… e Beckenbauer!

15/03/2019 di Patrizio Cacciari

Non è vero che il calcio di prima era meglio di quello che vediamo oggi. Non so se tu sei un nostalgico dei palloni di cuoio pesanti e delle cuciture inzuppate di pioggia. A me per esempio piace molto lo sviluppo che hanno avuto i materiali degli scarpini e i tessuti delle maglie. L’offerta calcistica che c’è in televisione non ha nulla a che vedere con quella di 30-35 anni fa, quando tenevamo le dita incrociate dopo 90° Minuto nella speranza di vedere su Rai2 il secondo tempo della partita della Roma. Proprio così. Forse i più giovani non lo ricorderanno, ma negli Anni 80 e 90 per vedere la propria squadra in campionato o andavi allo stadio, oppure dovevi sperare di vederne un pezzo una volta ogni tanto prima di Dribbling, quello della sigla «Viva viiiiiva…  il goleador! Ue oooo ue oooo… » L’hai cantata vero?

Non c’era ancora internet, non c’erano i gruppi su Facebook e non c’era il cosiddetto Roma Twitter! Non c’erano i siti sulla Roma e nemmeno le newsletter. C’era qualche radio, ma ancora poca roba rispetto all’esplosione di metà anni Novanta. Ma c’erano loro: gli intramontabili conduttori delle tv locali. Puntuali, impomatati, un po’ kitsch. Vero e proprio spezzatino settimanale calcistico della nostra vita da tifosi.

lamberto giorgi in campo con roma e lazio

La domenica mattina con Meeting

Ti va di fare un viaggio nella nostalgia? Bene, allora partiamo dalla domenica, il giorno della partita. Mattinata senza rivali: caffellatte, biscotti Gentilini o cornetto Cerbiatto e Teleroma 56 con Meeting. Ricorderai Giulio Galasso vantarsi del suo «100% di share per le private». Era vero, non c’è dubbio, ma semplicemente perché non c’era nessun altro programma a quell’ora. Di aneddoti su Meeting ne ricordo tanti: una volta mi colpì molto un’affermazione di Franco Astrologo che si definì «il più grande esperto di tattica in Italia dopo Zeman». Sarà stato il 1997.

Un’altra volta invece Amedeo Amadei non accettò una critica a una sua osservazione in studio e si rivolse al dirimpettaio rivendicando il suo passato da campione: «Ahò – disse con modi spicci – ma 174 gol in Serie A chi l’ha fatti, io o tu’ zia?». Caro amico che mentre leggi stai sorridendo, ricorderai anche i Bioritmi e il cervellone infallibile che dava i pronostici e il probabile risultato della partita. Chissà se è realmente esistito questo cervellonema era bellissimo crederci non trovi? L’unica cosa che vorrei davvero chiedere a Galasso è: ma che differenza c’era tra lo stato psicologico e quello emotivo? Non l’ho mai capito.

EPCL (E Poi C’era Lambertone!)

Ma andiamo avanti. Antipasto della partita con Meeting poi subito nel vivo con l’inesauribile e unico vero monumento di Roma. Altro che Colosseo, altro che Stadio della Roma: Lamberto Giorgi! Fresco fresco settantenne, Lambertone nostro e la sua In Campo con Roma e Lazio è tutt’oggi il programma sportivo più visto sulle tv locali. Aneddoti ce ne sono tanti anche qui: per esempio vorrai sapere se c’era il caffè nella famosa tazzina. Lambertone non è mai stato davvero chiaro su questo punto, ma credo che la tazzina fosse vuota. Piuttosto, quali marche di caffè ricordi? Io sicuramente Fantini e CirciPerò mi ha sempre fatto volare quando consultava l’ora esatta al suo Lorenz e in seguito sul suo Pryngeps Giamaica.

Mi ricordo che per un periodo nello spot di questo ultimo orologio si vedevano delle ragazze bionde correre in costume azzurro su una spiaggia. Ogni volta al rientro in studio Lamberto lasciava partire uno sguardo languido. Un sex simbolRicorderai che la telecronaca in collegamento dallo stadio era permessa per qualche minuto, nel frattempo  c’era il commento degli ospiti in studio, mentre tu eri sicuramente fisso con lo sguardo su quel pallino rosso che nella grafica di quei tempi indicava dove effettivamente si stava svolgendo l’azione. Bene, anche in questo caso non è che io sia proprio certo che fosse reale la faccenda, ma era bello crederlo. E poi che ansia quando arrivava dalla regia quel coro «gooooool» che interrompeva il dibattito in studio per annunciare il cambiamento di un risultato.

Goal di Notte

La domenica finiva naturalmente con Goal di Notte di Michele Plastino. Ricordo perfettamente la velocità con cui ingurgitavo la cena per correre nell’altra stanza e accendere alle 21.15 precise: giusto in tempo per gli “Appunti” e i 15 secondi iniziali. Non me li sarei persi per niente al mondo. Goal di Notte è stata una trasmissione davvero incredibile. Se cerchi su Youtube ci sono filmati in cui si vedono calciatori del calibro di FalcãoMaradona e Platini, in studio con Michele. Pazzesco rispetto a oggi. Personalmente avevo un’enorme stima professionale di Gianfranco Giubilo e del Professor Stinchelli, penne straordinarie e romanisti doc. Ho avuto la fortuna di conoscere e di intervistare recentemente Gianfranco, un mito. Sapete come risponde al telefono quando lo chiami? Di solito gli faccio: «Salve maestro!» e lui prontamente: «Maestro sarà lei».

Di Stinchelli invece conservo gelosamente un libro che raccoglie tutti i suoi articoli della rubrica La Roma e il Professore, un personaggio che aveva inventato e di cui scriveva sul Messaggero ogni lunedì. Indimenticabili anche Vincenzo D’Amico, per la Lazio una vera bandiera. E poi Loredana, la bellissima valletta bionda di allora. Non l’ho mai sentita sbagliare un risultato o una citazione. Ti sto parlando molto di Goal di Notte perché ho avuto la fortuna di lavorarci per quattro anni, dal 1999 al 2003. Già, proprio gli anni del nostro scudetto. Mamma mai che soddisfazione e che ricordi! C’erano Massimo Giuliani, Maurizio Catalani e naturalmente Pato, il fratello di latte di Falcão. Anche questa cosa non è che l’abbia mai capita bene, ma come per le altre, era bello crederci.

Il lunedì altro che Processo…

Esaurita la domenica si passava al lunedì. Non c’era ancora La Signora in Giallorosso perché il nostro Massimo Ruggeri era l’inviato del programma condotto dal mitico Eolo Capacci su Super3 (quella di Sonia, sì) che prima ancora si chiamava T.R.E. Non ricordo il titolo del programma ma è grazie a Eolo che ho conosciuto due grandi campioni della Roma del passato come Amos Cardarelli e Ramon Lojacono, quasi sempre ospiti in studio.

Ah, non so se lo sai, ma anche Eolo Capacci ha vestito la maglia della Roma. Centravanti della Fortitudo, divenne ala destra: una sola presenza per lui nella stagione 1950-51, poi il trasferimento all’Anconitana e un infortunio al ginocchio che ne stroncò la carriera. Mitico Eolo, sei sempre con noi! Massimo Ruggeri all’epoca curava le interviste, ne ricordo una a Bruno Conti dal bordo piscina di Trigoria, quanto l’ho invidiato.

eolo capacci

Il Tribunale delle Romane

Il martedì: Tribunale delle Romane, imperdibile. Il conduttore Giovanni Lacagnina, mitico intervistatore dei vip allo stadio Olimpico nell’intervallo (ma su questo ci torneremo con un altro articolo), ma ho un dubbio atroce che forse puoi aiutarmi a risolvere: Aldo Biscardi era ospite della trasmissione? Mi sembra di sì ma non ci giurerei. Il mercoledì nei primi anni 2000 Michele Plastino lanciò su T9 (ex Teleregione) un altro programma sul calcio che si chiamava Goal Senza Frontiere. Era una specie di salotto in stile Roxy Bar di Red Ronnie con tutti i ragazzi del Piccolo Gruppo (la sua scuola di giornalismo) di allora. Tra quegli sbarbatelli della prima edizione c’ero anche io come tanti altri che oggi sono voci e volti noti di radio e giornali. Non era male quel programma, trovavo solo imbarazzante il saluto iniziale in cui almeno 15 persone di seguito si passavano il microfono gelato per salutare e dire il proprio nome. Un rito lunghissimo che mi faceva sudare freddo.

Il giovedì su Rete Oro con Mandolesi

Giovedì su Rete Oro c’era Alberto Mandolesi, un’altra colonna dell’emittenza televisiva e radiofonica locale. Anche in questo caso non ricordo il nome del programma ma non posso dimenticare la prima apparizione in tv di un giovanissimo e timidissimo Francesco TottiPensa, di Alberto è anche l’unica testimonianza radiofonica che racconta dell’esordio di Totti a Brescia del 1993. Esiste solo il suo breve racconto di Radio Dimensione Suono ma non il filmato dell’entrata in campo di Francesco al posto di Rizzitelli, incredibile.

Negli anni poi ce ne sono state molte altre di trasmissioni più o meno divertenti, ma per il momento mi fermo qui, dandoti appuntamento al prossimo articolo con il mio più cordiale Beckenbauer! Davvero pensavi che mi ero dimenticato del ProfessorClaudio Moroni e la sua Monnalisa?

claudio moroni io e monnalisa


patrizio.cacciari@rudi.news
@PatCacciari

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