Ci possiamo fidare di Cristante?

20/12/2018 di Valerio Albensi

In questa Roma che, tra mille difficoltà, prova a rimettere un piede fuori dalle sabbie mobili in cui si è cacciata c’è un calciatore che potrebbe essere finalmente arrivato a una svolta. Bryan Cristante ha giocato ogni singolo minuto delle ultime otto partite, tra Serie A e Champions, e ha dato segnali evidenti di crescita. Nelle ultime due gare di campionato ha anche segnato due gol e preso un palo.

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[cercando una GIF su Cristante su Giphy è uscita questa roba qui: non c’entra nulla con il pezzo, ma ci ha fatto comunque ridere]

Era partito male, anzi malissimo. Palesemente in difficoltà nel ruolo di mezzala nel 4-3-3 di Di Francesco (in particolare contro Atalanta e Bologna), Cristante ora si sta ritagliando un posto nella Roma come mediano, un ruolo completamente diverso rispetto a quello che gli aveva cucito su misura Gasperini all’Atalanta. Ce lo ricordiamo bene il campionato di Bryan a Bergamo un anno fa: segnò nove gol e, dopo le prime partite da centrocampista centrale, a partire da metà ottobre cominciò a giocare costantemente come trequartista. Un ruolo che gli permetteva di coprire una zona meno ampia di campo e sfruttare meglio quelle qualità offensive che abbiamo cominciato a vedere anche alla Roma: un gran tiro, sia di destro sia di sinistro, e abilità negli inserimenti.

Nelle sue prime partite da romanista lo avevamo visto spesso vagare per il campo alla disperata ricerca di un compagno in grado di aiutarlo a portare il pressing; ci era sembrato quasi un corpo estraneo. Allora ci eravamo detti eccallà, un’altra “vittima” del gioco di Gasperini. Perché, e questo è un luogo comune del calcio che spesso inganna anche me, i giocatori lanciati da Gasperini vanno bene solo per il gioco di Gasperini.

Cristante ha avuto certamente bisogno di un periodo di ambientamento per digerire tutte le novità (tattica, compagni, ambiente) e, dopo il passaggio al 4-2-3-1, ha cominciato ad entrare di più nel vivo del gioco. C’è da dire che la Roma in precedenza non lo aveva aiutato e che ancora oggi Cristante spesso è vittima di quella sorta di disturbatore di frequenza che a un certo punto delle partite sembra portare i calciatori romanisti a non comunicare più, a isolarsi e a non essere più una squadra.

Cristante oggi è un calciatore diverso da quello che ci ha lasciato Gasperini. Gioca più indietro e certamente è meno determinante in fase offensiva, anche se non rinuncia a partecipare agli attacchi: rispetto allo scorso campionato, Bryan calcia meno di frequente (da 2,12 tiri a 1,47 ogni 90 minuti), è passato da 2,67 tocchi di palla nell’area avversaria a 2,05 e soprattutto è chiamato a sostenere più duelli difensivi (7,12 a 9,98 in media ogni 90 minuti).

Nel suo processo di maturazione c’è un’ulteriore fase che potrebbe essere scattata dopo Cska Mosca-Roma del 7 novembre. Da quel giorno in poi, soprattutto per una questione di necessità, Cristante non ha saltato un minuto giocando sempre come mediano accanto a Nzonzi e, nonostante il cammino a singhiozzo della squadra, il livello delle sue prestazioni si è alzato. E non di poco.

Merito anche di una condizione fisica brillante. Prendiamo le ultime cinque partite in campionato: la sua media di chilometri percorsi è stata leggermente inferiore a quella di Brozovic dell’Inter, il calciatore che macina più chilometri in Serie A. Il romanista è arrivato a 11,91 contro i 12,09 di media stagionale dell’interista. Cristante ha coperto questa distanza sempre ad alta intensità, a una media di 7,7 chilometri orari. Abbiamo cominciato a vederlo più presente in tutte le zone del campo, sfruttando facilità di corsa e forza fisica.

Ma soprattutto, nelle ultime cinque partite in campionato in cui ha giocato titolare, Cristante ha avuto un rendimento paragonabile a quello che la scorsa stagione Nainggolan e Strootman garantirono alla Roma. Quindi, per ora solo per un periodo limitato, questo ragazzo sta dimostrando che a certi livelli può spingersi.

Prendiamo i numeri della scorsa stagione dei due ex romanisti, che chiaramente hanno un peso maggiore rispetto a quelli dell’ultimo mese e mezzo di Cristante perché sono il frutto di oltre 30 partite a testa. E consideriamo anche la differenza di ruolo: Radja e Kevin erano mezzali, Bryan gioca mediano.

Partiamo dai dati sul gioco difensivo: l’ex atalantino regge il confronto con i colleghi e fa sentire la sua soprattutto nei duelli aerei e nelle palle intercettate; va più volte a duello, visto il suo ruolo più arretrato, ma ne vince solo il 9,6 per cento in media ogni 90 minuti. Cristante però ha perso tre palloni in più ogni 90 minuti: troppi.

Se guardiamo i numeri che esprimono il gioco offensivo, Cristante regge il confronto con Strootman, meno portato ad attaccare (solo 0,79 tiri ogni 90 minuti per l’olandese), ma non riesce ancora a tenere il passo del Ninja, che spadroneggiava con più di cinque duelli offensivi vinti ogni 90 minuti. Cristante comunque continua a essere portato per gli inserimenti e i 2,8 tocchi nell’area avversaria lo dimostrano.

Veniamo infine alla distribuzione, area in cui però è più complicato fare paragoni perché è più forte il condizionamento del cambio di modulo (da 4-3-3 a 4-2-3-1). Il numero dei passaggi in area di Nainggolan (4,31 in media ogni 90 minuti, quasi il doppio rispetto a quelli di Cristante) è certamente influenzato da quella posizione da trequartista più che da mezzala che spesso adottava in campo.

Cosa manca a Cristante per raggiungere quel livello?

Il numero quattro della Roma oggi non vale Nainggolan o Strootman, questo è evidente, e sono le scelte in campo a fare la differenza. Quello cioè che i numeri non possono dire. Cristante non riesce ancora a evitare errori banali come questo contro l’Inter, quando con la squadra sbilanciata in avanti sbaglia un appoggio facile su Cengiz Under quasi per paura del contrasto con l’avversario.

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O altri errori come questo, sempre contro l’Inter, con la complicità di Nzonzi.

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Sono sbagli che pesano e che inevitabilmente condizionano anche i nostri giudizi.

Queste ultime cinque partite ci dicono che qualcosa sta cambiando e che Cristante a 23 anni dimostra di essere un calciatore che vale anche senza la rete di protezione del gioco dell’Atalanta. Per arrivare ai livelli di Nainggolan e Strootman però dovrà fare un passo ulteriore. Contro la Juve giocherà la sua nona partita consecutiva da titolare, Champions compresa. Una prova del nove e di maturità perché la Roma deve poter continuare a contare su di lui. 

valerio.albensi@rudi.news
@ValeAlb

(fonti dei dati: WyScout e Lega Serie A)

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