Chi sta dribblando meglio in Serie A?

26/02/2020 di Valerio Albensi

Quali sono i calciatori più forti nei dribbling in questa Serie A? Abbiamo fatto un bilancio dopo 25 giornate tenendo in considerazione soltanto quei calciatori con almeno 700 minuti disputati e un valore minimo di tre dribbling tentati a partita: da una parte il volume (gli uno contro uno tentati), dall’altra la qualità (la percentuale di successo).

La Roma piazza 8 giocatori su 95 inseriti nel grafico, un buon numero che conferma l’attitudine spiccata degli attaccanti romanisti a saltare l’uomo e a creare potenziali situazioni di pericolo. Perotti è tra i migliori per quantità e qualità, Cengiz Ünder lo segue da vicino per numero di dribbling tentati, ma è meno preciso; sono due esterni che hanno caratteristiche diverse da Lorenzo Pellegrini e Henrikh Mkhitaryan, che fanno meno ricorso alla giocata individuale per sviluppare l’azione.

Nella classifica trova spazio anche Leonardo Spinazzola, che lo scorso anno aveva concluso il campionato al quinto posto per dribbling tentati ogni 90 minuti (9,11).

Boga punta sulla quantità

In cima alla classifica dei dribblomani del campionato manca Douglas Costa, fermato quest’anno dagli infortuni, ma si consolida Jeremie Boga, esterno sinistro ivoriano del Sassuolo che alla Roma ha creato più di un problema nella partita persa al Mapei Stadium di recente. Destro naturale, non ha un fisico che spicca, ma compensa con una straordinaria capacità di tenere il pallone attaccato al piede in progressione: può spostarsi la palla molto rapidamente e rientrare sul destro per calciare. Quest’anno gli abbiamo visto fare gol estremamente spettacolari, non solo alla Roma.

Meno quantità, ma una maggiore percentuale di successo: sono i numeri di calciatori come Ilicic (con i suoi dribbling nello stretto, nella zona laterale del campo), Ansaldi e Falco. Poi c’è Diego Perotti, tra i migliori per percentuale di riuscita, addirittura oltre il 70 per cento. Unico limite dell’argentino della Roma: ha giocato poco a causa dei soliti problemi fisici.

Interessanti anche i volumi di dribbling di Cengiz Ünder e Zaniolo, con il turco più efficace nell’uno contro uno nello stretto e Nicolò che punta invece a sfidare il suo avversario diretto mettendo in campo tutta la sua potenza fisica e la grande capacità di proteggere la palla in corsa.

Fonseca ha a disposizione molti giocatori capaci di creare superiorità numerica. Questa possibilità da una parte è una potenzialità tecnica, ma dall’altra rischia di essere un limite nel momento in cui la squadra vuole amministrare il possesso, consolidarsi nella metà campo avversaria con il fraseggio e ragionare. Insomma, va bene l’imprevedibilità ma va dosata.

Per compensare una certa esuberanza servono giocatori come Pastore, Mkhitaryan e Pellegrini (anche se questi ultimi due restano due giocatori molto “verticali”).

Questi i numeri completi.