Chi se ne frega del furto, ieri ho rivisto in campo la Roma

25/10/2019 di Patrizio Cacciari

Sono passate 24 ore da uno dei più grandi furti della nostra storia. Sì lo so, Garcia Aranda, Van der Ende, Skomina. La lista è lunga, ma la speranza è che prima o poi venga messo un punto e che Collum sia l’ultimo nome, un anonimo arbitro scozzese che ricorderemo un giorno, quando non subiremo più ingiustizie, come un incidente di percorso.

Perché succede sempre a noi? Prima cosa importante: non è così. Non accade solo a noi. Pensa al super Manchester City di Guardiola, buttato fuori dalla Champions League per due sviste arbitrali per due anni di seguito. Un po’ come la Roma, è vero. Però come vedi siamo in buona compagnia.

Ritorniamo sulle sensazioni di ieri sera. Mentre te ne tornavi sotto il diluvio a riprendere la macchina parcheggiata a piazzale Clodio, cosa provavi oltre alla rabbia? In sala stampa mister Fonseca ha fatto un’affermazione importante: ha detto che la squadra era devastata. E stavolta gli infortuni non c’entrano niente. I ragazzi erano a pezzi perché hanno dato tutto e solo per un grave errore del direttore di gara non hanno portato a casa la vittoria. Non hai visto anche tu qualcosa di diverso? Contrasti vinti, giocatori che si aiutavano, nessuno con le mani sui fianchi.

Fonseca ha un merito preciso

La frase del mister è stata la cosa migliore che potessi sentire. Perché ieri, nel vederli zuppi, fuori ruolo, alcuni non in perfette condizioni fisiche, concentrati, cattivi dal primo al 90°, contro l’ottimo Borussia capolista della Bundesliga, mi ha fatto bene al cuore. E chissefrega del risultato e del rigore al 93°. Avere una squadra che lotta, come se in campo ci fossimo noi, non è quello che abbiamo sempre sognato?

Bene, ieri sera è successo. E Fonseca, che ha parlato in italiano anche in conferenza, ce lo ha ribadito. La squadra ci tiene, è unita, e lotta per uscire dal momento negativo perché sa di essere migliore di quello che si è visto finora. Questo è un merito che va riconosciuto all’allenatore: «Non abbiamo tempo ora per pensare a quello che è successo, dobbiamo già lavorare per la prossima», ha detto. Facciamolo anche noi.

Perché ieri si è vista una Roma con lo sguardo diverso in campo. E non farti distrarre da quelli che adesso rimetteranno in mezzo Florenzi dopo aver finito con Zaniolo. Cagliari dello scorso anno, Genoa a Marassi, Ferrara, quelle sono le sensazioni che non voglio più riprovare.

Ben vengano invece le nostre serate maledette. Quelle dell’io c’ero.