Diliding, dilidong ?: Ranieri è tornato

08/03/2019 di Valerio Albensi

claudio ranieri

«Per fare le buone squadre ci vogliono i buoni giocatori e i sistemi sono la conseguenza dei buoni giocatori: valuterò prima i giocatori, poi i sistemi di gioco. Voglio vedere una squadra corta, determinata, che ha voglia di cambiare pagina. Chiederò molto equilibrio tra i reparti e aggressività».

Nove anni e mezzo fa, a un giorno dal suo debutto a Siena sulla panchina della Roma, Claudio Ranieri illustrò così il programma delle sue prime settimane di “governo”. A differenza di allora, però, stavolta il nuovo allenatore della Roma ha decisamente meno tempo: il suo primo mandato iniziò a settembre, il secondo invece parte quando siamo entrati nell’ultimo terzo della stagione e in genere un tecnico pianifica il lavoro dell’annata seguente. 

Inevitabile la sensazione di déjà vu quando stasera abbiamo ascoltato le sue prime dichiarazioni. 

«Dovremo tirare fuori il meglio che abbiamo – ha detto Ranieri a Roma TV -. I tifosi sono passionali ed è logico che siano insoddisfatti ma se vedono che la squadra lotta e l’arbitro nel finale nega un rigore non va al VAR, sanno apprezzare lo sforzo. È questo l’aspetto principale sul quale batterò: sulla motivazione e dare noi stessi per i tifosi. Dopo questa lunga giornata ho già parlato con la squadra e ho chiesto ai giocatori determinate cose. È un momento particolare, ci giochiamo il futuro in 12 giornate, c’è la possibilità di tornare in Champions. I ragazzi sono sensibili, alcuni potrebbero essere non abituati, essendo giovani, ad una piazza così importante. State vicino ai ragazzi, incoraggiateli soprattutto nei momenti difficili. Perché poi alla fine chi soffre veramente siamo noi tifosi».

James Pallotta lo ha annunciato così: «L’obiettivo che abbiamo in questa stagione è finire più in alto possibile in classifica e ottenere la qualificazione in Champions League. Per questo motivo, abbiamo deciso di chiamare un allenatore che conosca il club, comprenda l’ambiente e sia in grado di motivare i giocatori».

La prima esperienza di Ranieri sulla panchina romanista finì a metà della seconda stagione, dopo che nella prima aveva sfiorato lo scudetto: fu fatale il 4-3 in casa del Genoa, sconfitta arrivata nonostante il vantaggio di tre gol, che lo portò a rassegnare le dimissioni «per dare un segnale». A fine febbraio, l’allenatore è stato esonerato dal Fulham, club della Premier League che lotta per salvarsi e che lo aveva ingaggiato a novembre.

La sfida di Ranieri: tutto in 12 partite. Poi Sarri?

Ranieri dovrà adottare subito le misure più urgenti per far ripartire la Roma verso il quarto posto, traguardo che nonostante i tanti problemi è a soli tre punti. Si gioca tutto in 12 partite e avrà degli obiettivi precisi: costruire una squadra compatta e aggressiva in fase di non possesso; migliorare la fase difensiva, il grande punto debole della Roma; proporre uno schieramento più bilanciato.

Obiettivi che, più o meno, combaciano con quelli della sua prima esperienza a Roma, quando trovò una squadra che non riusciva più a mettere in pratica il calcio di Spalletti. Cercherà di raggiungerli nel modo più redditizio possibile in questo momento:

  • puntando su concetti chiari, semplici, per farsi capire in poco tempo e fare punti preziosi per riportare motivazioni e armonia nel gruppo;
  • utilizzando i moduli più adatti ai giocatori a disposizione e in base alle caratteristiche dell’avversario;
  • dando spazio ai calciatori che gli piaccioni di più, quelli che sanno giocare in più zone del campo;
  • affidandosi al senso di responsabilità dei “senatori” e scommettendo sulla voglia di riscatto di qualche elemento che è finito ai margini.

L’esperienza come “aggiustatore” non gli manca ed è anche questo il motivo che ha spinto i dirigenti della Roma ad affidare a lui questo delicato momento di transizione tra l’era Monchi-Di Francesco e la gestione sportiva del futuro. Una fase in cui il ruolo di Francesco Totti sarà sempre più ampio, non a caso sul comunicato che annuncia il nuovo tecnico c’è anche una sua dichiarazione: «Ora abbiamo bisogno di mani esperte, in grado di guidarci tra le prime quattro per rigiocare la Champions League nella prossima stagione. Ci mancano dodici partite in campionato e dobbiamo vincerne il più possibile».

«Hanno fatto sentire Ranieri importante, considerandolo un padre nobile della Roma che in questo momento ha bisogno di lui», ha scritto sul Corriere dello Sport Roberto Maida. È anche per questa ragione che Ranieri è stato l’unico a sentirsela di accettare la proposta tre mesi di contratto. La Roma vuole provare a prendere Maurizio Sarri a giugno, ormai è chiaro.

Come giocherà la nuova Roma di Ranieri?

Qualcuno, sui social, con una battuta, ha detto che la Roma riprenderà anche Fabio Simplicio per consentire al nuovo mister di lasciarlo in panchina. La battuta si riferisce al celebre sfogo rivolto ai giornalisti «mi dite “Simplicio… Simplicio… non fa giocare Simplicio”» che ho trovato qui in loop per dieci minuti. Ti avverto, non riuscirai a smettere di guardarlo, ha una musicalità quasi magnetica.

Aspettando di capire qualcosa in più dagli allenamenti di sabato e domenica, qualche indizio su come potrebbe usare la rosa della Roma ce lo dà la storia di Ranieri. A Roma, l’allenatore sistemò inizialmente la squadra con un bilanciato 4-4-2 (o 4-4-1-1), poi dopo le prime settimane tornò ad adottare i moduli che in quel momento i giocatori conoscevano di più, il 4-3-1-2 e il 4-2-3-1.

Emergenza totale, si ferma anche Manolas

La base della sua seconda Roma resterà la difesa a quattro, le fondamenta di tutte le sue squadre. Contro l’Empoli, lunedì sera, le scelte di Ranieri saranno condizionate da infortuni e squalifiche perché l’emergenza è totale:mancheranno infatti Dzeko, Kolarov e Fazio (squalificati), più Manolas, Pellegrini, De Rossi, Cengiz Ünder e forse Pastore. Una disposizione plausibile potrebbe essere un 4-2-3-1, modulo che la squadra conosce, ma con un approccio più difensivo (quasi un 4-4-1-1, con i laterali d’attacco più bassi): tra gli esterni alti potrebbe andare Florenzi, per garantire più equilibrio.Gli esami di oggi, tra l’altro, hanno confermato le lesioni muscolari di Manolas, Pellegrini e De Rossi: torneranno dopo la sosta.

Le tappe

Il calendario da qui a fine stagione può aiutarlo fino a un certo punto. Perché è vero che la Roma dovrà giocare sette volte in casa su dodici, ma è altrettanto vero che dovrà affrontare Napoli, Inter (in trasferta) e Juventus, oltre a dovere andare due volte a Marassi per incontrare Sampdoria e Genoa.

calendario roma ranieri

Dodici fatiche per riportare la Roma in Champions: non sarebbe un’impresa epica come la vittoria della Premier League con il Leicester, ma forse per Ranieri sarebbe lo stesso indimenticabile.

Ah, la scenetta della campanella dei tempi del Leicester? «Diliding dilidong, WE ARE IN CHAMPIONS LEAGUE, MAN!»

La speranza è che, a fine stagione, possa suonare la campanella anche a Trigoria.

@ValeAlb

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