Chi è davvero Nicolò Zaniolo

28/12/2018 di Valerio Albensi

Nicolò Zaniolo

In questo momento in cui la Roma sta cercando con tutte le forze di ritrovarsi e di riconquistare una classifica dignitosa, l’improvvisa esplosione di Nicolò Zaniolo è una speranzaqualcosa in cui credere. Il gol che ieri sera ha segnato contro il Sassuolo, il primo in Serie A, forse serviva più a noi che a lui. Ci ha fatto sognare.

E qualcuno si è addirittura avventurato in paragoni al momento esagerati che rischiano di diventare un eccessivo carico di responsabilità sulle spalle di un ragazzo di 19 anni.

Stiamo scoprendo Nicolò, osservando i suoi clamorosi progressi dell’ultimo mese e mezzo. Il gol è un gesto tecnico di altissimo livello, ma quello che mi ha stupito di lui è un’altra qualità.

Zaniolo è svelto di pensiero e di gambe:
sa che la principale differenza tra il calcio giovanile, da dove proviene, e quello dei grandi è che tra i professionisti tempi e spazi sono ridotti.

Perciò Nicolò non addormenta il gioco e quando riceve il pallone, se può, cerca di smistarlo di prima, di non trattenerlo inutilmente. Sa pensare la giocata giusta e metterla in pratica, visto che ha tecnica di passaggio e intelligenza.

Mi ha impressionato la rapidità con la quale Zaniolo si è adattato a un calcio così complesso come quello professionistico. Lui unisce questa qualità sia a una forza fisica impressionante (è alto un metro e novanta e ha una struttura da calciatore navigato) sia a una voglia di arrivare fuori dal comune, basta vedere l’intensità e la fame che mette in ogni duello e in ogni contrasto.

In questa azione al 25′ di Roma-Sassuolo per me c’è tutto Zaniolo. Prima va a contrasto con Berardi e contribuisce a riconquistare la palla, poi si smarca per ricevere il pallone da Nzonzi a centrocampo, resiste alla tentazione di portarlo avanti e andare da solo, e apre subito a sinistra facendo partire Kolarov; il serbo mette al centro per Schick, che va al tiro in spaccata e Consigli respinge; nel frattempo, Zaniolo ha seguito l’azione ed è lui, sulla fascia destra della Roma, a portare subito il pressing su Dell’Orco con una scivolata.

Fisico, tecnica e fame.

Nicolò sta dimostrando di essere già pronto, già maturo. E i numeri sulle sue prestazioni possono darci una mano, come al solito, a capire con quale naturalezza sta gestendo i primi mesi da calciatore professionista. Questo è un paragone tra le partite che ha giocato quest’anno come trequartista nella Roma e le 13 disputate nella stagione scorsa nello stesso ruolo con la Primavera dell’Inter.

La cosa sorprendente è che in alcuni parametri Zaniolo è addirittura migliorato rispetto al calcio giovanile. Se il dato sulle azioni totali può essere influenzato dai ritmi più alti del professionismo, Nicolò riesce a calciare più volte (da 3,31 a 4,22 ogni novanta minuti), ha ridotto il numero di palle perse(da 9,64 a 8,16 ogni 90 minuti) e ha aumentato la qualità dei passaggi. Inoltre garantisce più o meno lo stesso livello di duelli (da 35,65 a 32,34, anche se cala inevitabilmente la percentuale di quelli vinti), intercetti di palla e tocchi in area. In Primavera, grazie al suo strapotere fisico, riusciva però a fare più dribbling (da 7,4 a 3,94) e a riconquistare più palloni (da 5,65 a 3,94).

Nicolò stupisce perché riesce a ridurre la percentuale degli errori ed essere più decisivo di partita in partita. Tant’è che ora siamo curiosi di capire cosa farà Di Francesco quando riavrà a disposizione anche Lorenzo Pellegrini e Pastore pienamente ristabilito. Nell’emergenza, a Firenze, ha trovato in Zaniolo un trequartista perfetto per il gioco offensivo della Roma, fatto di pressioni altissime e improvvise verticalizzazioni.

Cosa manca a Nicolò per diventare un campione? L’esperienza, è inevitabile. Quella conoscenza del calcio vero che lo porterà a capire meglio i tempi delle giocate, a essere determinante come trequartista e a essere più scaltro in certe situazioni di gioco.

La Roma è stata brava a crederci. Monchi lo ha spiegato anche in un’intervista a Sky: «Mentre facevamo la trattativa avevamo due richieste, Radu e Zaniolo. Radu però era già stato girato al Genoa. L’Inter non voleva vendere Zaniolo, mica sono scemi, ma volendo al contempo prendere anche Radja era normale che bisognava cedere su qualcosa. L’affare in mancanza di Zaniolo non sarebbe comunque saltato, non era un aut aut. Non pensavo che Zaniolo sarebbe stato subito così determinante». Ora sta a Nicolò continuare a dimostrare che Monchi e Di Francesco non si sbagliavano.

valerio.albensi@rudi.news
@ValeAlb

Fonte dei dati: WyScout.com

Rudi è la newsletter dei romanisti. Vuoi riceverla? Compila il form e iscriviti. Parola nostra: niente spam, solo informazioni utili.
IMPORTANTE: se dopo l’iscrizione non riesci a vedere le nostre email, controlla le sezioni “Promozioni” o “Spam” del tuo servizio di posta; potrebbero essere finite lì.

Iscriviti