Cosa rischia la Roma dopo i cori di discriminazione e il caso Balotelli a Verona

04/11/2019 di Rudi

Purtroppo continuano gli episodi di discriminazione e razzismo in Serie A. Qualche settimana fa a Cagliari con gli ululati a Lukaku (qualcosa è successo anche a Bologna durante la trasformazione del rigore), a Bergamo con Dalbert, a Genova (dal settore dove erano posizionati i tifosi della Roma) verso Vieira, a Verona con Balotelli.

Sono state addirittura due le partite sospese per qualche minuto in questo fine settimana a causa di cori discriminatori. Era già accaduto sabato allo stadio Olimpico durante Roma-Napoli, ma in quel caso si trattava di insulti verso la città di Napoli e i suoi abitanti, considerati di discriminazione territoriale. Ieri è successo a Verona. Del fatto di Roma abbiamo parlato in questo articolo. Ma vediamo quali possono essere le conseguenze nei prossimi giorni.

Cosa rischia la Roma

Stavolta c’è il rischio che per la Roma non scatti solo una multa: sia l’arbitro che gli ispettori federali presenti (in tribuna c’era anche il capo della Procura federale Giuseppe Pecoraro) hanno percepito i cori e li hanno segnalati nei referti. Il rischio è che arrivi una squalifica, anche se potrebbe scattare una sospensiva, ovvero una specie di ammonizione: se dovesse riaccadere entro la stagione allora ci sarebbe la chiusura del settore.

Certo, l’episodio di Samp-Roma non aiuta (c’è ancora un’inchiesta aperta), ma in quel caso la collaborazione del club, con il comunicato emesso via Twitter subito dopo la partita che condannava l’episodio e mostrava collaborazione nell’individuazione dei responsabili, è stata apprezzata.

Il caso Balotelli: ancora Verona

Non è la prima volta che una frangia della Curva Sud di Verona si distingue per episodi di intolleranza. Il caso più eclatante, che fece storia, risale al 1996 quando sulla balaustra principale del settore venne inscenata un’impiccagione di un manichino di colore contornato da tifosi che indossavano i cappucci del Ku Klux Klan. Alcuni estremisti veronesi erano contrari all’acquisto del giocatore Ferrer, che aveva la pelle scura. Lo striscione esposto invitava la società a ingaggiarlo per fargli pulire lo stadio. Ferrer non arrivò mai al Verona.

 

 

Meno famoso, ma “molto attuale” quello che accadde nel 1989 quando dalla curva veronese si alzò, nei confronti dei tifosi napoletani presenti al Bentegodi, il coro «terroni quanto puzzate». Qui sotto puoi vedere un servizio del Tg2 di allora che racconta la giornata, che proseguì con incidenti e invasioni di campo. Più o meno iniziò qui la grande rivalità tra le due città.

 

La discriminazione territoriale coinvolse qualche anno fa anche l’allenatore dell’Hellas Verona Andrea Mandorlini, che durante la presentazione della squadra nel 2011 si lasciò andare a un’inspiegabile incitazione della folla (che non aspettava altro) verso i rivali della Salernitana, intonando un coro che venne giustificato come goliardico. Il titolo del coro è molto eloquente: «Ti amo terrone».

Purtroppo la galleria degli orrori non è finita. Estate 2017: durante la consueta festa organizzata dai gruppi della Curva Sud, un leader del tifo invitò i presenti a ringraziare Adolf Hitler per il successo della manifestazione. Tre anni prima nel parcheggio limitrofo al luogo dove si stava svolgendo l’evento, le automobili vennero disposte a forma di svastica.

A Verona c’è una continua provocazione a sfondo nazista, giustificata dagli stessi provocatori come goliardia. Basta seguire pagine Facebook come “I Guerrieri di Verona – Ristampa” (dal titolo del famoso e introvabile libro autoprodotto sulle gesta delle Brigate Gialloblu, sciolte nel 1991 dopo una serie di denunce e arresti) per rendersene conto. Quasi in ogni post, si rivendica l’appartenenza della tifoseria del Verona, o meglio di una parte molto consistente, all’estrema destra.

Ieri il caso Balotelli: al 55′ di Verona-Brescia dalla Curva Sud si alza il solito ululato becero appena Mario tocca il pallone. Il giocatore non ci sta e scaglia il pallone in direzione del settore da cui arrivavano i cori. Cori che ovviamente ci sono stati, basta ascoltare i rumori di sottofondo di questo video che gira sui social ed è stato ripreso dalle principali testate giornalistiche.

Ma non è la prima volta in questa stagione. A settembre si gioca al Bentegodi Verona-Milan. I giornalisti presenti notano i soliti ululati razzisti nei confronti del calciatore rossonero Kessie. Racconta La Gazzetta dello Sport: «Nel primo tempo della partita contro il Milan, soprattutto dopo l’espulsione del centravanti polacco dell’Hellas Stepinski, ci sono stati dei “buu” all’indirizzo di Franck Kessie. I cori sono continuati fino all’intervallo e sono stati sentiti anche in tribuna stampa, poi per fortuna si sono interrotti nella ripresa». Questo è il Tweet postato dal Verona sull’episodio di Verona-Milan.

 


Dopo il gesto rabbioso di Balotelli sono continuate le polemiche.  Il calciatore ha espresso un ringraziamento verso tutti i compagni di squadra e avversari che hanno dimostrato solidarietà nei suoi confronti. Ma il presidente del Verona ha minimizzato l’episodio: «Noi tutti oggi, al Bentegodi, non abbiamo sentito alcunchéha detto a fine partita Maurizio Settiposso solo dire che i tifosi del Verona sono particolari. Hanno un modo di ‘sfottere’ gli avversari carico di ironia ma il razzismo qui non esiste, da tempo, almeno da quando ci sono io alla guida del club».

Al calcio italiano (anche se non a tutti, per fortuna) evidentemente sta bene così.