Come sta la Roma, Petrachi, le nuove norme Figc e altre cose da sapere

02/10/2019 di Rudi

Meno un giorno a Wolfsberger-Roma. Cominciamo la giornata con la nostra rassegna curatissima, aggiornatissima, non convenzionale e interessantissima.

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1 – Come sta la Roma?

L’amarezza per gli infortuni di Pellegrini e Mkhitaryan si fa ancora sentire. Alcuni giornali cominciano a parlare apertamente di “maledizione Roma”, per il Corriere dello Sport c’è bisogno di un esorcista.

Secondo la Gazzetta dello Sport, la Roma è già arrivata a nove infortuni stagionali e questa cosa ci preoccupa ripensando a quello che è accaduto un anno fa. È vero, non possiamo pensare che tutti i cambiamenti fatti (dallo staff ai campi di allenamento) riescano a dare risultati immediati, ma la speranza è di vedere al più presto un’inversione di tendenza.

Ah, per il professor Santucci, che ha operato Pellegrini, non c’è correlazione tra la frattura del metatarso e la fascite plantare che il giocatore stava gestendo da qualche settimana.

Intanto, c’è una prima buona notizia: Davide Zappacosta è tornato gradualmente ad allenarsi in gruppo quindi potrebbe rientrare presto tra i convocati. Il suo ritorno consente anche a Fonseca di guadagnare una rotazione in avanti, visto che Florenzi può essere spostato sulla trequarti. Cengiz Ünder e Perotti invece rientreranno dopo la sosta, con il turco che dovrebbe farcela già per la Sampdoria (20 ottobre).

Oggi alle 18.45 parlerà Fonseca direttamente dallo stadio di Graz dove la Roma domani affronterà il Wolfsberger. Ci dirà qualcosa di più sulla formazione, forse, e capiremo se ha intenzione di concedere un turno di riposo a chi ha giocato di più: Dzeko e Kolarov sono i maggiori indiziati. Ci sarà sicuramente Pastore che avrà un’altra chance dopo la buona prova contro il Basaksehir.

2 – Che squadra è il Wolfsberger?

Non sarà una partita facile per la Roma. Gli austriaci hanno battuto 4-0 in trasferta il Borussia Moenchengladbach e sognano un altro risultato storico. Sono terzi in campionato, segnano tanto e subiscono poco (23 gol fatti e 10 subiti in 9 partite), il tecnico Struber li schiera con un 4-3-1-2 molto aggressivo. Tre sono i calciatori da tenere d’occhio: i due attaccanti, Weissman e Niangbo, il trequartista Liendl e la mezz’ala Schmid.

Ne ha parlato “Miki” Konsel alla Gazzetta: «È una squadra intensa, forte fisicamente, che pressa sempre. Ero in Germania a vedere la partita, a quei ritmi ho pensato potessero durare al massimo venti minuti. Ed invece hanno pressato così per tutta la partita. Se sbagliano ti lasciano campo, ma se sono in giornata è dura batterli».

3 – Perché si parla di problemi per Petrachi?

Secondo Il Tempo, “Gianluca Petrachi rischia la squalifica per avere iniziato a lavorare come direttore sportivo della Roma quando era ancora sotto contratto con il Torino: questa l’ipotesi dell’indagine aperta dalla Procura Federale su segnalazione della presidenza Figc“. L’indagine sarebbe partita dopo la dichiarazione fatta dallo stesso Petrachi, in relazione a Dzeko, nella conferenza stampa di presentazione di Mkhitaryan: «Quando la prima volta a maggio ho incontrato l’Inter ho posto il mio prezzo». Il direttore sportivo della Roma aspetta una chiamata per chiarire la sua posizione.

Nel caso in cui le accuse fossero dimostrate, rischierebbe una squalifica di qualche mese o fino a un anno, con “la possibilità di patteggiare ancora prima dell’eventuale deferimento, per trasformare la sanzione in un’ammenda o ridurla di un terzo”.

4 – La serata di Champions. In Libertadores ha giocato De Rossi?

Nuova serata amara in Champions League per l’Atalanta, sconfitta all’ultimo minuto dallo Shakhtar a San Siro: i nerazzurri sbagliano un rigore con Ilicic, ma passano in vantaggio con Zapata; prima del riposo arriva il pari di Junior Moraes e, al 90′, il gol beffa di Solomon. Per la squadra di Gasperini si fa dura: zero punti dopo due partite e la prospettiva di restarci ancora visto che all’orizzonte c’è la doppia sfida con il Manchester City.

Fa festa invece la Juventus: 3-0 al Bayer Leverkusen grazie ai gol di Higuain, Bernardeschi e Cristiano Ronaldo, e primo posto nel girone con l’Atletico Madrid (che ha vinto in casa della Lokomotiv Mosca 2-0).

Clamorosa vittoria del Bayern Monaco in casa del Tottenham, finalista della passata edizione: 7-2! Gnabry ne segna addirittura quattro. Delude invece il Real Madrid, che aveva perso la prima contro il Psg: va sotto 0-2 al Bernabeu contro il Bruges, ma si salva e pareggia 2-2.

Gli highlights di Juve-Bayer e di Atalanta-Shakhtar.

Ah, nella notte si è giocata la semifinale di andata di Coppa Libertadores tra River Plate e Boca Juniors. Non c’era De Rossi, infortunato, e per la sua squadra è finita male: sconfitta per 2-0. Al ritorno servirà un’impresa, ma DDR dovrebbe farcela.

5 – Lotta al razzismo, la Figc cambia: le novità per le società. La gaffe di Lotito

La Federcalcio ha approvato le linee guida che cambiano le norme sulla responsabilità delle società in caso di comportamenti violenti o discriminatori dei tifosi.

Decade il principio di responsabilità oggettiva dei club: finora le società sono sempre state sanzionate per il comportamento scorretto dei propri tifosi, ma questo potenzialmente le ha esposte a ricatti; con le nuove norme, la sanzione scatterà solo se i club non riusciranno a dimostrare di avere fatto tutto il possibile per identificare i responsabili.

Le società dovranno segnalare le situazioni a rischio, dotarsi di un codice etico (come ha fatto la Roma un anno fa) e formare un organismo di garanzia “indipendente” che dovrà vigilare sul funzionamento del modello. L’esempio da seguire è quello del club giallorosso, che di recente ha vietato a vita lo stadio a un tifoso per offese razziste a Juan Jesus, e della Juventus, che ha denunciato i ricatti di alcuni tifosi.

Altra novità è che il giudice sportivo può intervenire con una sanzione in caso di audio o video anche senza che sia stata superata la “soglia di percezione”.

Sui social network è stata molto criticata l’uscita del presidente della Lazio, Claudio Lotito, che commentando le novità ha detto anche questo sui cori razzisti: «Non sempre il buu corrisponde effettivamente a un atto discriminatorio e razzista. Ricordo quando ero piccolo, che spesso facevano buu anche a giocatori non di colore, con la pelle normale, per scoraggiarli a non segnare».