Conosciamo meglio la Virtus Roma

06/05/2019 di Rudi

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di LUCA PELOSI

Perché c’è sempre stato un grande legame tra la Roma e la Virtus?

Il legame è nato spontaneamente nel 1983, anni in cui entrambe le squadre hanno vinto il campionato. Lo scudetto alla Roma del basket mancava addirittura dal 1935. Nacque così la tradizione del viaggio Olimpico-Palaeur nel giorno in cui entrambe le squadre giocavano in casa. Lo faceva anche qualche calciatore.

Carlo Ancelotti, il giorno della semifinale scudetto tra Bancoroma e Ford Cantù, ad esempio, scappò dall’Olimpico senza rilasciare interviste dopo Roma-Catanzaro per andare a vedere la partita di basket. Nel 1984 anche la Virtus fece una cavalcata trionfale in Coppa Campioni e la vinse, prendendosi poi anche la Coppa Intercontinentale. Nella bacheca della Virtus ci sono anche due coppe Korac e una Supercoppa, vinta nella stagione 2000/01, quando la Roma è tornata a vincere lo scudetto. Tantissimi giocatori della Roma, Francesco Totti su tutti, hanno spesso seguito la squadra. Lo storico capitano romanista è andato al Palazzetto anche con la Virtus in A2, insieme a Nainggolan.

Pochi sanno che Gigi Di Biagio, attuale tecnico della Under 21, giocava con il numero 4 in onore di Larry Wright, il Falcao del Bancoroma. Una chicca scoperta da poco: Claudio Ranieri ha giocato a basket nel San Saba. Il San Saba è la società che poi si fuse con il Borgo Cavalleggeri nel 1970, dando origine alla Virtus, che poi sarebbe diventata Virtus Banco di Roma nel 1972. Il codice federale però rimase quello del San Saba, la cui fondazione era nel 1960. Ecco perché si dice che la Virtus è nata nel 1960 e quindi si può anche dire, in un certo senso, che Claudio Ranieri ha giocato nella Virtus. Nei primi anni della Virtus Banco di Roma le maglie erano giallorosse, e non arancio-blu, perché l’avvocato Giovanni Guidi, che fondò la squadra della banca, era tifoso della Roma. Nel 2009 e nel 2010 al Palaeur si tenne anche una bella manifestazione mista calcio/basket con i giocatori di entrambe le squadre. 

Come mai la Virtus era in Serie A2?

Al termine della stagione 2014/15, nonostante la squadra si fosse salvata sul campo con largo anticipo, il presidente Claudio Toti scelse di iscriverla alla Serie A2 adducendo motivazioni economiche. Fino all’ultimo giorno era stata a rischio anche l’esistenza stessa della società, al punto che i tifosi fecero una manifestazione sotto al Campidoglio (come già fatto nel 2012) per sensibilizzare le istituzioni cittadine.

La Serie A2 si è rivelata molto più dura di quanto si immaginava: nei tre anni precedenti, solo una volta è riuscita a disputare i playoff, mentre nel 2015/16 e nel 2017/18 la Virtus ha addirittura dovuto disputare i playout per evitare la retrocessione in Serie B1. Questa invece è stata la stagione del grande rilancio. Col Palazzetto chiuso per lavori, la società ha scelto di tornare al Palaeur pur di non essere costretta a giocare fuori Roma (come invece ha fatto l’altra società romana, l’Eurobasket, andando a Ferentino) e ha costruito una squadra per salire in Serie A. Grazie all’ingresso della società Be Consulting, ha anche modernizzato e migliorato molto la comunicazione.

Non è che si autoretrocede di nuovo?

No. Il contratto col Palaeur è per altri due anni e sono già state depositate le garanzie bancarie. Potrebbe cambiare l’assetto societario. A differenza del passato, infatti, non si può più dire che la Virtus non interessi a nessuno. Potrebbe subentrare la stessa Be Consulting, prendendo una quota, forse anche maggioritaria, del club, mentre ci sono voci di un interesse da parte del proprietario di Scafati Basket, Aniello Longobardi, visto in parterre anche in occasione della finale per il titolo di campione d’Italia Dilettanti contro la Fortitudo.

Ah, se hai sentito parlare di questa finale, sappi che si trattava di un titolo inutile. Una semplice sfida tra le due squadre che hanno vinto i rispettivi gironi di Serie A2.

Com’è andata questa stagione?

Dopo aver vinto facilmente nella prima giornata contro Cassino, la Virtus ha perso rovinosamente a Bergamo alla seconda giornata. Una sconfitta salutare, perché ha fatto in modo che i giocatori si rendessero conto che vincere il campionato non era affatto scontato e che ci sarebbe stato da soffrire.

Soffrendo, anche se non brillando nel gioco, la Virtus ha vinto le 7 partite successive, conquistando la vetta della classifica l’11 novembre contro Capo d’Orlando. Dopo il Ko interno con Rieti, il percorso è stato più discontinuo, con inattese sconfitte a Cassino e Scafati, mentre “Benedetta” è stata la sconfitta subita da Siena. All’inizio dell’anno sono arrivate 5 importantissime vittorie consecutive, su tutte quella con Bergamo e la vittoria a Casale Monferrato con un tiro da tre di Saccaggi all’ultimo secondo.

La Virtus si è ripresa la vetta e praticamente non l’ha mollata più, anche se, a causa di alcune brutte sconfitte a Trapani e a Rieti, è stata costretta ad aspettare l’ultima giornata per festeggiare. E’ stata l’unica squadra sempre nei primissimi posti. Sono cambiate le avversarie, all’inizio era Bergamo, poi Rieti, infine Capo d’Orlando, che ha reso la vita dura a Roma con 9 vittorie consecutive a fine campionato. Ma nessuno ha avuto la continuità della Virtus.
 

Perché hai detto che la sconfitta a Siena è stata “benedetta”?

Perché a un certo punto Siena, per irregolarità amministrative, è stata esclusa dal campionato. A quel punto, secondo regolamento, sono stati tolti i punti a tutte le squadre che avevano vinto contro la formazione toscana. In pratica, la classifica è stata riscritta come se Siena non fosse mai esistita.

La Virtus Roma ne ha tratto vantaggio perché aveva perso all’andata, mentre Capo d’Orlando ci aveva vinto. Considerato che Roma e Capo d’Orlando hanno finito il campionato a pari punti e che Roma ha chiuso prima grazie allo scontro diretto, questo fatto ha avuto grande importanza.

Ma è anche una bella nemesi storica. A Siena, come saprai, sono stati tolti i titoli vinti tra il 2011 e il 2014, compreso quindi lo scudetto vinto nel 2013 in finale contro la Virtus. Si è scoperto infatti che Siena si era iscritta ai campionati in modo illecito. Non avrebbe dovuto esistere neanche in quei campionati di Serie A (e probabilmente anche nei precedenti, compreso quello del 2008, anch’esso vinto in finale su Roma, dato che la dirigenza era la stessa).
 

Chi sono stati i giocatori migliori?

Le cifre migliori sono quelle di Henry Simspivot americano che in effetti ha disputato una stagione da dominatore. L’ha chiusa con 19.4 punti di media a partita ed è stato il miglior rimbalzista del campionato con una media di 11.3 per gara. Molto positiva anche la stagione del playmaker Nic Moore, anche se leggermente al di sotto delle aspettative ha comunque risolto più di una partita con la sua velocità e i suoi tiri da fuori. Ma ogni giocatore è riuscito a dare il suo contributo.

Le ali Landi Sandri hanno usato la loro esperienza per dare grande solidità al gruppo in campo e fuori, l’imprevedibilità del giovane play Baldasso è stata spesso risolutiva, anche i giocatori che hanno avuto più difficoltà come Santiangeli, Saccaggi e Chessa, anche per problemi fisici, hanno avuto momenti in cui sono stati decisivi, mentre apprezzabile la crescita di Alibegovic che nelle ultime partite ha messo grande cattiveria e che ha molti margini di miglioramento.

C’è anche da dire che per tante partite il coach Piero Bucchi non ha avuto a disposizione il roster al completo a causa di una serie di infortuni e questo rende ancor più apprezzabile il suo lavoro, come il contributo dei giovani che hanno giocato meno e cioè Lucarelli, Spizzichino e Matic. Piero Bucchi ha vinto per la quarta volta in carriera la Serie A2, in precedenza ci era riuscito anche a Rimini, Napoli e Brindisi. Nel 2003 aveva già riportato la Virtus in Eurolega e ora l’ha riportata in Serie A. La sua esperienza è stata un fattore importantissimo.

Luca Pelosi è un giornalista professionista. Si occupa di calcio e di basket.
E’ un grande tifoso della Virtus Roma, su cui ha scritto anche un libro (autoprodotto) che potete acquistare qui.