Cosa può dare Spinazzola alla Roma

01/07/2019 di Valerio Albensi

leonardo spinazzola

Su Leonardo Spinazzola nelle ultime due stagioni l’attenzione generale era un po’ calata. Colpa di un infortunio al ginocchio subito un anno e mezzo fa che lo ha costretto a stare fermo fino a gennaio. Così quando sabato la Roma ha scambiato Luca Pellegrini con lui (più un conguaglio di 7,5 milioni a favore della Juventus) molti romanisti sono rimasti sorpresi: da una parte c’è stata l’inevitabile delusione per la rinuncia a uno dei talenti migliori del vivaio; dall’altra però è cresciuta la curiosità per questo ragazzo che fino a pochi mesi fa era ritenuto uno dei migliori difensori esterni del nostro campionato.

Dopo l’ufficialità, abbiamo visto alcune partite di quest’anno per capire cosa può dare al gioco della Roma il primo acquisto del nuovo direttore sportivo Gianluca Petrachi. Partiamo da una notizia positiva: Spinazzola si è completamente ristabilito dall’infortunio e nelle sue 12 apparizioni stagionali, tutte nel 2019, ha fatto vedere di essere tornato su livelli molto alti.

Leonardo Spinazzola alla Roma

Breve scheda di Spinazzola

Spinazzola ha 26 anni, è nato a Foligno e alla Juventus arriva nel 2010, per gli ultimi due anni di settore giovanile. C’è la Roma in uno dei ricordi più felici di quel periodo: nel 2012, Leonardo è il miglior giocatore del Torneo di Viareggio ed è tra i protagonisti di una tiratissima finale vinta 2-1 dai bianconeri contro i giallorossi (in quella Primavera romanista ci sono, tra gli altri, Politano, Verre e Viviani).

A quei tempi, Spinazzola viene impiegato prevalentemente come esterno alto. Uscito dal settore giovanile, la Juve manda il diciannovenne Leonardo a farsi le ossa in Serie B: Empoli, Lanciano, Siena, una breve parentesi con l’Atalanta in A, poi Vicenza e Perugia. Qui Pierpaolo Bisoli gli cambia la carriera: lo sposta qualche metro più indietro e lo inventa terzino. Un anno dopo, Spinazzola è pronto per la Serie A, stavolta da protagonista, all’Atalanta in prestito biennale. Il suo impatto nella stagione 2016-17 è devastante. Come esterno “tutta fascia” di Gasperini, Leonardo è uno dei protagonisti dell’inaspettato quarto posto finale tant’è che la Juve tratta con l’Atalanta la chiusura del prestito con un anno di anticipo per farlo tornare.

La società nerazzurra però sta allestendo la squadra per giocare in Europa ed è irremovibile e fa rispettare l’accordo: “Spina” vive giorni difficili, poi accetta la decisione del club e torna protagonista in campo. Il suo campionato finisce a marzo del 2018, dopo l’infortunio al ginocchio destro (operato a Villa Stuart dal professor Mariani per la lesione del legamento crociato anteriore e del menisco mediale). 

La fase riabilitativa lo costringe a perdere anche la prima parte della nuova esperienza juventina: Spinazzola torna a giocare a gennaio, in Coppa Italia, poi viene coinvolto sempre più spesso in campionato da Allegri. Chiude la stagione con 642 minuti in Serie A e si toglie la soddisfazione di esordire in Champions League nel 3-0 all’Atletico Madrid in cui è titolare e tra i migliori in campo. Sembra avviato a un campionato con Sarri, invece nel suo destino c’è la Roma.

Come gioca Spinazzola: le caratteristiche

Spinazzola si è affermato nell’Atalanta giocando come esterno di una squadra con una difesa a tre, ma quest’anno alla Juventus è stato quasi sempre impiegato come terzino. Gasperini è convinto che può fare bene in entrambi i casi«Può tranquillamente giocare in una difesa a quattro, lo ha già fatto in Nazionale. Non esistono giocatori che possono fare l’esterno con un modulo e non con un altro: è un luogo comune da sfatare», ha detto di recente l’allenatore dell’Atalanta. «Per me non è stata una sorpresa vedere Spinazzola esprimersi a quel livello (quello espresso in Juve-Atletico, ndR), so bene cosa può dare: ha una velocità, un cambio di passo, speciali. Uniti a buona tecnica», ha aggiunto.

Spinazzola è destro, ma preferisce giocare a sinistra e ha una chiara attitudine offensiva. È alto un metro e 86, ha un fisico longilineo che non è esattamente la struttura tipica dell’esterno difensivo. È esplosivo e rapido, ma allo stesso tempo resistente. Quando porta palla e prende velocità è difficile stargli dietro: è il calciatore della Serie A con più allunghi ogni 90 minuti, 5,33, davanti al Papu Gomez (4,69) e a Manuel Lazzari della Spal (4,59).

È veloce e ha una buona tecnica che gli consente di variare il suo gioco: sa calciare bene con entrambi i piedi e questo significa che ha sempre due soluzioni sia per crossare sia per tirare. Un difensore avversario, soprattutto se lasciato solo, sa già che contro di lui qualcosa dovrà concedere.

Rapidità, controllo e doppio piede spiegano il perché sia uno dei migliori del campionato per uno contro uno e dribbling (9,11 ogni 90 minuti quest’anno in Serie A, ottavo del campionato, con una percentuale di riuscita del 69,2).

Vediamo qualche azione, cominciando da quella che è stata probabilmente la sua migliore partita stagionale, Juventus-Atletico MadridQuella sera, Spinazzola gioca per 69 minuti a un’intensità paurosa e dimostra anche una discreta intesa con Cristiano Ronaldo. La Juve deve ribaltare lo 0-2 dell’andata e, anche per sfruttare le qualità del suo esterno sinistro nell’uno contro uno, Allegri a sorpresa arretra Emre Can come terzo centrale: in questo modo, Spinazzola ha la copertura che serve per pensare quasi esclusivamente a entrare nella fascia destra degli spagnoli ogni volta che può. Koke e Arias, i due giocatori che presidiano quella zona, non lo prendono praticamente mai.

Tre esempi. Dopo tre minuti, riceve palla larghissimo, all’altezza dell’area di rigore, punta il fondo, rientra sul destro superando i due dell’Atletico, intanto costringe Rodri a lasciare da solo Matuidi più al centro; a quel punto, Spinazzola serve il francese che però calcia male di sinistro.

spinazzola contro l'atletico madrid

Qui, invece, grande controllo orientato sul lancio di Bonucci, con il quale supera Koke, ma poi arriva una delle poche chiusure di Arias.

Nel secondo tempo, riceve ancora palla in posizione molto avanzata e larga, rientra nel campo puntando Arias che copre l’interno dell’area; a quel punto Spinazzola si sposta velocemente la palla sul sinistro e arriva al cross dal fondo respinto dai difensori.

Spinazzola chiuderà la partita con numeri importanti, coinvolto in 76 azioni nei 69 minuti disputati; 16 dribbling tentati (di cui 9 riusciti), 8 cross (4 riusciti), 3 passaggi che portano a conclusioni dei compagni

Il nuovo acquisto della Roma è completo nei movimenti offensivi: sfrutta l’ampiezza, ma anche la combinazione incontro-profondità. Contro il Parma, in campionato, un esempio tipico: viene incontro al portatore di palla, scambia rapidamente e si va a sovrapporre per arrivare al cross sul fondo superando in velocità l’esterno avversario.

Scarso feeling con la porta

Non ha un gran tiro e probabilmente gli manca un pizzico di lucidità quando ha l’occasione per calciare. Nelle 12 partite stagionali, è andato alla conclusione sette volte (di cui tre da dentro l’area) senza mai centrare la porta. Dal 2015-16 a oggi, cioè dal campionato di B con il Perugia alla stagione appena conclusa, in 7445 minuti giocati ha tirato 64 volte, di cui solo il 14,1 per cento in porta. Spinazzola non ha mai segnato un gol in Serie A e questo è un dato che colpisce se si considerano le sue qualità offensive.

Qui c’è un video con azioni di qualche anno fa. Se decidi di vederlo, ricorda sempre che questi filmati sono racconti parziali e cioè una selezione delle migliori azioni del giocatore in questione. La realtà è molto più complessa.

Nel caso di Spinazzola, l’impressione che abbiamo avuto dopo avere visto alcune partite della sua stagione è che a un potenziale offensivo di altissimo livello non corrisponda una fase difensiva di pari spessore. Ricordiamo, per esempio, il gol di Florenzi all’Olimpico: nell’azione, Spinazzola non riesce a leggere lo sviluppo delle combinazioni e sembra quasi disorientato. Sulla presa di posizione può fare meglio e sarà sicuramente un fondamentale da affinare in un contesto come quello della Roma, in cui verrà attaccato di più rispetto alla Juventus.

Invece ci ha colpito la sua freddezza quando deve gestire la palla sotto pressione.

Cosa può dare alla Roma

Spinazzola ha una caratteristica che alla Roma oggi serve e anche tanto: sa cambiare passo e sa come aumentare improvvisamente il ritmo dell’azione con una giocata non banale.

È probabilmente per questo motivo che Petrachi lo ha individuato come rinforzo ideale nello scambio con la Juventus: questo esterno può essere una fonte di imprevedibilità preziosa per una squadra come la Roma, abituata ad andare sempre alla stessa velocità, a rischiare poco. È una potenziale minaccia per le difese avversarie che, come visto in precedenza, sono obbligate a raddoppiarlo: Spinazzola può andare a giocare palla sul fondo, ma anche accentrarsi con il destro e crossare (molto bene) con l’interno del piede.

Ha caratteristiche molto diverse rispetto ai due terzini titolari della Roma attuale, Kolarov e Florenzi. Il serbo, per esempio, è più regista difensivo oltre a essere il top in Italia (e non solo) nella finalizzazione. Resterà? Non ci sono informazioni certe al momento, ma con Spinazzola formerebbe una coppia di esterni di sinistra di altissimo livello.

Un confronto sui numeri ci aiuta a capire le differenze tra questi tre calciatori. Altra avvertenza: Spinazzola in questo campionato ha giocato solo 600 minuti rispetto ai 2296 di Florenzi e ai 3084 di Kolarov; per avere una base statistica paragonabile, solo per l’ex juventino ho considerato le ultime due stagioni di A per un totale di 2236 minuti.

I dati, come al solito, aiutano a farsi un’idea più precisa. Rispetto a Florenzi e Kolarov, Spinazzola fa meglio per quanto riguarda i cross ogni 90 minuti e la percentuale di precisione, dribbling e assist.

NOTA BENE: ultima stagione di Kolarov e Florenzi con le ultime due di Spinazzola (tra parentesi i minuti giocati)

Ha valori decisamente più bassi in fatto di contribuzione difensiva e fase realizzativa.

Spinazzola può giocare anche a destra, ma solo dopo l’inizio del ritiro potremo capire se nei piani di Fonseca c’è la possibilità di un cambio di fascia. Avere un terzino così forte nell’uno contro uno sarà certamente un vantaggio per l’allenatore, anche a rischio di perdere qualcosa dal punto di vista difensivo: alla squadra che sta nascendo serve imprevedibilità e dinamismo, e Spinazzola è un profilo perfetto.

In più è nel pieno della maturità atletica: ha 26 anni e rientra in quella fascia di età intermedia che la Roma dovrebbe cercare di ricreare. Un anello di congiunzione tra i più esperti e i più giovani di cui la scorsa stagione si è avvertita la mancanza.

Due stagioni segnate da un grave infortunio avevano abbassato l’attenzione su uno dei migliori difensori esterni del campionato italiano. La Roma lo ha preso a un prezzo molto alto, probabilmente fuori mercato (29,5 milioni), ma che sappiamo essere influenzato da ragioni di bilancio (anche la valutazione di Luca Pellegrini, 22 milioni, è molto generosa) e questo ha generato perplessità in una parte dei romanisti. Pochi invece i dubbi tecnici: Spinazzola ha tutto ciò che serve per diventare un calciatore importante della Roma.

valerio.albensi@rudi.news
@ValeAlb

FONTE DEI DATI: WyScout.com

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