Florenzi, Juan Jesus e gli altri: il punto sui calciatori che giocano meno

15/11/2019 di Rudi

Dopo aver lavorato (molto bene) nell’emergenza, probabilmente Paulo Fonseca non vede l’ora di avere quel problema che tutti gli allenatori sognano di dover affrontare: l’abbondanza. Piano piano gli infortunati stanno tornando a disposizione.

E’ notizia di ieri che sia Lorenzo Pellegrini che Henrikh Mkhitaryan siano tornati ad allenarsi con il gruppo. Questo non significa che contro il Brescia (domenica 24 ore 15) partiranno titolari, ma se riusciranno a mettere più allenamenti nelle gambe insieme ai compagni da qui alla ripresa del campionato saranno a disposizione. Spinazzola e Mancini non prenderanno parte al doppio impegno della nazionale a a causa di un affaticamento muscolare, ma il loro stop non sembra nulla di preoccupante. Facendo dunque un rapido conteggio, gli unici ancora out, e che non rivedremo prima del 2020, restano Zappacosta, Cristante e Kalinic.

Ci sono però alcuni giocatori che nonostante il difficilissimo momento passato dalla Roma, hanno trovato pochissimo spazio e non per problemi fisici, ma per scelta tecnica. Il nome che in questi giorni è stato sulla bocca di tutti è quello di Florenzi. Alessandro nelle ultime tre partite ufficiali è rimasto in panchina. Il motivo, stando a quanto ci dice il mister, è esclusivamente di carattere tecnico. Fonseca per ora sta facendo altre scelte. Nel ruolo di terzino a Florenzi preferisce Santon, mentre davanti la concorrenza è agguerrita, soprattutto ora con il rientro di Under. Con l’avvicinamento della finestra di mercato di gennaio molti giornali hanno cominciato a parlare di una possibile cessione che gli permetta di giocare e non perdere la nazionale alla vigilia di Euro 2020. Roberto Mancini ha rassicurato Florenzi e anche Dzeko ieri ha ribadito che il capitano della Roma sta solo affrontando un delicato momento ma che ha tutte le qualità per tornare ai suoi livelli.

 

Discorso simile per Juan Jesus. Partito titolare contro il Genoa alla prima di campionato e protagonista di un paio di errori in occasione dei gol rossoblu, è stato schierato dal primo minuto solamente nella partita casalinga contro i turchi dell’Istanbul Basaksehir. Poi tanta panchina, 4 minuti a Bologna e 34 con l’Atalanta. Con l’arrivo di Smalling, la crescita di Mancini e la bella sorpresa di Cetin, è finito in fondo alle gerarchie per il ruolo di centrale. Anche Fazio parte davanti a lui. E Fonseca non lo vede come esterno in alternativa a Kolarov. Anche per quanto riguarda Juan Jesus ci sono le prime voci di mercato.

Questa mattina alcuni giornali parlano di un interessamento della Samp. Sarebbe stato lo stesso Ranieri a richiederlo. Per il brasiliano però c’è il problema ingaggio, di circa 2 milioni di euro.

Perotti e gli altri

Un altro giocatore che sta vedendo poco il campo è Diego Perotti. La sua situazione è molto particolare. In estate Fonseca ha puntato molto su di lui per il ruolo di esterno alto. Poi l’infortunio di inizio stagione ha ritardato il suo esordio, arrivato solamente contro la Samp: 15′ in situazione di emergenza. Diego non è mai partito titolare nelle partite successive e quando è subentrato (Milan, Udinese, Napoli e le due con il Borussia) non ha mai convinto. A Parma è rimasto in panchina per tutto il tempo. Un segnale che non ci aspettavamo. Perotti ha sempre manifestato la voglia di rimanere alla Roma anche se il suo sogno è quello di chiudere la carriera nel Boca Juniors. Con il rientro di Mkhitaryan e la grande crescita di Kluivert, farà fatica a trovare posto. A meno che Fonseca non stia pensando a un utilizzo da falso nueve, come avvenne già ai tempi di Spalletti, per far rifiatare Dzeko.

Kalinic e Antonucci sono gli altri due calciatori a cui Fonseca ha fatto davvero poco ricorso in questo avvio di stagione. Se il croato è stato fermato soprattutto dai guai fisici, per Mirko la situazione è diversa. Rientrato dal prestito a Pescara dopo un’esperienza poco felice, fatica a trovare spazio, nonostante una buona applicazione ogni volta che è stato chiamato in causa. Solo 44′ minuti con il Cagliari e 37′ con il Milan oltre a qualche apparizione in Europa League il suo misero bottino. Nel suo ruolo (trequartista o esterno) Antonucci è chiuso da profili del calibro di Pellegrini, Zaniolo, Pastore, Ünder… Non possiamo pretendere di più da questo ragazzo.