battute, un mio ricordo. Jean-Marc Bosman (che fa parte dei 50 ritratti, ndRè l’esempio perfetto del calciatore tecnicamente trascurabile, ma la sua vicenda ha cambiato la storia del calcio. Durante una presentazione del mio libro a Bologna ero con Marocchi. Giancarlo venne ceduto al Bologna proprio quell’estate lì. Lui ancora oggi mi racconta che loro non avevano la minima percezione del cambiamento. Il concetto di vincolo che c’era prima, a contratto scaduto, era davvero medievale, Non esiste in nessun’altra professione».

 

Non deve essere stato facile sceglierne 50: «All’inizio pensavo che sarebbe stato complicato arrivarci, poi dopo la prima lista, stilata con l’aiuto di due almanacchi, mi sono reso conto di essere arrivato in un attimo a 130. Scendere a 50 è stata davvero un’impresa. Ci sono 9 italiani e forse è un numero sproporzionato rispetto alla storia del calcio mondiale, ma ho preferito privilegiare i nostri tifosi».

La Storia del calcio in 50 ritratti ha una bellissima confezione: formato large, copertina cartonata e illustrazioni a colori di Massimiliano Aurelio.

 

La storia di una bandiera

Sai chi è il calciatore rimasto fuori dalla lista dei 50 di Paolo Condò? Gigi Riva. Rombo di tuono ha perso il ballottaggio con un calciatore molto caro ai tifosi della Roma, Francesco Totti«Lasciare fuori Gigi mi ha pesato parecchi –  racconta –  ma ho scelto Francesco perché volevo che ci fosse anche la storia di un calciatore, di una bandiera capace di vestire una sola maglia in carriera, con la consapevolezza di rinunciare a titoli e vittorie che altrove avrebbe ottenuto con grande facilità. Anche Antognoni è rimasto fuori per “colpa di Totti” (sorride, ndR.

L’intervista arriva in un giorno particolare: è il compleanno di Francesco Totti, che compie 43 anni. Paolo Condò è il giornalista che ha curato la sua splendida autobiografia (di cui ti avevamo parlato qui): «Gli ho appena mandato un sms di auguri (l’intervista è stata realizzata la mattina del 27 settembre, ndR). Come sta Francesco? Credo che intimamente sia ancora molto indeciso. Sa facendo cose nuove che lo divertono e lo assorbono, ma credo che il suo destino e quello della Roma non potranno restare separati per troppo tempo. C’è stata una frattura e queste cose non si aggiustano con lo scotch. Tuttavia penso che del disagio in lui esista. Per esempio mi suona strano non vederlo allo stadio quando gioca la Roma. E non necessariamente in tribuna d’onore».

Ho chiesto a Condò che cosa gli piacerebbe scrivere un giorno per una eventuale appendice all’autobiografia di Totti. La sua risposta è stata una piccola poesia calcistica: «Vorrei raccontare di un nuovo Totti, di un calciatore che Francesco regalerà alla Roma come suo erede. Mi piacerebbe molto se fosse lui a scoprirlo».

Auguri Capitano, questo è stato il nostro omaggio.