Roma, cosa non ha funzionato a Mönchengladbach

08/11/2019 di Rudi

C’è stato un momento di Borussia Mönchengladbach-Roma nel quale la squadra di Fonseca ha dato la netta sensazione di stare meglio rispetto agli avversari anche sul piano fisico e di poter vincere la partita. Quel momento è durato da poco prima del pareggio di Fazio (64′) fino all’inizio del recupero.

In questa mezz’ora del secondo tempo il Borussia ha avuto il dominio del possesso palla, ma la Roma è riuscita a vincere tutti i duelli (addirittura 69 a 31 per cento il parziale del periodo 60′-75′ in favore dei giallorossi) e a concludere cinque volte verso la porta di Sommer contro le due dei tedeschi.

Un predominio anche tecnico che la Roma non è riuscita a sfruttare per vincere e chiudere il discorso qualificazione a causa di quei problemi di finalizzazione che sono tornati a farsi sentire dopo i progressi delle ultime settimane.

Questo è stato il problema della squadra di Fonseca in Germania: ha fatto molte cose buone, ma le è mancato il guizzo negli ultimi trenta metri. E quando nel calcio non sfrutti le occasioni basta una disattenzione minima per pagarla cara, esattamente com’è successo alla Roma nel recupero, quando all’ultima azione il Borussia ha trovato a sorpresa il gol della vittoria buttando in area un paio di palloni senza grosse pretese.

Ora aumentano i rimpianti perché nonostante gli errori arbitrali che l’hanno penalizzata (all’andata il rigore inesistente allo scadere fischiato ai tedeschi; ieri l’azione dell’autogol di Fazio viziata dall’uscita dal campo del pallone) la Roma era riuscita a mantenere lucidità e a far valere la sua superiorità sul campo della capolista della Bundesliga. La squadra giallorossa è ancora padrona del suo destino (con quattro punti passa il turno matematicamente) ma per il primo posto si fa durissima perché negli scontri diretti ora il Mönchengladbach è avanti.

Alla Roma potrebbero bastare anche tre punti in Europa League

Cosa non ha funzionato ieri

Torniamo a parlare di quelle famose “scelte” che fanno la differenza. Ieri la squadra, soprattutto nel secondo tempo, ha gettato al vento 4-5 situazioni potenzialmente molto pericolose. Il Borussia concedeva tanto: doveva vincere a tutti i costi e nel secondo tempo si è sbilanciato, anche se la Roma ha sempre controllato gli attacchi dei tedeschi, lasciando giusto qualche spazio sulle fasce.

E quando è ripartita o ha rubato palla la squadra di Fonseca è arrivata più volte sul punto di poter fare male all’avversario, ma non ha avuto le idee chiare. Come nell’azione in cui Kluivert, frenato da un recupero di Lainer, ha sbagliato l’appoggio per Pastore che arrivava a rimorchio e poteva concludere con la porta spalancata.

L’olandese ha fatto la cosa giusta poco dopo, sempre sfruttando un assist di Dzeko: si è portato la palla sul sinistro e ha tentato il tiro, ma la palla è finita fuori alla sinistra di Sommer.

Un’altra potenziale occasione non sfruttata è stata quella avuta da Pastore poco prima di uscire dal campo, quando Veretout (il migliore della Roma) lo ha pescato tutto solo al limite dell’area con un passaggio in verticale di sinistro perfetto. Il Flaco, forse sorpreso dalla giocata, ha stoppato male la palla e si è fatto chiudere prima del tiro.

Arriverà prima o poi il gol anche per lui: ieri lo ha sfiorato nuovamente con un destro messo sopra la traversa da Sommer.

Quando i trequartisti non riescono a incidere per la Roma si fa più dura e non è un caso che l’ultima striscia di risultati positivi si sia verificata nel momento di crescita di Zaniolo, Kluivert e Pastore. Ieri soprattutto per i due più giovani non è stata una serata facile: l’olandese, per esempio, è stato coinvolto in cinque azioni nell’area di rigore avversaria e nessuna di queste è andata a buon fine. Anche per Zaniolo è stato un passaggio a vuoto dopo quattro gol consecutivi: ha sfiorato la rete con un calcio d’angolo fotocopia di quello della partita di andata, poi a parte qualche progressione delle sue è stato poco nel vivo del gioco. Avrebbero bisogno di rifiatare anche loro e non è escluso che a Parma possano farlo.

Al di là delle scarsa brillantezza in attacco, un problema che il progressivo recupero degli infortunati può aiutare a risolvere, anche in Germania la Roma ha confermato molte delle sensazioni positive che ci aveva trasmesso nell’ultimo periodo. In casa della capolista del campionato tedesco la squadra di Fonseca ha dimostrato ancora una volta la sua crescita nell’organizzazione di gioco: continuiamo a vedere una squadra ben organizzata, molto forte nel pressing e solida dal punto di vista difensivo, al di là del brutto errore di Fazio. Contro il Napoli la Roma aveva avuto sangue freddo nei momenti decisivi della partita, ieri invece non è stato così.

Va ricordato che questa squadra sta facendo sembrare di poco conto anche una situazione di emergenza infortunati che non ha paragoni in Italia. Ieri gli indisponibili erano “solo” sei.

Perché Florenzi oggi non è titolare nella Roma di Fonseca