Cosa sappiamo sulla trattativa tra Friedkin e Pallotta per la cessione della Roma

12/12/2019 di Rudi

Nella tarda serata di mercoledì, Il Sole 24 Ore ha annunciato un rallentamento nella trattativa tra il gruppo Friedkin e James Pallotta per la cessione del pacchetto di maggioranza della AS Roma. L’anticipazione del quotidiano finanziario diceva questo: «Colpo di scena negativo nelle trattative tra l’imprenditore texano cinquantaquattrenne Dan Friedkin (187° nella classifica dei miliardari di Forbes 400, patrimonio personale oltre i 4 miliardi di dollari, proprietario di Gulf States Toyota, una società che ha licenza per vendere le auto Toyota in Texas, Arkansas, Louisiana, Mississippi and Oklahoma) e il proprietario della As Roma, James Pallotta. Secondo indiscrezioni raccolte da Il Sole 24 Ore infatti le discussioni sarebbero entrate in una fase di stallo e rischierebbero di saltare, se le parti non dovessero riavvicinare le rispettive posizioni. Secondo i rumors le posizioni si sarebbero allontanate per le attese di valutazione dello stesso James Pallotta e degli altri investitori a lui collegati, che puntano ad uscire dal club monetizzando la partecipazione. Di fronte a queste richieste Friedkin si sarebbe mostrato assai prudente e, se le parti non si riavvicineranno, il possibile accordo potrebbe definitivamente arenarsi»

Questa mattina molti giornalisti che stanno lavorando sulla vicenda hanno fatto delle verifiche. In realtà se prima non si poteva ancora parlare di trattativa conclusa, oggi non possiamo certo parlare di affare saltato. L’intenzione di continuare nel confronto non è infatti venuta meno. E’ questo il concetto di base, che ritroviamo anche nelle parole di Marco Bellinazzo, giornalista de Il Sole 24 Ore (non quello che ha scritto l’articolo che parlava di frenata nella trattativa), esperto di dinamiche finanziarie legate ai club calcistici. Scrive Bellinazzo su Twitter: «Per quanto mi risulta la trattativa prosegue. Gli irrigidimenti in questi affari sono la prassi. Il club senza stadio vale 500/600 mln al netto dei debiti. Con ok allo stadio 150/200 in più. Il tema della valutazione è questo».

Anche per Filippo Biafora, giornalista de Il Tempo che ha anticipato le prime indiscrezioni sulla trattativa, non parla di affare saltato: «E’ normale tempistica di una trattativa complessa, su cui c’è una base d’intesa verbale. Si prosegue con la normale prassi e va avanti la due diligence legale».

L’estensore dell’articolo su Il Sole 24 Ore che parlava della trattativa a rischio, Carlo Festa, in mattinata è intervenuto all’emittente radiofonica Centro Suono Sport: «Il problema della trattativa è la valutazione. Friedkin è innervosito dalle pretese di prezzo di Pallotta. Pallotta ovviamente fa i suoi interessi e valuta la Roma con un prezzo abbastanza alto, quasi irrealistico, anche perché lui comprende già lo stadio – le sue parole – . Il pensiero di Friedkin è questo: non puoi farmi pagare una marmellata che bene che va sarà pronta tra due anni. Ora le strade sono due: o si avvicinano oppure la trattativa salta. Friedkin vuole entrare in maggioranza, non si sogna nemmeno di entrare nella Roma in minoranza».

Centrale rimane ancora una volta il ruolo dello Stadio della Roma, più certezze si avranno in tal senso più si potrà parlare di concretezza. Al momento però sappiamo solo che sono passati 2.872 giorni dall’avvio del progetto. E manca il passaggio decisivo in Consiglio Comunale, più volte annunciato dalla sindaca Raggi: l’approvazione della variante, dopo l’intesa sulla Convenzione.