Falli di mano in area: guida pratica per fare il prof con gli amici

25/09/2019 di Rudi

Un episodio controverso in Bologna-Roma ha riacceso il dibattito sul fallo di mano in area e sul nuovo regolamento.

Il tocco di Denswil nel secondo tempo era rigore?

Ne abbiamo sentite di tutti i colori e non è vero che ormai qualsiasi contatto tra un braccio o una mano e il pallone debba essere sanzionato, come abbiamo sentito dire da molti sui social.

Parliamo dal caso in questione.

L’episodio è accaduto al 66′ della partita di domenica scorsa. Cross dalla sinistra di Kolarov, Dzeko cerca una sponda di destro al limite dell’area e la palla finisce sul braccio di Denswil, che si trova a un paio di metri di distanza, dentro l’area di rigore.

fallo di mano in area

Il contatto tra la palla e il braccio è evidente, ma l’arbitro Pairetto decide di non sanzionarlo (probabilmente dopo il check del Var Calvarese) e fa bene.

Il tocco non può essere considerato punibile per due motivi: il braccio è molto vicino al corpo e non aumenta lo spazio occupato naturalmente; Denswil cerca anche di togliere la mano, ma la velocità dell’azione non glielo permette.

E se il calciatore del Bologna avesse avuto un braccio più largo sarebbe stato calcio di rigore? Sì, in quel caso sì, anche senza volontarietà del gesto.

Cosa dice il regolamento sul fallo di mano?

Vediamo cosa dice il regolamento, che da questa estate ha subito delle variazioni alla Regola 12 “Falli e scorrettezze”.

“È un’infrazione se un calciatore:
• tocca intenzionalmente il pallone con la mano o il braccio, compreso se muove la mano o il braccio verso il pallone;
• ottiene il possesso / controllo del pallone dopo che questo ha toccato le sue mani / braccia e poi:
– segna nella porta avversaria;
– crea un’opportunità di segnare una rete;
• segna nella porta avversaria direttamente con le mani / braccia, anche se accidentalmente, compreso il portiere.

È di solito un’infrazione se un calciatore:
• tocca il pallone con le mani / braccia quando:
– queste sono posizionate in modo innaturale aumentando lo spazio occupato dal corpo
– queste sono al di sopra dell’altezza delle sue spalle (a meno che il calciatore non giochi intenzionalmente il pallone che poi tocca le mani / braccia)

Le suddette infrazioni si concretizzano anche se il pallone tocca le mani / braccia del calciatore provenendo direttamente dalla testa o dal corpo (compresi i piedi) di un altro calciatore che è vicino.

Ad eccezione delle suddette infrazioni, di solito non è un’infrazione se il pallone tocca le mani / braccia del calciatore:
– se proviene direttamente dalla testa o dal corpo (compresi i piedi) del calciatore stesso
– se proviene direttamente dalla testa o dal corpo (compresi i piedi) di un altro calciatore che è vicino
– se mani / braccia sono vicine al corpo e non si trovano in posizione innaturale tale da aumentare lo spazio occupato dal corpo
– quando un calciatore cade a terra e mani / braccia sono tra corpo e terreno per sostenere il corpo, ma non estese lateralmente o verticalmente lontane dal corpo”.

Proviamo a fare ordine partendo da alcuni punti fermi.

L’Ifab (International Football Association Board, l’organo che ha il potere di cambiare le norme del calcio) ha riscritto la regola mettendo al centro della punibilità del fallo di mano non la volontarietà del gesto ma la possibilità che braccio o mano siano posizionati in modo innaturale aumentando lo spazio occupato dal corpo.

Facciamo degli esempi:

avere un braccio o una mano molto larghi o al di sopra delle spalle di solito costituiscono una postura “non naturale” e un giocatore sa che intervenendo in questo modo sta rischiando il fallo; l’arbitro fischierà il rigore anche se prima c’è stato un tocco proveniente “direttamente dalla testa o dal corpo (compresi i piedi) di un giocatore che è vicino”.

In questi casi, la volontarietà o meno del gesto è ininfluente. Unica eccezione è quando il difendente gioca il pallone con una parte del corpo consentita e, dopo un rimpallo, la palla va a finire su un braccio o sulla mano che sono più in alto dell’altezza delle spalle.

È naturale mettere un braccio tra corpo e terreno in fase di caduta, ma non è invece naturale estendere il braccio durante una scivolata per creare una barriera più ampia.

Questo qui sotto, insomma, non è mai rigore.

regolamento fallo di mano in area

E se il pallone colpito dal giocatore poi carambola sul suo braccio? Sarà fallo se il braccio è in una posizione che aumenta innaturalmente lo spazio occupato dal corpo mentre non sarà punibile se se il braccio è in una posizione naturale.

Se invece il pallone carambola sul braccio del giocatore dopo il tocco di un compagno o di un avversario stesso principio: sarà fallo se il braccio è in una posizione che aumenta innaturalmente lo spazio occupato dal corpo mentre non sarà punibile se se il braccio è in una posizione naturale.

Altri casi concreti

Il tocco di Milinkovic-Savic in Lazio-Roma era rigore?
Sì. Ricordiamo l’episodio. Al 14′ Dzeko riceve al vertice sinistro dell’area, guarda al centro e tenta un cross, ma la palla colpisce Milinkovic-Savic sulla mano destra. L’arbitro Guida non ha dubbi, assegna il rigore e ha ragione.

La posizione del braccio del laziale è innaturale ed evidentemente aumenta il volume del corpo, un comportamento non consentito dalle regole.

Falsi miti da sfatare sul fallo di mano in area

È vero che per valutare se un tocco con la mano in area è punibile o meno bisogna prima stabilire se è volontario?
No. Abbiamo visto che, da regolamento, possono essere sanzionati anche interventi involontari con braccia larghe, che aumentano innaturalmente lo spazio del corpo, o con braccia/mani sopra l’altezza delle spalle. In ogni caso, comunque, un tocco volontario è sempre fallo.

Lo spiega molto bene Luca Marelli, ex arbitro, in un articolo sul suo blog: la centralità della volontarietà ha lasciato spazio al principio della colposità.

Nessuna eccezione invece per quanto riguarda la squadra che attacca. Secondo l’Ifab, “il calcio non accetta”:

  • che sia segnato un gol direttamente con un tocco di braccio o di mano, anche se accidentale (ricordi il gol di Cutrone in Milan-Lazio di due anni fa o il gol di Neymar nella finale di Champions tra Barcellona e Juventus?)

  • che un calciatore entri in controllo o in possesso della palla con un tocco di braccio o di mano, anche se accidentale, e faccia gol o crei un’occasione per segnare.

In questi casi è sempre fallo.

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Quindi, sintetizziamo:

  1. Il tocco del giocatore è volontario? È fallo.
  2. Il tocco non è volontario, ma il braccio o la mano del calciatore si trovano in una posizione che aumenta il volume del corpo in maniera non naturale? È rigore.
  3. Il tocco non è volontario, ma il braccio o la mano del giocatore si trovano sopra la linea delle spalle? È rigore. Non è rigore se il difendente prima ha toccato la palla con una parte del corpo consentita.
  4. Il tocco con la mano/braccio avviene dopo il contatto tra la palla e un’altra parte del corpo del giocatore stesso (testa o altre parti piedi compresi)? Non è rigore.
  5. Se il contatto avviene dopo il tocco ravvicinato di un avversario? Se il braccio o la mano si trovano in una posizione che aumenta il volume del corpo in maniera non naturale è rigore; se la posizione è lecita, non è rigore.

Facile, no?

😱😱😱

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