Come sono cambiati i conti delle big della Serie A negli ultimi anni

22/03/2019 di Valerio Albensi

bilanci serie a

Oggi La Gazzetta dello Sport ha pubblicato la sua consueta analisi dei bilanci delle società di Serie A (a questo link c’è una grafica interattiva molto carina), uno studio prezioso per fare il punto sullo stato di salute economica e finanziaria delle società italiane. A livello aggregato, resta la preoccupazione per i debiti troppo alti dell’intera lega e per la tendenza sempre più consolidata a coprire la differenza tra ricavi e costi con le plusvalenze. Scrive Marco Iaria, autore dell’inchiesta: “I ricavi, al netto delle plusvalenze da cessione calciatori, hanno raggiunto ormai quota 2,4 miliardi, esattamente 2.398 milioni nel 2017-18, 131 milioni in più dell’anno prima. […] Tuttavia le spese, al netto delle minusvalenze, sono schizzate a 3 miliardi (2.997 milioni nel 2017-18, 295 milioni in più del 2016-17. Spese, beninteso, quasi tutte “sportive”: 1,5 miliardi per gli stipendi e 700 milioni per gli ammortamenti dei “cartellini” dei giocatori”.

Dell’aumento delle plusvalenze e degli effetti collaterali che hanno sul sistema torneremo nei prossimi giorni. Oggi ci soffermiamo sui conti della Roma(che in realtà già conosciamo perché pubblicati diversi mesi fa) e delle altre top del nostro campionato: Juventus, Napoli, Inter, Milan e Lazio. E lo facciamo andando anche a vedere l’evoluzione di costi, ricavi, plusvalenze e risultato netto nelle ultime sei stagione, sempre attraverso i dati della Gazzetta dello Sport

Piccola nota: i costi della Gazzetta sono diversi da quelli pubblicati nei bilanci perché vengono ricalcolati aggiungendo gli ammortamenti e altre voci.

Come stanno i club oggi?

Partiamo con un breve commento, sempre dalla Gazzetta, sullo stato attuale delle finanze delle top 6.

ROMA
Nella stagione 2017-18 ha fatto registrare il fatturato più alto della sua storia (257 milioni) e perdite ridotte da 41,7 a 25,7 milioni. Crescono ricavi commerciali e da stadio, ma pure il costo del lavoro passato a 158,8 milioni (secondo della A). “L’ultimo aumento di capitale di 100 milioni del maggio-giugno 2018 ha comportato un afflusso di liquidità di soli 9 milioni, visto che il resto era già stato anticipato da Pallotta. La cassa soffre. I rimedi? Le cessioni”.

JUVENTUS
Dopo tre utili di fila, la Juve è tornata in rosso: meno 19,2 milioni. Il fatturato si è assestato oltre 400 milioni, il top in Italia, e si cominciano a sentire i primi effetti dell’arrivo di Cristiano Ronaldo. Ma crescono anche i costi e l’indebitamento finanziario.

NAPOLI
Svaniscono i proventi record della vendita di Higuain e della Champions e il Napoli torna in rosso: meno 6,4 milioni. “Non è un allarme perché con De Laurentiis il club ha inanellato profitti arrivando a custodire una liquidità di 119 milioni”. Crescono gli stipendi (118,2 milioni) e i ricavi, al netto di fatti straordinari, restano dello stesso livello.

INTER
Trend positivo nella riduzione delle perdite: da meno 140 milioni nel 2015 a meno 17,8 nel 2018. L’Inter ha riequilibrato una gestione sballata, il fatturato è cresciuto e “l’apporto della famiglia Zhang è decisivo: dei 487 milioni di debiti netti, quasi la metà sono nei confronti dell’azionista di maggioranza”.

MILAN
Si porta dietro il fardello della perdita più alta della storia del Milan, meno 126 milioni sotto la gestione Li Yonghong. “Un bel guaio per il fair play Uefa. C’è da lavorare sui ricavi puntando sulla Champions”.

LAZIO
La Champions è sfumata all’ultima giornata, ma la Lazio ha comunque chiuso con un utile di 37 milioni grazie alle plusvalenze di Keita, Biglia e Hoedt. Crescono gli stipendi (da 57,5 a 80,1 milioni) e lievemente anche i debiti finanziari (da 46,8 milioni a 50,5).

I ricavi delle Top 6

Alla fine della stagione 2012-13, Milan e Juventus avevano lo stesso livello di ricavi: 274,8 i bianconeri, 275,9 i rossoneri. Dietro di loro, il vuoto: cento milioni in meno per l’Inter (177), Roma e Napoli ancora più staccate rispettivamente con 125,5 e 120,3 milioni di incassi. Da quella stagione in avanti i rapporti di forza sono cambiati e se la Juventus è arrivata a superare quota 400 milioni in cinque anni (422,4 nella stagione 2016-17, 12 in meno nell’esercizio seguente), il Milan ha fatto registrare entrate sempre più basse fino ad assestarsi poco sopra i 200 milioni.

Nel frattempo, Napoli e Roma hanno continuato a crescere, con ritmi però influenzati dalle partecipazioni alla Champions League: nel 2018, la Roma ha chiuso il bilancio con un fatturato raddoppiato rispetto a quello di cinque anni prima (257 contro i 125 del 2013) mentre il Napoli si è spinto a 185 milioni, dopo essere riuscito a superare i 200 (203) nella stagione precedente. Le due società osservano però la spinta che Suning ha dato all’Inter dal 2016: il bilancio interista ha sfiorato i 300 milioni lo scorso anno senza i proventi della Champions, ma grazie a importanti partnership commerciali.


2012-13 2013-14 2014-15 2015-16 2016-17 2017-18
Milan 275,9 254,6 223,9 219,7 223,9 219,8
Inter 177,0 167,5 180,8 207,3 273,7 297,3
Juventus 274,8 280,4 327,6 351,2 422,4 410,7
Lazio 108,5 84,5 110,9 91,9 100,2 129,2
Napoli 120,3 167,6 131,5 144,1 203,7 185,4
Roma 125,5 131,5 186,9 233,6 183,3 257,0

(ricavi espressi in milioni di euro)

Ricavi dai diritti tv

L’egemonia economica della Juventus ha certamente un punto di forza nella voce legata ai proventi dai diritti televisivi (sia Serie A sia Champions). Nell’arco dei sei anni analizzati, la Juventus ha incassato quasi il doppio rispetto a Roma e Milan, le altre società che hanno ottenuto di più: 1137 milioni la Juve, 681 i giallorossi e 672 i rossoneri. Per quanto riguarda la Roma, seppur con alti e bassi, nelle ultime quattro stagioni la società ha sempre superato quota 100 milioni (unica a riuscirci proprio con la Juve) ed è passata dai 66 milioni del 2013 ai 166,8 di incassi del 30 giugno 2018, bilancio che ha beneficiato della semifinale di Champions League.

Ricavi da stadio
In sei anni, la Roma ha quasi raddoppiato i ricavi da stadio (da 21,2 a 39) e dalla stagione 2014-15 è la seconda società dopo la Juventus per incassi. Lontanissima la Juve (60,5 milioni nel 2018), l’unico club ad avere una struttura di proprietà che anzi al momento sembra starle un po’ stretta: l’Allianz Stadium ha infatti una capienza di 41mila posti.

Ricavi commerciali

Sui ricavi commerciali (principalmente le sponsorizzazioni) è invece l’Inter che da due stagioni ha aumentato esponenzialmente le entrate. È accaduto da quando Suning ha acquisito la proprietà del club, facendo crescere in maniera “poderosa” (scrive la Gazzetta) il fatturato. Tra il 2016-17 e il 2017-18 c’è stato il boom delle partnership asiatiche: solo nell’ultima stagione “dall’Asia sono arrivati 100 milioni, di cui 38 da Suning”. Neanche la Juventus tiene il passo.

Il Milan è terzo con 62 milioni e in questo campo può contare su un blasone e una riconoscibilità internazionale che gli altri brand non hannoNapoli e Roma infatti sono fermi intorno ai 35 milioni. Per quanto riguarda il club giallorosso, comunque, grazie alle importanti sponsorizzazioni degli ultimi mesi (Qatar Airways e Hyundai le principali) la tendenza appare in crescita.

2012-13 2013-14 2014-15 2015-16 2016-17 2017-18
Milan 79,8 78,3 80,1 83,3 77,7 62,5
Inter 40,0 43,5 47,5 48,7 112,2 138,8
Juventus 60,0 68,5 63,2 89,9 104,0 126,0
Lazio 13,6 12,7 10,2 11,9 14,5 21,0
Napoli 30,7 32,5 28,3 29,9 32,3 35,6
Roma 25,6 21,5 19,9 21,1 24,3 33,4

I costi delle Top 6

Sono aumentati i costi di tutte le società della top 6 del nostro campionato rispetto a sei anni fa. La Juventus, dopo anni in cui era riuscita a tenerli a bada, ha adottato una politica di spesa più aggressiva ed è passata dai 378,1 milioni del 2015-16 ai 495,2 del 2016-17 e ai 506,1 del 2018. 

L’altra società che ha avuto negli anni l’incremento maggiore di costi è la Roma, passata dai 187,6 milioni del 2013 ai 303,9 dei 2018, nonostante i paletti imposti dalla Uefa. E di questo, forse, bisognerebbe tenere conto quanto si parla di ipotesi di “ridimensionamento”, facendosi probabilmente ingannare dalla politica della società in fatto di trading di giocatori e di generazione di plusvalenze, una strategia indispensabile per aumentare i ricavi in attesa di avere finalmente lo stadio di proprietà. La Roma, con la Juve, è il club che ha generato più plusvalenze nei sei anni: 340,5 milioni contro i 334 dei bianconeri; più staccato il Napoli con 254 milioni. 

Non ha vinto titoli la Roma, e tanti tifosi comprensibilmente sono scontenti, ma negli ultimi cinque anni è stata stabilmente tra le prime tre e ha centrato una semifinale di Champions. La società, tra l’altro, ha investito tanto non solo nella parte sportiva, ma anche nella creazione di una struttura aziendale più moderna.

La Roma ha fatto registrare un saldo negativo di circa 200 milioni in sei anni, mentre Inter e Milan addirittura superiore del doppio (427,5 e 404,1). Forse è anche per questo che di recente James Pallotta ha espresso perplessità sul rispetto delle norme del fair play finanziario in Europa:  «Serve fare qualcosa. Ho scritto una lettera alla Uefa chiedendo di avere un dialogo costruttivo su quanto abbiamo visto fare ad altre squadre. Quando guardiamo ad alcune sanzioni o alla scarsità di pene inflitte, il mio punto di vista è: perché mi sto preoccupando del financial fair play, non è meglio prendere dodici milioni di euro di multa e accettarla?».

(partendo dai dati della Gazzetta, abbiamo fatto un po' di conti in tasca alla Roma e alle altre società più grandi: ricavi da diritti tv, da stadio e commerciali, e i costi)

Citiamo Marco Bellinazzo, giornalista del Sole 24 Ore che in un’intervista al Romanista di qualche mese fa ha detto: «La struttura della Roma è molto promettente, i ricavi crescono, l’uscita di Gandini è stata compensata benissimo dall’ingresso di Calvo che è stato uno de fautori del miracolo Juventus. La spada di Damocle semmai è lo stadio. Con lo stadio si può innescare un circolo virtuoso sui ricavi, senza quello non potrai mai arrivare ai 300/350 milioni in su di fatturato per fare il salto di qualità».

È anche per questo che la Roma e i suoi tifosi non possono aspettare ancora.

valerio.albensi@rudi.news
@ValeAlb

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