Cosa stavamo facendo mentre Totti segnava il gol alla Samp

26/11/2019 di Patrizio Cacciari

Sono passati esattamente 13 anni dal gol capolavoro di Francesco Totti alla Sampdoria. Era il 26 novembre del 2006. E’ una delle reti più belle della sua carriera, di sinistro al volo, da posizione impossibile. Fissò il risultato sull’1-4 per la Roma (2-4 quello finale) e strappò gli applausi dei tifosi blucerchiati, tutti in piedi a Marassi per omaggiare il capolavoro del Capitano della Roma.

Fu una grande stagione per la Roma: seconda in campionato, ai quarti di Champions League, vincitrice della Coppa Italia. Totti conquistò la Scarpa d’Oro segnando la bellezza di 26 reti.

Era la prima Roma di Spalletti e in quella giornata inseguiva la quinta vittoria consecutiva. Fu bellissima anche la preparazione del gol: Totti, tutto solo sulla sinistra, continuava a sbracciarsi per richiamare l’attenzione dei compagni, fino a quando Cassetti, dopo un ottimo recupero palla della Roma a centrocampo, lo servì con un crosso preciso dalla trequarti. Mentre il pallone era ancora in volo, Totti preparò l’esecuzione: un sinistro al volo che si andò a infilare tra palo e paletto alla sinistra di un incolpevole Berti. Un colpo balistico eccezionale.

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A fine partita arrivò la dedica, piuttosto polemica, verso Matarrese e Platini, che avevano criticato la sua scelta di dare l’addio alla Nazionale dopo la vittoria del Mondiale 2006: «Dedico i miei due gol uno a Platini e l’altro a Matarrese. Così vengono a vedere la Roma e non parlano a sproposito».

Come tutti i momenti indimenticabili che riguardano la Roma e la carriera di Totti, ricordo perfettamente dove mi trovavo: al telefono con Valerio Albensi. “A fare cosa?”, ti sarai chiesto. All’epoca ci occupavamo della Roma per un quotidiano fre press che si chiamava E-Polis. A lui toccava il pezzo sulla partita e a me le pagelle, o viceversa.

Ci stavamo confrontando sulla coerenza dei due articoli (può capitare che uno scriva un giudizio su un giocatore nel pezzo della partita che poi non viene confermato in pagella) e proprio mentre eravamo al telefono, davanti la tv ognuno a casa sua, il Capitano tirò fuori dal cilindro quel colpo da campione. La mia reazione, oltre a quella di incredulità per la bellezza del gesto tecnico, fu quella di gettarmi in ginocchio in salone sotto lo schermo per non perdermi neanche un replay ed esultare con il più classico dei «Grazie Capitano». Credo che Valerio, dall’altra parte della cornetta, stesso vivendo la stessa scena.

E tu invece dov’eri mentre Totti dipingeva questo capolavoro?