È meglio non sottovalutare il Wolfsberger

02/10/2019 di Rudi

Che squadra è il Wolfsberger? Che pericoli nasconde la prima trasferta di Europa League per la Roma? Abbiamo studiato un po’ la squadra austriaca. Cominciamo?

La svolta nel 2012, alberi, età media

Il Wolfsberger Athletiksport-Club è alla prima partecipazione alla fase a gironi di una coppa europea ed è una delle squadre emergenti del calcio austriaco. È stata promossa per la prima volta nella massima serie sette anni fa, nel 2012, e lo scorso anno ha raggiunto il suo miglior risultato con il terzo posto dietro al Salisburgo e al LASK.

In panchina c’è Gerhard Struber, allenatore che una stagione fa allenava il Liefering, club satellite del Salisburgo dal quale proviene anche l’attaccante ivoriano Niangbo.

La partita sarà giocata a Graz, all’UPC Arena, e non al Wörthersee-Stadion di Klagenfurt, impianto scelto dal Wolfsberger in quanto lo stadio di casa è troppo piccolo per ospitare partite Uefa. Lo stadio di Klagenfurt non è a disposizione a causa di un’esposizione di alberi.

Attualmente, la squadra austriaca è terza in campionato, a sei punti dalla capolista Salisburgo: dopo nove partite, ha collezionato sei vittorie, due pareggi e una sconfitta; il bilancio è di 23 gol fatti e 10 subiti.

Una curiosità: è la squadra più anziana della Bundesliga austriaca con 27,8 anni di media contro i 23,7 del Salisburgo, la più giovane.

Come sta il Wolfsberger?

Il Wolfsberg attraversa un ottimo momento di forma. Ha pareggiato l’ultima partita di campionato (2-2 contro lo Swarovski Tirol), ma aveva vinto le precedenti quattro segnando 15 gol senza subirne.

Tra queste gare, spicca il 4-0 in trasferta sul campo del Borussia Mönchengladbach, prima giornata di Europa League. Un risultato clamoroso e sorprendente, comunque ampiamente meritato, che consente agli austriaci di stare in testa alla classifica del girone J insieme con la Roma.

La squadra di Struber ha aggredito la partita giocando i primi 20-30 minuti a un ritmo forsennato ed è riuscita a mantenere un livello di intensità molto alto per tutti i 90 minuti. È stata cinica perché ha sfruttato un’invenzione di Schmid (segnati questo nome) che con una magia ha messo un gran pallone in mezzo sfruttato da Weissman con una spettacolare spaccata, poi ha preso il largo segnando due volte da palla inattiva (con il gigante di centrocampo Leitgeb molto pericoloso, autore di due gol) e con una bella azione conclusa da Ritzmaier, una delle due mezzali.

Qui invece trovi le immagini della vittoria di metà settembre contro l’Austria Vienna, un 3-0 nel quale puoi vedere un grande gol di Niangbo (l’ultimo) e una dimostrazione della velocità di Weissman (l’azione che porta al rigore del 2-0).

Come gioca il Wolfsberger? Quali sono i punti di forza?

Di solito Struber schiera la squadra con un centrocampo a rombo: 4-3-1-2. In difesa troviamo due centrali molto tosti in marcatura (in genere Sollbauer e il serbo Rnic) e un terzino sinistro, Schmitz, che spinge forte dando sempre una possibilità di passaggio a Liendl, il numero dieci e giocatore più talentuoso della squadra.

A centrocampo il talento è Romano Schmid, mezzala del 2000 in prestito dal Werder Brema che è uno dei migliori giovani del calcio austriaco.

Qui lo vediamo fare un ottimo assist a Niangbo nella sconfitta contro il Salisburgo.

Anche la giocata con la quale si libera dell’avversario e serve l’assist per Weissman in Borussia-Wolfsberger è da applausi.

Questo ragazzo non ha un gran fisico, è alto meno di un metro e settanta, ma ha grande visione di gioco e senso degli inserimenti. È il migliore della sua squadra in campionato sia per uno contro uno e dribbling (47 con il 61,7 per cento di riuscita) sia per duelli difensivi (79 tentati e 67 per cento di riuscita).

Gli altri giocatori da tenere d’occhio sono Liendl, il più creativo (10 passaggi chiave e 35 smarcanti in campionato) e i due attaccanti, entrambi molto giovani.

Anderson Niangbo è un 1999 della Costa d’Avorio e ha già segnato sei gol in nove partite: lo scorso anno era nel club satellite del Salisburgo, il Liefering, che ancora lo controlla visto che il ragazzo è in prestito. È un destro e può giocare sia ala sia punta centrale.

Shon Weissman invece ha tre anni di più, è israeliano e di gol ne ha già segnati nove. Non è alto (un metro e 74 centimetri la sua altezza), ma è molto rapido e ama giocare sul filo del fuorigioco.

Il Wolfsberger gioca un calcio diretto: sfrutta le verticalizzazioni rapide per i due attaccanti, che sono molto veloci e continui nel pressing, e probabilmente proverà a fare lo stesso con la Roma. Contro il Borussia ha continuamente attirato gli avversari nella propria metà campo per poi aumentare il livello di aggressività sulla trequarti difensiva e rovesciare velocemente l’azione. Il gol di Ritzmaier, il terzo, l’esempio di questa strategia.

Tanta esuberanza però porta spesso a errori banali e palloni persi in zone molto pericolose del campo: la Roma avrà le sue occasioni giovedì sera e dovrà sfruttarle.

La squadra di Fonseca dovrà cercare di contenere l’esuberanza degli austriaci e far valere il peso dell’esperienza: la rosa del Wolfsberger ha in totale 93 presenze nelle coppe europee per club, solo tre in più di Edin Dzeko (779 quelle complessive della Roma).