Gianluca Mancini è il mediano che non ti aspetti

25/10/2019 di Valerio Albensi

Ci aspettavamo una mossa a sorpresa da Paulo Fonseca in Roma-Borussia Mönchengladbach, vista l’emergenza infortuni, e l’allenatore ha rispettato le attese. Solo che la novità non è stata il cambio di modulo, ma Gianluca Mancini a centrocampo accanto a Jordan Veretout.

Una possibilità a cui probabilmente Fonseca ha pensato dopo che anche l’altro “adattabile” della rosa in quel ruolo, Davide Santon, non è potuto scendere in campo.

Per Mancini non è stata una prova facile perché si è ritrovato in mezzo al campo contro avversari che fanno dell’intensità e dell’aggressione sui portatori di palla la loro specialità. Infatti i suoi primi venti minuti sono stati di studio e di sofferenza: da una parte, l’ex atalantino doveva costruire in pochissimo tempo un’intesa con Veretout e ripescare in qualche cassetto della memoria i movimenti tipici di un mediano, ruolo ricoperto solo ai tempi delle giovanili; dall’altra Mancini ha capito in fretta di dover velocizzare il suo gioco perché l’impatto con le ricezioni di palla davanti alla difesa è stato traumatico.

Questo fotogramma si riferisce a un’azione del primo tempo (decimo minuto) in cui Mancini gioca due volte la palla a distanza di pochi secondi, durante il tentativo di uscita dal basso della squadra: la prima volta ha tre avversari addosso e smista il pallone sui centrali; la seconda volta i giocatori tedeschi intorno a lui sono addirittura quattro, che lo aggrediscono e gli fanno fallo.

Soprattutto nei primi 30 minuti, il Borussia ha ostacolato la costruzione dal basso della Roma con grande coraggio. In questa foto vediamo i tedeschi posizionarsi con otto uomini nella metà campo romanista, lasciando i soli due centrali a giocare i duelli con Dzeko.

Difficile per un difensore centrale adattato in mediana spiccare in un contesto tattico di questo tipo, con pochissimi spazi. È probabilmente per questo motivo che Gianluca è stato poco nel vivo del gioco nel primo tempo e anche quando la Roma non aveva la palla è rimasto in una posizione piuttosto arretrata, da schermo davanti alla difesa.

Infatti lo schieramento dei primi 45′ in fase di non possesso è sembrato un 4-1-4-1, come ha evidenziato anche Benedetto Greco, il nostro video match analyst di fiducia, nella sua pagina Facebook.

Mancini ha dato principalmente un contributo nelle chiusure e nelle coperture, come in questo caso, seguendo l’avversario andato sul fondo dopo che Fazio è stato saltato.

In costruzione, le cose sono migliorate quando Fonseca gli ha detto di andare ad abbassarsi per ricevere tra i centrali, liberando uno dei terzini dalla consegna di rimanere bloccato. La Roma ha trovato maggiore sbocchi sulle fasce costruendo diverse azioni potenzialmente pericolose, che hanno messo in difficoltà il Borussia.

Questo meccanismo ha funzionato ancora meglio quando è stato Veretout ad andare tra i centrali per allargare subito il gioco sulle fasce.

Un gran secondo tempo

Nel secondo tempo, la prestazione di Mancini è salita di livello. Gianluca ha preso più coraggio, avanzando di qualche metro il suo raggio di azione, ma soprattutto ha capito come sfruttare le sue qualità difensive in quella zona del campo.

Nei duelli ha fatto valere il suo passato da giocatore di Gasperini: è passato dai tre del primo tempo (di cui uno vinto) agli otto del secondo (di cui sei vinti); da zero duelli aerei e un contrasto perso a due duelli aerei vinti su due e due contrasti vinti su tre tentati; completa la prestazione il cento per cento di passaggi riusciti nel secondo tempo (22 su 22, mentre nel primo tempo erano stati 17 su 19).

Tante sostanza, raddoppi e chiusure, una prestazione di sacrificio al servizio della squadra.

Mancini però mi ha stupito per la concentrazione che ha dimostrato in tutta la partita, interpretando al meglio delle sue possibilità un ruolo mai ricoperto tra i professionisti. Per la squadra.

La Roma probabilmente non ha trovato un altro centrocampista centrale, visto che sta anche valutando la possibilità di ingaggiare un mediano tra gli svincolati (Rodwell, Büchel e Hallfredsson i nomi più caldi), ma potenzialmente un’alternativa in più sperando che presto l’emergenza sia finita. L’esperimento è riuscito, ma Gianluca non dovrebbe passare una vita da mediano.

Il suo posto è accanto a Smalling, con il quale forma una coppia sempre più affiatata.