Che giocatore sta diventando Cengiz Ünder

17/01/2019 di Valerio Albensi

Cengiz Under

Cengiz Ünder è probabilmente l’acquisto più azzeccato di Monchi. Un colpo intelligente del quale, con estrema onestà, il direttore sportivo si è preso solo una parte del merito: «La Roma l’ha seguito per molto tempo: già prima che io arrivassi gli osservatori della Roma lo tenevano d’occhio. Giocava in una squadra che ha fatto bene in Turchia: abbiamo seguito Ünder che era già nel giro della Nazionale e abbiamo deciso di prenderlo», aveva detto a Premium Sport prima di Shakhtar-Roma di Champions.

Arrivato come oggetto misterioso, oggi Cengiz è un punto fermo della Roma di Di Francesco e in molti all’estero gli hanno messo gli occhi addosso.

I motivi sono principalmente due. Il primo è che, nonostante i pochi gol segnati finora rispetto alle sue potenzialità (solo tre in campionato), il turco della Roma sta giocando su livelli di rendimento che lo pongono tra i migliori esterni giovani d’Europa. Il secondo, che lo rende ancora più appetibile, è che di ali di piede sinistro ce ne sono poche e Ünder in questa categoria è quasi il top: non è ai livelli di Leroy Sané del Manchester City e di Marco Asensio del Real Madrid, ma se la gioca con tutti gli altri.

Quello del piede non è un dettaglio di poco conto: gli altri attaccanti esterni emergenti che si stanno facendo notare, come Pépé del Lille, Thuram del Guingamp, Sancho del Borussia Dortmund e Chiesa della Fiorentina, sono tutti destri. La Roma in estate ha provato a prendere attaccanti con caratteristiche simili a Ünder come Malcom (acquistato dal Barcellona per 40 milioni) e Bailey (valutato dal Bayer Leverkusen più o meno la stessa cifra milioni), colleghi che quest’anno il romanista sta nettamente superando per rendimento: questo dà l’idea di che tipo di valutazione oggi può avere il ragazzo.

La Roma, per fortuna, è nelle migliori condizioni per gestire il futuro di Cengiz, che sente di meritare di più del milione netto all’anno (fonte Gazzetta dello Sport) che attualmente percepisce: il contratto è lungo ancora tre anni e mezzo quindi c’è il margine per un rinnovo tranquillo.

In poche parole, amici scout delle superpotenze europee…

alberto sordi cencio

Ho la sensazione che in molti stiano sottovalutando la crescita e i progressi del nostro caro Cengiz, che a metà stagione ha già giocato quasi gli stessi minuti del primo campionato in Serie A (1182 oggi, 1257 una stagione fa).

Ho voluto confrontarlo con gli altri migliori esterni di fascia under 23 dei maggiori cinque campionati europei (Italia, Inghilterra, Spagna, Germania e Francia) per un totale di altri 43 calciatori con caratteristiche più o meno simili. Per intenderci, nella lista non c’è Mbappé, attaccante che ormai svaria su tutta la linea dell’attacco e gioca molti palloni in zona centrale.

Ho considerato anche le gare internazionali (Nations League e amichevoli delle nazionali) perché, trattandosi in molti casi di emergenti, volevo avere una base più solida di dati. Ho considerato solo i calciatori con almeno mille minuti stagionali giocati. Solite premesse: tra i tanti fattori che possono incidere sul rendimento di un giocatore ci sono senz’altro la collocazione tattica, l’atteggiamento della sua squadra e il campionato di appartenenza; in leghe come la Bundesliga o la Ligue 1, per esempio, si gioca un calcio meno conservativo rispetto al nostro e questo può condizionare anche le statistiche individuali.

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Diciamo subito che Ünder, dal punto di vista del contributo offensivo, è tra i più forti del gruppo. Il romanista è il terzo in Europa per minuti giocati in questa stagione (2126), dietro a Kamano del Bordeaux (2326) e Carlos Soler del Valencia (2152), e davanti a Chiesa (2118) e Sané (2074). 

Cengiz è quattordicesimo nella classifica delle azioni offensive riuscite (con 7,37), ma quarto se teniamo in considerazione solo i mancini. I più forti di piede sinistro non sono lontani da lui: Sané ha 8,68 azioni offensive riuscite ogni 90 minuti, la rivelazione Chukwueze del Villarreal (un ragazzo impressionante) ne ha 8,11, poi c’è Bailey con 7,67.

cengiz under azioni offensive riuscite

Veniamo all’aspetto realizzativo, che è quello in cui Cengiz può e deve fare meglio. È al nono posto per i gol segnati (6), secondo tra i mancini con Chukwueze, ma ha una percentuale di realizzazione di appena il 10,7 per cento. Da un calciatore ottavo per tiri totali (56) e bravo con entrambi i piedi è giusto attendersi di più. Nella classifica dei gol segnati domina Pépé, la grande rivelazione della stagione che ha già le attenzioni di mezza Europa.

cengiz under tiri totali

Il turco però è assoluto protagonista grazie ai suoi sette assist stagionali:è terzo con Marco Asensio e Pépé, dietro a Sancho (9) e Sané (8). Nelle zone basse del ranking c’è Chiesa, con un solo assist.

Cross

Curiosamente, le classifiche dei cross medi ogni 90 minuti e dei cross nell’area piccola per 90 minuti vedono protagonisti i mancini. Nella prima Cengiz Ünder è quinto con 3,98: in testa c’è Bailey con 5,09; nella seconda il romanista è terzo (0,55) dietro a Sané (0,65) e Brandt del Leverkusen (0.6).

Cengiz non spicca nell’uno contro uno: è 22esimo per dribbling compiuti ogni 90 minuti (6,31), lontanissimo da Chiesa (9,26) che è quarto nella classifica guidata da Reine-Adelaide dell’Angers (10,55). Va meglio nei passaggi verso l’area di rigore, dov’è quarto con 4,61 dietro a Iwobi dell’Arsenal (5,79), Fabian Ruiz del Napoli (4,73) e Asensio (4,63).

cengiz under passaggi verso l'area di rigore

Evoluzione

Questi numeri ci dicono che livello sta raggiungendo Under rispetto ai ragazzi della sua età, ma non raccontano invece che giocatore sta diventando. Perché rispetto a un anno fa, Ünder sta imparando a giocare in maniera diversa.

Segna un po’ meno, ma si sforza di partecipare di più al gioco, di non essere solo un uomo degli ultimi 25 metri. Un cambiamento reso necessario anche dal passaggio da ala nel 4-3-3 ad attaccante esterno nel 4-2-3-1, modulo in cui è portato a stare più largo. Questo è un confronto statistico tra la stagione 2017-18 e quella in corso (parliamo delle sole partite ufficiali disputate con la Roma, la base a disposizione è già sufficiente).

Ünder sfrutta la sue qualità per crossare di più e farlo meglio, per rischiare più volte l’uno contro uno e vincere duelli con gli avversari.

Cosa gli manca per diventare davvero grande? Mi faccio aiutare da Mircea Lucescu, selezionatore della Turchia: «Ünder deve imparare a giocare negli spazi corti – ha detto qualche settimana fa al sito ‘Forza Roma.info’ – con tre-quattro giocatori intorno a lui e riuscire a controllare il pallone anche senza campo libero. Secondo me in futuro dovrà anche provare a giocare al centro, andare un po’ più dentro al campo per mettere le sue qualità a disposizione della squadra».

Aggiungerei il cinismo che certe volte gli è mancato (l’errore con il Real Madrid grida ancora vendetta) e maggiore attenzione alla fase difensiva. Tutti aspetti dove può migliorare se consideriamo che Cengiz deve ancora compiere 22 anni.


valerio.albensi@rudi.news
@ValeAlb
(dati da WyScout.com)

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