C’è un libro che racconta l’amore di De Rossi per la Roma

10/12/2019 di Patrizio Cacciari

De Rossi è tornato a Roma. Questa mattina insieme alla famiglia è sbarcato all’Aeroporto di Fiumicino per trascorrere in città le vacanze natalizie. In Argentina il campionato si è fermato e riprenderà solo alla fine di gennaio per gli ultimi 5 incontri della  Superliga. Il Boca Juniors è secondo il classifica a un punto dall’Argentinos Jr.

Daniele  al suo ritorno troverà un nuovo allenatore dal momento che Alfaro, l’attuale tecnico, dovrebbe essere sostituito. Inoltre avrà l’opportunità di conoscere una leggenda Xeneize: Juan Roman Riquelme, che domenica scorsa ha vinto le elezioni del club.

Quale sarà il futuro di De Rossi? Non è ancora ben chiaro anche perché Burdisso, l’attuale direttore sportivo che lo ha convinto all’esperienza in Argentina, potrebbe essere sostituito. Quello che è certo è il grande amore che Daniele ancora prova nei confronti della Roma dopo il difficile addio dello scorso maggio. Per continuare a seguire l’esperienza di De Rossi in Argentina, ti consiglio di tenere d’occhio questo progetto editoriale.  Si chiama EstoesFutbol, un magazine che con video, foto e testi racconta la passione per il calcio in tutto il mondo, con un occhio di riguardo proprio al campionato argentino.

L’occasione del ritorno a Roma di De Rossi è perfetta per parlarvi di un libro che racconta dei 18 anni di d’amore tra Daniele e la Roma. Si intitola “Daniele De Rossi – Uno di noi” (Lozzi Publishing), lo ha scritto Alessandro Oricchio, grande tifoso della Roma, ricercatore universitario, docente di lingua spagnola ed esperto di culture latinoamericane.

Non è il primo libro che scrive sulla Roma. Probabilmente conoscerai la pagina Facebook I Bomber della Roma. E’ gestita da lui, ha molto seguito, e si ispira proprio al suo primo lavoro. Nel 2017 invece Alessandro ci ha raccontato in un libro  tutti i 307 gol di Francesco Totti con la nostra maglia. Oggi ha scritto un omaggio a DDR. Gli abbiamo chiesto perché:

«Sia il libro su Totti che quello su De Rossi – ci dice Alessandro Oricchio – sono due lavori che nascono da un dolore, due momenti traumatici della mia vita da tifoso. Sono cresciuto con la Roma di Voeller, ma prima Totti e poi De Rossi sono stati il simbolo di una squadra che per me esisteva anche attraverso di loro. Il dolore però è stato diverso. Quello per Totti è stato intenso, alla fine di una stagione travagliata, quello per Daniele improvviso e inaspettato. Non dimenticherò mai quel martedì mattina del 14 maggio 2019, ore 8.33 in cui con un tweet la Roma ha annunciato che quella contro il Parma sarebbe stata la sua ultima partita».

Come si supera una cosa del genere? «Difficile dirlo – racconta ancora Alessandro – Se Totti è la Roma, Daniele è il romanismo. E’ una definizione non mia, che però rende perfettamente l’idea. Non ho mai pensato di identificarmi in Totti perché lui è stato l’Ottavo Re di Roma, inarrivabile. De Rossi invece in campo si comportava come avrei fatto io. Per questo all’addio di Totti non sono andato, troppo dolore travolgente, mentre a quello di Daniele dovevo esserci. Ho visto la partita da solo, piangendo tutto il tempo, alla fine mi ha anche inquadrato Sky tanto che il giorno dopo i miei studenti mi hanno rimproverato dicendo che non si piange per la Roma, ma gli ho spiegato che invece per la Roma si può e si deve piangere, perché è una cosa meravigliosa essere tifosi. Ho scritto questo libro per custodire i miei ricordi in uno scrigno e tramandarli ai tifosi che non hanno avuto la fortuna di viverli».

Daniele ora sta vivendo questa esperienza in Argentina, una scelta atipica. E’ il primo calciatore italiano a giocare in quel campionato: «E’ l’ennesima scelta di un uomo coraggioso, che decide di vivere in pieno un’esperienza straordinaria calandosi perfettamente nel contesto. Il suo spagnolo, con cadenza argentina, mi ha sorpreso, è stato davvero bravo. Non è andato a fare il turista ma a vivere nuove emozioni, come quelle che ci ha regalato. Un ricordo indimenticabile? Difficile sceglierne uno, non è stato facile nemmeno nella stesura del libro. Dico però l’esultanza dopo il gol di tacco di Okaka in quel Roma-Siena. De Rossi è stato il primo ad andarlo ad abbracciare, in quel momento era tutti noi».

Totti, De Rossi, oggi Florenzi e Pellegrini. Su chi sarà il prossimo libro? «Mi affeziono molto ai giocatori che in campo danno tutto, Florenzi è uno di questi anche se vive un momento di difficoltà. Dico però Pellegrini, che insieme a Zaniolo mi fa impazzire. Sono due ragazzi giovani, forti, puliti, due potenziali fuoriclasse. Spero di godermeli ancora per tanti anni con la maglia della Roma».