Perché Dzeko sta tirando di meno in porta?

12/11/2019 di Valerio Albensi

Non è un momento facile per Edin Dzeko. Domenica, a Parma, per la quarta partita consecutiva non è riuscito a segnare e la sensazione generale è che dopo l’infortunio allo zigomo che si è procurato in Roma-Cagliari non sia ancora tornato l’attaccante che conosciamo.
Solo che Paulo Fonseca non può farlo riposare, visto che il suo vice, Kalinic, è infortunato. L’allenatore della Roma lo ha difeso anche nel post partita invitando i giornalisti a soffermarsi di più sul lavoro oscuro del «bomber» (così lo chiamano i compagni di squadra): «Dzeko è stato solo in attacco, ma è anche vero che il Parma ha fatto una partita difensiva buona, non ha concesso spazio e noi non abbiamo fatto molti cross. Con una squadra bassa possiamo fare la differenza con i cross ma non l’abbiamo fatta. Dzeko non ha segnato nelle ultime partite, ma lavora molto per la squadra: è un po’ stanco, dovrei farlo riposare, ma non ho molti cambi».

A Mönchengladbach Dzeko non aveva impressionato e anche a Parma non è stato quasi mai pericoloso. L’unica occasione interessante l’ha avuta al novantesimo, un attimo prima del gol di Cornelius, quando ha cercato uno spunto personale sul lato sinistro dell’area, ma il suo tiro è stato deviato da un difensore. A fine partita sul bilancio statistico del numero nove sono finite due conclusioni, entrambe fuori dallo specchio, e quattro duelli in attacco vinti su 15 tentati.

Una prestazione opaca sulla quale ha avuto un peso determinante la stanchezza per il ciclo di impegni ravvicinati nei quali Edin è sempre stato in campo: ha perso solo il primo tempo di Genova.

Dzeko, va ricordato, quest’anno è stato costretto a scendere in campo praticamente da infortunato nel momento peggiore dell’emergenza: contro la Sampdoria e in casa contro il Borussia Mönchengladbach, se Kalinic fosse stato a disposizione Edin sarebbe rimasto in panchina per non correre rischi dopo l’operazione.

Conclusioni in calo

Difficoltà personali e i problemi di una squadra costantemente alle prese con tanti infortuni soprattutto in attacco hanno significativamente abbassato le sue prestazioni.

Nella primissima parte della stagione, fino a Lecce-Roma, i numeri di Dzeko erano positivi. In sette partite, l’attaccante aveva segnato cinque gol e tentato 25 conclusioni (di cui 13 in porta) per una media di 3,42 tiri ogni 90 minuti. Buono anche il livello di expected goals a partita: 0,65, per un totale di 4,77 xG. Meno tiri a partita rispetto all’anno scorso (da 4,09 a 3,42 ogni 90 minuti) ma di più alta qualità visto che il valore medio di xG ogni 90 minuti era salito da 0,49 a 0,65.

Da Roma-Cagliari in poi, quando le difficoltà della squadra sono iniziate e Edin si è infortunato, il rendimento è peggiorato. Un gol in otto partite (contro il Milan), ma soprattutto un calo netto delle conclusioni.

La Roma fa fatica a liberare Dzeko per il tiro: 15 tentativi nelle ultime sue otto partite, 1,82 ogni 90 minuti. Di questi, appena cinque sono stati i tiri in porta, 0,60 ogni 90 minuti. Infatti il valore di xG che Edin ha prodotto in questi otto incontri è stato molto basso, appena 2,13 secondo WyScout.

Cambio di gioco

La scarsa pericolosità offensiva è anche una conseguenza del cambio di stile di gioco che Edin ha mostrato dopo l’infortunio. Dzeko si è allontanato dalla porta e lo abbiamo visto più spesso allargarsi e occupare una posizione da esterno per andare a ricevere palla.

Queste due mappe a confronto indicano i punti in cui Dzeko ha ricevuto passaggi. A sinistra, le sette partite fino a Lecce-Roma nelle quali Edin ha avuto al suo fianco più spesso calciatori come Pellegrini e Mkhitaryan; a destra ci sono invece i passaggi ricevuti nelle ultime otto partite, da Roma-Cagliari, che coincidono con l’inizio dell’emergenza.

ricezioni passaggi Edin Dzeko
Un confronto tra le ricezioni nelle prime sette partite stagionali di Dzeko (dal Genoa al Lecce) e nelle ultime otto (dal Cagliari in poi), da quando cioè è iniziata l’emergenza infortuni

Si è ridotto nettamente, per esempio, il numero di passaggi ricevuti dentro l’area, da 23 a 11.

È chiara la tendenza a giocare più largo, soprattutto a sinistra. Glielo abbiamo visto fare anche a Parma, più volte.

Dzeko è andato a ricevere anche sul lato opposto.

Un movimento che risponde a una necessità tattica, cioè aprire spazi invitanti per gli inserimenti di trequartisti come Zaniolo e Kluivert (giocatori molto diversi da Mkhitaryan e Pellegrini), ma che serve anche ad allentare per un attimo il corpo a corpo con i difensori e a ridurre il rischio di pericolosi colpi al volto.

Torneranno presto tutti i trequartisti che al momento sono fuori e questo sarà un bene sia per la Roma sia per Dzeko. Difficilmente però potrà Fonseca potrà rinunciare al suo numero nove e farlo riposare, visto che Kalinic non dovrebbe tornare prima di gennaio. A meno che l’allenatore non trovi una soluzione alternativa nella rosa e ci stupisca come ha fatto adattando Mancini mediano.

LEGGI ANCHE: 6 cose che sappiamo sulla Roma dopo un terzo della stagione