Cosa ci ha convinto e cosa no dei primi 3 mesi della nuova Roma

11/10/2019 di Rudi

Abbiamo fatto il punto della situazione dopo le prime nove partite ufficiali con un video su Facebook, che trovi anche qui sopra. In nostra compagnia c’era Daniele Lozzi alias Romanista Razionale.

1 – Cosa ti ha convinto e cosa invece no di Fonseca e della sua Roma?

Patrizio Cacciari
«Non voglio considerare le prime due partite di questo campionato perché in Roma-Genoa e Lazio-Roma Fonseca ha dovuto schierare praticamente la squadra di un anno fa. Poi c’è stata la prima sosta, la squadra è stata completata e abbiamo cominciato a vedere il lavoro dell’allenatore. L’allenatore ha avuto un impatto positivo: la sua figura ha attirato l’attenzione della critica e del pubblico, è un personaggio di spessore che impareremo a conoscere e apprezzare ancora di più.

Tra le cose che mi sono piaciute c’è sicuramente il fatto che rivediamo un gruppo che crede nell’allenatore, anche nelle partite in cui la squadra ha sofferto. Era un po’ che non lo vedevamo.

Cosa mi ha convinto di meno? La squadra è ancora troppo “Dzeko-dipendente”».

Romanista Razionale
«La Roma è esattamente dove pensavo che fosse, non come punti, ma come progetto di squadra. Fonseca è stato molto bravo a capire il campionato, non a modificare i principi di gioco, ma ad aggiungere alcuni accorgimenti tattici che hanno reso la Roma più solida rispetto alle prime uscite. Con il Cagliari abbiamo visto una squadra che ha concesso solo una conclusione, il rigore.

Cosa mi piace meno?
Gli infortuni. Sono troppi, ci sono al momento otto giocatori fuori ed è un numero non normale per essere ottobre. Alla fine del campionato, tutte queste assenze sono punti: non avere il cambio in più durante la partita, non avere tante alternative sono problemi che a lungo andare rischiano di farsi sentire».

Valerio Albensi
«Mi piace la capacità di Fonseca di adattarsi al contesto: ha capito rapidamente le specificità del campionato più tattico del mondo. Mi piacciono i progressi, i miglioramenti a livello difensivo che la squadra sta facendo vedere. Non parlo solo del reparto, ma di tutta la squadra che è tornata a pensare collettivamente.

Cosa mi piace meno?
Nelle ultime partite la Roma ha avuto difficoltà nel segnare, un problema in parte causato dai tanti infortuni. Mi aspetto di più da Kluivert e Zaniolo, che stanno giocando con regolarità e possono fare meglio: hanno 20 anni, è vero, ma hanno già tutte le qualità per essere decisivi e segnare di più».

Non è ancora una difesa impenetrabile, ma Fonseca ci sta lavorando

2 – Parliamo dei nuovi acquisti. Chi ti è piaciuto di più e chi di meno

Patrizio Cacciari
«Il migliore dei nuovi sarebbe Smalling, ma ha giocato ancora poche partite. Allora dico Spinazzola, che considero un elemento positivo nel gruppo: in Austria ha sbagliato tanto, ma mi è piaciuto nell’autocritica.

Invece devo dire che mi aspettavo un po’ di più da Mkhitaryan: è entrato, ha fatto subito gol, ma nelle altre partite…».

I primi 100 giorni di Fonseca alla Roma non sono stati semplici

Romanista Razionale
«Smalling mi ha colpito molto per il suo impatto e per il modo in cui sta già guidando la difesa aiutando anche Mancini.

Invece mi aspetto di più da Mkhitaryan perché, gol a parte, può dare molto meglio».

Valerio Albensi
«Sono indeciso tra Pau Lopez e Mancini, ma alla fine scelgo il portiere perché sta dimostrando di essere molto affidabile e importante nello sviluppo nel gioco della Roma. Ha dimostrato di essersi subito ambientato e integrato nel gruppo.

L’acquisto dal quale mi aspettavo di più è Kalinic. È vero che veniva da un lungo periodo di inattività e che non giocava una partita da titolare da marzo, ma contro il Wolfsberger mi aspettavo qualche segnale in più. Se le sue prestazioni non crescono in fretta, sarà dura concedere riposo a Dzeko».