Facciamo chiarezza sullo Stadio della Roma?

21/03/2019 di Rudi

Stadio della Roma Tor Di Valle

Sono ore delicate per la Roma e per il progetto stadio. Da un punto di vista tecnico non è cambiato nulla, ma le ultime notizie di cronaca giudiziaria possono cambiare lo scenario politico. È il momento di restare uniti e di non fare sciacallaggio mediatico. Noi siamo favorevoli al progetto, ne comprendiamo l’importanza strategica per la crescita del club e nello stesso tempo sappiamo benissimo quanto sia complicato fare impresa in questa città e in questo Paese. Ma non ci tiriamo fuori. Lo stadio è un diritto acquisito della Roma e dei suoi tifosi. Abbiamo provato a mettere ordine tra i vari fatti degli ultimi due giorni.

Chi è stato arrestato e perché?

Marcello De Vito, esponente di spicco del Movimento 5 Stelle romano, presidente dell’assemblea capitolina, è stato arrestato ieri dai carabinieri con l’accusa di corruzione nell’ambito della inchiesta Congiunzione Astrale in cui si parla di diversi progetti in cantiere tra cui lo Stadio della Roma. Questa mattina durante l’interrogatorio di garanzia nel carcere di Regina Coeli De Vito si è avvalso della facoltà di non rispondere. A riferirlo è stato il suo legale. De Vito chiederà di essere ascoltato nei prossimi giorni per chiarire la sua posizione e si è detto tranquillo e «molto dispiaciuto». Il capo politico del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, lo ha già espulso, mentre il suo posto come presidente dell’Aula Giulio Cesare è stato preso da Enrico Stefàno. Insieme a De Vito ieri è stato arrestato anche l’avvocato Camillo Mezzacapo, socio e secondo la procura anche complice di Marcello De Vito, che si è difeso con dichiarazioni spontanee davanti al gip nel suo interrogatorio di garanzia: «Ho svolto attività professionali che nulla avevano a che fare con l’attività politica di De Vito».

stadio della Roma rendering

Nel pomeriggio di oggi invece l’assessore allo sport del Comune di Roma, Daniele Frongia, già vicesindaco, è stato indagato con lo stesso capo d’imputazione, corruzione, ma nell’ambito dell’indagine Rinascimento, per cui lo scorso 13 giugno finirono in manette nove persone tra cui Luca Parnasi, cinque suoi collaboratori e l’ex presidente di Acea Luca Lanzalone. Frongia ha rilasciato una dichiarazione: «[…] Il procedimento a mio carico trarrebbe origine dall’interrogatorio di Parnasi del 20 settembre, già uscito all’epoca sui giornali, in cui lo stesso sottolineava più volte di non aver mai chiesto né ottenuto favori dal sottoscritto. Con il rispetto dovuto alla magistratura inquirente, avendo la certezza di non aver mai compiuto alcun reato e appurato che non ho mai ricevuto alcun avviso di garanzia, confido nell’imminente archiviazione del procedimento risalente al 2017». 

E la sindaca che fa?

Virginia Raggi ieri sera è stata ospite a Porta a Porta nel salotto di Bruno Vespa. Tra le sue dichiarazioni, lo stupore per l’arresto di De Vito: «Questa notizia mi ha colto di sorpresa, non me lo aspettavo. Quando si lavora tanto per contrastare mafia capitale e ci si mette la faccia, come fatto con i Casamonica, che abbiamo sgomberato, vedere che chi doveva giocare in squadra con te gioca con l’avversario fa male». 

Il futuro dello Stadio della Roma dipenderà molto dalla tenuta della giunta e della maggioranza a cinque stelle. La Raggi ha parlato dei prossimi due anni e di quante cose ci siano ancora da fare in città: «Appena arrivata in Campidoglio ho chiesto di fare ulteriori accertamenti e due diligence su tutti i procedimenti interessati dalla Procura: ex mercati generali, fiera e poi di nuovo lo stadio». Fu sempre lei a chiedere il famoso parere terzo del Politecnico di Torino, fu lei ad annunciare solo il 5 febbraio scorso: «Lo stadio si fa. I proponenti se vogliono potranno aprire già i cantieri entro l’anno».

Cosa vuole fare la Procura di Roma?

Dopo l’arresto di De Vito, il procuratore Paolo Ielo ha tenuto una conferenza stampa in cui ha ribadito, come fece a giugno scorso, l’estraneità della Roma sulla questione«L’AS Roma non è coinvolta. La Procura non chiederà di bloccare l’iter dello Stadio. Per ora non ci sono atti amministrativi relativi allo stadio per cui si ravvisano alterazioni. L’iter al momento non risulta alterato, ma è una cosa che ora non ci interessa e di cui non ci occupiamo. Per ora non ci sono atti amministrativi relativi allo stadio per cui si ravvisano alterazioni».

Un ulteriore passaggio però ci fa sudare freddo: «[…] Il vizio potrebbe riguardare l’interesse pubblico, che potrebbe essere stato valutato in maniera non imparziale. La Procura non chiederà di bloccare l’iter, ma potrebbero essere altre sedi a farlo».

I filoni su cui si concentra l’indagine sono tre: uno riporta a Parnasi e alla vicenda stadio, l’altro ai progetti di riqualificazione di due aree della città e coinvolgono il gruppo Toti (fra gli indagati ci sono Pierluigi e Claudio, presidente della Virtus Roma) e il gruppo Statuto.

La Roma è preoccupata?

Il vicepresidente esecutivo della Roma Mauro Baldissoni ha rilasciato un’intervista a Sky Sport. Tra i concetti espressi ce n’è uno ribadito con forza: «Avere lo stadio è un nostro diritto acquisito, non ci devono essere dubbi.Ed è anche un nostro diritto quello di vederlo realizzato il più velocemente possibile». La risposta del presidente Pallotta da Boston è stata categorica«Niente, questa storia non ha nulla a che fare con la Roma. Non sono arrabbiato né preoccupato da quanto è successo. Mi auguro che i tempi di realizzazione del progetto non si allunghino».

Che cosa hanno scritto i giornali?

La stampa sulla vicenda prende le parti della Roma che stavolta agli occhi di critici e tifosi, appare come parte lesa. Scrive Andrea Di Caro sulla Gazzetta dello Sport«Se il club è responsabile degli errori di mercato, tecnici o strutturali interni, nella questione stadio è soltanto parte lesa. E con la Roma lo sono i suoi tifosi»Qui puoi leggere il suo editoriale completo

Mentre qui invece trovi le dure parole di Daniele Lo Monaco su Il Romanista«Pare di vederli, gli sciacalli. Escono preferibilmente quando è buio e si avventano sulle carogne. Stanno lì ad aspettare solo quello: che il progetto dello stadio della Roma deperisca, si smonti come un soufflè, si sfarini affastellando nuovi detriti alle macerie che deprimono l’intera area di Tor di Valle. Sembra Suburra. Anzi, è Suburra».

Preoccupazione per i tempi da parte di Fernando M. Magliaro su Il Tempo: «Ora, l’arresto del presidente del Consiglio comunale, il 5Stelle Marcello De Vito, quasi certamente allungherà ancora i tempi. E, di votare variante e convenzione urbanistica in tempo utile – magari prima delle elezioni europee – per consentire l’apertura dei cantieri entro fine anno, difficile se non impossibile parlarne». Qui trovi il seguito

La Repubblica, con il pezzo in cronaca di Roma di Lorenzo D’Albergo, ricostruisce un po’ tutta la storia, puntando il dito sui tre anni di gestione Raggi. «Dallo “stadio fatto bene” a una bufera giudiziaria che segnerà il cammino dei 5S, sia a livello locale che nazionale. All’altare del progetto di Tor di Valle i grillini avevano già sacrificato molto. Prima di tutto le vecchie battaglie da forza di opposizione e il programma votato dalla maggioranza dei romani, un manifesto che non prevedeva la realizzazione della nuova casa dei giallorossi. Poi la compattezza del gruppo pentastellato in Campidoglio, con l’uscita della consigliera dissidente Cristina Grancio e i mal di pancia trattenuti a stento di tanti altri eletti. Infine la tempesta con la prima ondata di arresti che ha tolto a Virginia Raggi il braccio destro, l’avvocato Luca Lanzalone».

Cosa manca per far partire i lavori?

Il passaggio chiave è la votazione in Consiglio Comunale di variante e convenzione urbanistica. Dopodiché ci sarebbero ulteriori passi burocratici con la Regione, ma di poco conto rispetto a quello decisivo del Campidoglio che sbloccherebbe anche il passaggio definitivo dei terreni di Tor Di Valle (attualmente di proprietà della commissariata Eurnova) al presidente Pallotta per un cifra che si dovrebbe aggirare intorno ai 100 milioni di euro.

Quanto tempo è passato dall’avvio del progetto?

Oggi sono 2.606 giorni, ovvero più di 7 anni, e intanto sono passate anche tre diverse giunte e due progetti. Inaccettabile. È ora che si inizi a gridarlo forte.