Guida rapida al Porto di Sergio Conceição

08/02/2019 di Valerio Albensi

roma porto

Quando dall’urna del sorteggio degli ottavi di Champions League la Roma ha pescato il Porto, abbiamo tirato un sospiro di sollievo in molti. Non perché riteniamo i portoghesi avversari “facili”, ma perché era altissimo il rischio di affrontare subito uno dei top club europei. È vero, il Porto non ha una rosa composta da fenomeni, però ha caratteristiche individuali e collettive che spesso hanno creato problemi alla Roma quest’anno. Cerchiamo di capire insieme quali sono.

Una veloce introduzione

Il Porto guida il campionato portoghese davanti al Benfica: al momento i punti di vantaggio sono quattro, ma il Benfica deve giocare domenica in casa con il Nacional quindi può accorciare. L’allenatore è Sergio Conceição, che dovresti ricordare perché in Italia fu calciatore della Lazio, del Parma e dell’Inter.

[sì, quello del coro “Meu amigo Conceição”, proprio lui]

I portoghesi sono arrivati agli ottavi di Champions superando in scioltezza la fase a gironi. Hanno vinto il gruppo D, quello in cui c’erano anche Schalke(1-1 in trasferta, 3-1 in casa), Galatasaray (1-0 in casa, 3-2 in trasferta) e Lokomotiv Mosca (4-1 in casa, 3-1 fuori). Non era il più classico dei gironi di ferro, è vero, ma il Porto ha comunque impressionato con cinque vittorie (di cui quattro con almeno tre gol realizzati) e con 15 reti segnate: solo Psg e Manchester City hanno fatto più gol nella prima fase della Champions.

La struttura della formazione non è cambiata molto rispetto a due stagioni fa, quando il Porto eliminò la Roma ai playoff di Champions League. Ma questo lo vedremo più avanti.

Ah, l’attuale allenatore è al suo secondo anno: nella passata stagione ha riportato la squadra alla vittoria del titolo nazionale.

Come sta il Porto?
Da un punto di vista dei risultati raggiunti, sta molto bene. Anzi, possiamo dire che sta vivendo una stagione completamente diversa da quella della Roma. Stasera giocherà in campionato in casa della Moreirense e cercherà di allungare una striscia di imbattibilità che dura da 26 partite, se non consideriamo la sconfitta ai rigori nella finale di Coppa di Lega contro lo Sporting. 

Dal punto di vista della condizione fisica e mentale, anche a causa di qualche infortunio pesante, la squadra di Sergio Conceição probabilmente non è al top come lo è stata nel periodo tra la fine di ottobre e la fine di dicembre, quando riuscì a centrare l’impressionante striscia di 18 vittorie consecutive in partite ufficiali. Domenica scorsa, a Guimarães, è arrivato un deludente 0-0 contro il Vitoria. E ieri sera un altro pareggio, in casa della Moreirense, un punto raggiunto in pieno recupero grazie al gol di Herrera. Qui sotto trovi gli highlights della partita.

A gennaio la società ha fatto mercato?
Sì, al Porto è tornato il difensore Pepe, che dopo gli anni al Real Madrid era finito al Beşiktaş in Turchia, e ha chiuso altre operazioni come gli acquisti di Fernando Andrade (ala sinistra dal Santa Clara) e Wilson Manafá (terzino destro dalla Portimonense). 
Pepe e Fernando Andrade sono stati inseriti nella lista Champions insieme con Tiquinho Soares, punta centrale che contro la Roma potrebbe guidare l’attacco visti i tanti infortuni. Tra gli esclusi c’è invece Vincent Aboubakar, una delle stelle della squadra, che è alle prese con il recupero da un grave infortunio a un ginocchio (è fuori da fine settembre).

Quali sono gli uomini chiave del Porto?
Il nuovo asse centrale della squadra è composto da Iker Casillas (37 anni) in porta, Pepe in difesa, Hector Herrera a centrocampo e Moussa Marega in attacco; gli altri uomini importanti nel quadro tattico di Conceição sono il terzino sinistro Alex Telles (ex Inter), il centrocampista centrale Oliver Torres e i due esterni offensivi Yacine Brahimi Jesus Corona. Casillas, Herrera, Telles e Corona fanno parte del gruppo di calciatori che sfidò la Roma due anni e mezzo fa. C’è anche Felipe, l’altro centrale titolare che di testa è molto pericoloso: ci ha già fatto gol all’Olimpico.

Assenze pesanti martedì sera?
Sì, almeno tre. I due attaccanti più forti della rosa non giocheranno contro la Roma all’Olimpico: oltre a Aboubakar, anche Marega sarà assente perché nei giorni scorsi ha avuto un problema muscolare che lo terrà fuori per un po’. Conceição spera almeno di recuperarlo per il ritorno.

L’altra assenza che pesa è quella di Jesus Corona, che pensava di avere scontato la squalifica in Champions nella partita con il Galatasaray all’ultima giornata della fase a gruppi: la Uefa gli ha inflitto un ulteriore turno perché pensa che il giocatore si sia fatto ammonire intenzionalmente contro lo Schalke. «Alla Uefa forse leggono i calciatori nel pensiero», ha commentato l’allenatore portoghese.

Come gioca il Porto

La base è una difesa a quattro: solo questo non cambia mai. Centrocampo e attacco invece variano spesso, in base agli uomini a disposizione e agli avversari: il 4-4-2 è il sistema più usato, ma la squadra sa giocare anche con il 4-2-3-1 e il 4-3-3. Anzi, non è escluso che a Roma il Porto possa presentarsi con una sola punta (probabilmente Soares) viste le assenze. In alto a destra, al posto di Corona, potrebbe giocare Otavio. Venerdì sera il tecnico portoghese ha schierato la squadra proprio con il 4-3-3.

formazione porto
La formazione del Porto contro la Moreirense, ultima partita prima della Roma

La ricetta di Conceição non sarà particolarmente innovativa, ma produce ottimi risultati. Molti degli ingredienti sono tradizionali e di sostanza: una fase difensiva fatta bene, con tanti uomini che aiutano i quattro difensori; un mediano di esperienza che sa far ripartire l’azione ed è forte anche negli inserimenti (Herrera); due esterni offensivi eccellenti nell’uno contro uno(Brahimi e Corona); attaccanti che sono prima di tutto buoni finalizzatori (Marega).

Tutto questo produce in campo una squadra che sa bene cosa fare e che tende a restare sempre equilibrata minimizzando i rischi: anche quando domina l’avversario, il Porto può mantenere un baricentro al di sotto dei 50 metri. Anzi, una strategia che usa per colpire è quella di attirare l’avversario in avanti con un buon palleggio tra difesa e centrocampo, poi allargare il gioco per mettere in condizione i due esterni Brahimi e Corona, gli uomini più pericolosi, di saltare l’uomo e puntare verso l’area.

Il Porto arriva alla fase eliminatoria come la sesta squadra delle 16 per dribbling tentati, 30,63 ogni 90 minuti (65,13 per cento vinti) contro i 24,88 della Roma; Brahimi, con 52 uno contro uno, è il terzo giocatore della Champions dietro Neymar (88) e Politano (53). Agli 11,58 dribbling ogni 90 minuti dell’algerino si sommano gli 8,6 di Corona, i 6,34 di Otavio e i 4,21 di Adrian.

duelli offensivi porto
I duelli d’attacco del Porto nelle ultime cinque partite stagionali (dal report WyScout)

Se cadi nella trappola del Porto e ti sbilanci troppo sei fritto.

La squadra di Conceição ha segnato tanto nella fase a gironi (terzo attacco a parimerito con il Bayern), ma è anche la squadra delle 16 qualificate agli ottavi di finale che ha il minor numero di passaggi nella trequarti avversaria (285), 44,76 ogni 90 minuti. La Roma è dodicesima con 350 e una media di 55,46 ogni 90 minuti.

I portoghesi amano gli scambi bassi per poi velocizzare il gioco puntando alle fasce. A sinistra spinge forte anche Telles, terzino che è il sesto della competizione per precisione dei cross (43,48 per cento). Gli ottimi finalizzatori fanno il resto: i 15 gol segnati sono il risultato di 70 tiri complessivi; la Roma ha tirato cento volte nelle sei partite della fase a gironi, ma ha prodotto solo 11 gol.

Per fortuna dei nostri difensori, martedì non ci sarà Marega, il capocannoniere del Porto in Champions con cinque gol su sette tiri. Anche grazie al suo cinismo,i portoghesi hanno capitalizzato al massimo quanto prodotto. Lo conferma il dato degli expected goals (i gol previsti in base alle qualità delle conclusioni effettuate, per fartela breve): da un punto di vista statistico, la squadra allenata da Conceição avrebbe dovuto segnare 9 reti (9,12 il valore esatto) anziché 15.

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Intensità al top
Gli avversari della Roma sono estremamente pratici, ma soprattutto riescono a mettere in campo un’intensità straordinaria. E questo non è una buona notizia per Di Francesco perché troppe volte quest’anno la sua squadra non è riuscita a fare altrettanto. Anche in questo caso, i dati non mentono.   

C’è un indice che misura duelli, contrasti e intercetti di palla per ogni minuto con possesso palla avversario: il Porto è la quarta squadra delle 16 con un valore di 4,5; la Roma è l’ultima con un valore di 3,5.

Le classifica completa
Schalke 4,8
Borussia Dortmund 4,7
Real Madrid 4,6
Porto 4,5
Ajax 4,5
Bayern Monaco 4,4
Tottenham 4,4
Barcellona 4,2
Manchester City 4,2
Psg 4
Manchester United 4
Juventus 3,9
Liverpool 3,9
Atletico Madrid 3,7
Lione 3,6
Roma 3,5

Non è tutto. C’è un altro indice, il PPDA, che esprime il numero di passaggi concessi agli avversari per azione difensiva. Più è basso il valore, più alta è la pressione esercitata dalla squadra a cui si riferisce il dato. Ecco la classifica delle 16: guarda dov’è il Porto e guarda invece dov’è la Roma.

Porto 7,14
Bayern Monaco 7,8
Manchester City 8,93
Manchester United 9,26
Tottenham 9,35
Ajax 9,51 
Barcellona 9,71 
Schalke 9,88 
Liverpool 10,29
Real Madrid 10,37 
Psg 10,44 
Atletico Madrid 10,49 
Roma 11,17 
Borussia Dortmund 11,35 
Juventus 11,65 
Lione 18,35

A questo va aggiunto anche che il Porto è la terza squadra della fase a gironi per falli commessi (94, una media di 15,6 ogni 90 minuti) e che ha giocatori fortissimi anche di testaè la prima squadra della Champions per duelli aerei (274 contro i 213 della Roma), con FelipeHerrera e Militāonei primi undici giocatori del torneo; è anche la formazione che ha segnato di più di testa, quattro volte

Che partita sarà per la Roma? Sicuramente martedì la squadra di Di Francesco non potrà sbagliare niente, soprattutto quando avrà il pallone tra i piedi. Ci vorranno testa, senso dell’equilibrio e l’esperienza di un leader come Daniele De Rossi che magari riuscirà a riscattare l’espulsione di due anni e mezzo fa. Le partite che il Porto ha vinto contro Schalke e Lokomotiv Mosca possono insegnare qualcosa. Queste due squadre hanno valori tecnici inferiori a quelli dei nostri giocatori, ma sono entrambe formazioni a cui piace aggredire alto concedendo spesso ampi spazi agli avversari. Vi ricorda qualcosa?

Sui precedenti e la storia di Roma-Porto ti rimandiamo invece a questo pezzo sul sito della Uefa.

valerio.albensi@rudi.news
@ValeAlb

fonti dei dati: WyScout e Uefa.com
Si ringrazia WyScout per i report sul Porto

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