I segreti del Verona, la neopromossa che non prende mai gol

29/11/2019 di Valerio Albensi

Delle tante squadre a cui ciclicamente sentiamo dare il nome di “piccola Atalanta”, il Verona probabilmente è una delle poche che questa definizione può reggerla. Perché a guidarla è Ivan Juric, allievo di Gian Piero Gasperini fin da quando era un calciatore del suo Genoa. Passato in panchina, Juric  ha riproposto alcuni principi di gioco tanto cari al suo maestro. Non sarà una partita facile per la Roma domenica, a 72 ore dall’impegno europeo di Istanbul: l’Hellas è una squadra abituata a correre tanto, ma soprattutto a portare la sfida su un piano fisico, di intensità nei duelli e nei contrasti.

Poi è la vera sorpresa del campionato insieme con il Cagliari. È una squadra sulla quale in pochi avrebbero scommesso, a inizio stagione: piena di giocatori giovani o sconosciuti, senza una vera punta centrale di peso, con un allenatore in cerca di riscatto. Invece ora l’Hellas ha 18 punti e una difesa di ferro, la seconda della Serie A con appena 11 gol subiti.

Ci siamo fatti spiegare nel dettaglio perché è così dura segnare alla squadra di Juric da Michele Tossani, esperto di tattica (puoi leggere le sue analisi sul blog “La gabbia di Orrico” e ascoltarlo nel podcast “Il terzo uomo”) e collaboratore del sito hellas1903.it.

Che squadra è il Verona di Juric? ⚠️

Partiamo da qualche numero, al di là del dato sui gol incassati che è sorprendente. L’Hellas è sesta in Serie A per chilometri percorsi (108,48 in media a partita, circa due in più della Roma), è quarta per falli fatti (197, sei in meno della Roma che è seconda in questa classifica) ed è quarta anche nei duelli difensivi ogni 90 minuti, 67,97 in media secondo WyScout. Spiega Tossani: «È una squadra “rognosa” che in qualche modo ricalca, almeno nella fase di non possesso, i principi del gioco di Gasperini, che Juric ha cercato di riproporre fin dai tempi di Mantova. Il Verona in non possesso ricorda squadre come l’Atalanta: è aggressiva ed esalta i duelli individuali. I centrocampisti giocano uomo contro uomo in tutte le zone del campo e i difensori centrali, soprattutto i due “braccetti” della difesa a tre, giocano praticamente incollati sull’uomo senza timore di rompere la linea. Una differenza rispetto a Gasperini, per esempio, è che i difensori laterali marcano a uomo però l’avversario di zona. Invece i centrocampisti spesso fanno marcature “battezzate”».

Il modulo preferito è appunto il 3-4-2-1 e proprio l’utilizzo delle mezzepunte è, soprattutto in fase difensiva, una caratteristica peculiare del Verona. «Juric non ha attaccanti di peso. Come ha superato questo problema? Schierando due mezzepunte di cui una come Mattia Zaccagni, che in realtà era sempre stato un centrocampista centrale o comunque un interditore. Il suo rendimento ha sorpreso: è un giocatore che sta diventando decisivo per quanto riguarda la produzione offensiva della squadra (1,05 passaggi chiave ogni 90 minuti e 0,94 filtranti finora, secondo WyScout – ndr). La caratteristica di usare centrocampisti trasformati in trequartisti è che, in alcune occasioni contro squadre che hanno un centrocampo a tre, questa mezzapunta rientra tra i centrocampisti e difende trasformando la linea di mediani a tre».

Nel ruolo di mezzapunta viene spesso schierato anche Valerio Verre, cresciuto nelle giovanili della Roma e arrivato fino alla prima squadra, prima di iniziare a girare per l’Italia. Oggi, a 25 anni anni e dopo tanta gavetta, Verre si sta rivelando un calciatore pronto anche per la Serie A: va spesso alla conclusione (2,61 ogni 90 minuti in media) e contro la Fiorentina lo abbiamo visto liberare Di Carmine con un velo spettacolare.

hellas verona fiorentina di carmine
La bellissima azione del gol di Di Carmine contro la Fiorentina: costruzione dal basso, uscita pulita del pallone, velo di Verre e rete dell’attaccante

In fase di non possesso, i due esterni di centrocampo, Faraoni e Lazovic, arretrano sulla linea dei difensori trasformando il reparto in uno schieramento a cinque. Il Verona adotta alcuni principi del gioco di Gasperini, ma è una squadra che sa adattarsi alle situazioni e agli avversari. Per questo sa modificare la strategia di gara accettando, per esempio, di difendersi anche posizionalmente.

Cosa dovrà fare la Roma 📄

Cosa dovrà fare la Roma per aprirsi un varco in questo muro? «Sicuramente vincere i duelli individuali e creare tanto movimento – continua Tossani – aprendo quegli spazi nei quali si possono inserire calciatori come Zaniolo o Kluivert. Il Verona comunque è una squadra che può metterti in difficoltà e che prepara molto la partita sull’avversario: per esempio contro l’Inter, l’Hellas ha avuto un baricentro di 45,7 metri, bassissimo, mentre contro la Samp il Verona ha fatto la gara e ha avuto un baricentro di 52 metri. È una formazione molto fallosa e fisica, che cerca sempre il duello individuale e lo estremizza quindi le entrate sono spesso dure. Juric adegua il tipo di pressione alla situazione e all’avversario: non è escluso che con la Roma, che è abituata a muovere molti uomini davanti, Juric decida di difendere molto più in basso anche perché la differenza qualitativa è netta».

I giocatori del Verona sono stati saltati in dribbling solo 76 volte in questo campionato: nessuno ha fatto meglio. Attenzione poi a un giocatore come Sofyan Amrabat, una delle migliori scoperte del campionato: ha vinto 89 duelli finora ed è dietro solo a Milinkovic-Savic (97) e Castrovilli (94).

Punti deboli ⬇️

Si difende bene, il Verona, ma è è una squadra che non eccelle nel possesso palla né ha una costruzione di gioco brillante. «Non sono puliti tecnicamente e questo è un difetto – continua Tossani –: la media di passaggi riusciti è molto bassa (80,8 per cento secondo WyScout, la terza percentuale peggiore della Serie A – ndr). È una squadra che cerca di risalire molto velocemente il campo, sviluppando sulle catene laterali, ma le manca un vero attaccante perché Pazzini non è più quello di qualche anno fa, Zielinski non è mai stato un bomber e Di Carmine si sacrifica molto. Il Verona poi ha già centrato otto palie questo conferma la mancanza di precisione davanti alla porta».

Giocatori da seguire 🔎

Sono tanti i calciatori da tenere d’occhio. Domenica, ma anche a giugno del 2020. «La società è stata brava a trovare molti giocatori che onestamente in pochi conoscevano: Rrahmani, Amrabat, Kumbulla, per fare qualche esempio. Amrabat finora è stato uno dei migliori centrocampisti del campionato: ha fisico, conquista molti palloni, è duro nei contrasti e in fase offensiva non si risparmia. Ci metto anche Zaccagni».

Le insidie non mancheranno soprattutto sui calci da fermo: degli 11 gol realizzati finora dal Verona 6 sono arrivati da palla inattiva. La Roma è avvisata.