Come un vero capitano, Florenzi mette la Roma davanti a tutto

16/11/2019 di Rudi

Alessandro Florenzi ieri ha giocato tutta la partita da titolare. Lo ha fatto con la maglia azzurra della nazionale italiana nella sfida contro la Bosnia di Edin Dzeko vinta per 3-0. Ale è stato schierato dal ct Mancini come terzino destro di una difesa a quattro, ruolo in cui Fonseca nella Roma non lo sta prendendo più in considerazione.

Per Florenzi, che da quest’anno è anche capitano della Roma, non è un momento facile. Da Dzeko allo stesso Fonseca sono arrivate parole rassicuranti e di elogio. Ma i fatti dicono che al momento per lui c’è poco spazio. Vederlo in panchina anche a Parma per 90 minuti, nonostante l’emergenza, è stato piuttosto sorprendente.

Contro la Bosnia ha giocato bene. Il Corriere dello Sport in pagella gli ha dato 7: «Dopo sei panchine nella Roma è titolare nella Nazionale e non ha bisogno di togliersi la polvere dalle spalle per far vedere che sta bene. Risolve felicemente un “uno contro uno” col suo compagno Dzeko, poi fa il lancio (oltre cinquanta metri) su cui Bernardeschi costruisce la stupenda azione dell’1-0. E’ il giocatore che consente a Mancini di far quadrare i conti: lui dà equilibrio restando dietro, formando, in possesso palla, una difesa a tre e consentendo a Emerson Palmieri di attaccare. Ma siamo sicuri che a Fonseca non serva un giocatore così?».

Stesso voto anche sulla Gazzetta dello Sport: «In crisi chi? Una partita da esterno-stopper. Anticipi, corsa, esperienza, chiusure. Giocando così il posto è suo».

 

Cosa ha detto Florenzi di così importante

Nonostante la buona prestazione, Alessandro non ne ha approfittato per fare polemica, anzi ai microfoni di Sportmediaset ha parlato da vero capitano della Roma: “Non ho giocato per far cambiare idea al mister (Fonseca, ndr), ma l’ho fatto per me stesso. Penso solo a giocare, voglio dare il mio contributo alla Roma. Spero che nel breve periodo possa riuscire a mettere in difficoltà il mister, che ora sta facendo altre scelte che rispetto. Se devo fare il capitano devo dare l’esempio: come successo negli anni scorsi, metto la Roma davanti a me. Tutti dobbiamo stare in silenzio e lavorare, perché se lo fa il capitano tutti lo fanno di conseguenza“.

Oggi di Alessandro titolare in Nazionale e panchinaro nella squadra di cui è capitano hanno scritto in tanto. Per esempio Il Messaggero:

«Quindi, il terzino-centrocampista-attaccante della Roma, non vive l’ebbrezza di starci dal primo minuto da quasi un mese. Cosa insolita per uno come lui, abituato ad essere considerato da tutti un jolly, da Zeman fino a Ranieri, in tutto il suo percorso romanista, e chissà se continuerà anche dopo gennaio. Come noto, i jolly sono tali perché trovano sempre un posto in prima fila. Sono i diversamente titolari, quelli che un buco in squadra alla fine lo trovano sempre. Florenzi, in azzurro, balla tra due allenatori che hanno nei suoi confronti sensazioni e opinioni diverse: Fonseca non lo vede come terzino (ieri bene in Nazionale proprio da terzino), e davanti ha il pienone e comunque soluzioni, a suo dire, più convincenti, anche in mancanza dei titolari (in difesa gli viene preferito Santon, che in estate è stato sul punto di andare via); dall’altra si ritrova Mancini che, come tutti i suoi predecessori, si fida di Florenzi: da Conte a Ventura, fino appunto, all’attuale ct della Nazionale. Florenzi fatica meno del previsto, gioca una gara dignitosa, sperando di non godersi questi momenti solo con la Nazionale».

Florenzi rimane un giocatore molto importante e affidabile su cui Fonseca sa di poter puntare. L’atteggiamento che sta tenendo in questo momento non potrà che far piacere al tecnico della Roma. C’è ancora bisogno di lui.