Parliamo di Higuain alla Roma: “tutti a Fiumicino” contro “no, grazie”

05/07/2019 di Rudi

gonzalo higuain

Da ieri, giorno della presentazione del nuovo direttore sportivo Gianluca Petrachi, la Roma ha scoperto le carte: Gonzalo Higuain è un obiettivo di mercato nel caso in cui Edin Dzeko confermi di voler partire. Ma anche su questo tema i romanisti si dividono tra quelli che sarebbero pronti ad andare ad accogliere il Pipita all’aeroporto di Fiumicino e quelli che invece hanno dubbi sulle reali motivazioni del giocatore.

Abbiamo provato a confrontare le ragioni del sì e del no. Se ti va, facci sapere cosa ne pensi.

Le ragioni per dire sì: “dateci un attaccante che spacca la porta”

Petrachi ha un compito difficile: trovare un attaccante che riporti l’entusiasmo in una piazza che ha vissuto troppi saliscendi emotivi negli ultimi mesi.

Ci vorrebbe un vero bomber, ci vorrebbe uno alla Batistuta. È stato detto ieri in maniera schietta durante la conferenza stampa. Batigol arrivò nell’estate del 2000 dopo una tragedia sportiva per il tifo romanista, lo scudetto della Lazio. Il presidente Sensi individuò nel Re Leone l’uomo capace di farci rinascere e ci indovinò. Fu tricolore con Bati protagonista di uno straordinario campionato, passato alla storia come quello dello scudetto scucito.

Il momento storico è ben diverso, ma la Roma esce da una stagione in cui sono rimaste solo macerie. Non a caso il verbo più utilizzato da Petrachi è stato ricostruire. Alle domande su Higuain, Petrachi non si è nascosto: «Higuain per ritrovare il vero Higuain non penso possa trovare soluzione migliore della Roma. Può seguire le orme di Batistuta».

via GIPHY

Il riferimento non è allo scudetto, ma il Pipita può diventare quell’arma in più che troppo spesso è mancata in quest’ultima stagione. Quante volte mentre eri allo stadio o davanti alla tv hai fatto il gesto di “calciare” con rabbia mentre imprecavi tra te e te chiedendoti «Ma perché non tirano?». Ecco, questo è il primo motivo per cui la Roma farebbe bene a prendere Higuain, attaccante dal grande fiuto del gol, con l’istinto del bomber, uno che in area di rigore non fa sconti a nessuno.

La sua capacità di intuire dove finirà il pallone è superiore a quella di molti difensori e grazie anche alla sua ottima coordinazione è in grado di costruirsi quel vantaggio nello spazio che gli permette di arrivare un attimo prima alla conclusione. Ti ricordi Inter-Juventus del 28 aprile 2018? Partita tesa e ricca di polemiche e colpi di scena. A un minuto e mezzo dalla fine Dybala crossa in area su calcio di punizione dalla trequarti: Higuain corre nello spazio in verticale verso la porta avversaria, non toglie mai gli occhi dal pallone, con le braccia difende la posizione senza mai interrompere la corsa, quando si trova a un metro dalla linea, con i difensori interisti su entrambi i lati, con la testa va a impattare la palla infilandola nell’angolo opposto. 

Eccoli i gol da bomber, quelli che ci mancano da un po’. Higuain è un attaccante completo, abile nel gioco aereo, capace di concludere a rete in maniera precisa e potente sia di destro che di sinistro. 

Probabilmente ti ricorderai anche il micidiale sinistro dal limite del dicembre 2016 con cui decise Juve-Roma: Higuain esce dalla sua zona a ricevere la palla, supera De Rossi in dribbling, si allunga leggermente nel controllo, ma con un tocco di destro recupera la posizione, elude la scivolata di Manolas e con una botta terrificante di sinistro batte Szczesny.

Quanto potresti esultare per un gol del genere a parti invertite?

Dzeko è un attaccante straordinario, elegante, generoso, di un’altra categoria in Serie A. Ma i gol inventati dal nulla, nelle situazioni di tensione, non sono la sua caratteristica. E alla Roma è mancato un attaccante così. Non lo è El Shaarawy, non lo è nemmeno Schick.

Uno dei motivi per i quali la Roma farebbe bene a prendere Higuain è racchiuso in un’altra parola chiave della conferenza del nostro nuovo direttore sportivo. Hai presente il passaggio in cui Petrachi ha parlato di sistema di gioco codificato? Si riferiva al fatto che con Fonseca ogni calciatore saprà quello che dovrà fare in campo. Bene, in un sistema molto simile, quando era al Napoli, Higuain ha segnato 36 gol, diventando il calciatore ad aver segnato più reti in una singola stagione del campionato italiano. Ma non è tanto per il record di quell’anno, quanto per la media realizzativa in ogni stagione che il Pipita può fare ancora la differenza.

È vero, la scorsa stagione ha segnato solo 11 gol in campionato tra Milan e Chelsea, ma sappiamo quanto sia stata tormentata la sua esperienza milanese prima del ritorno da Sarri. Non è certo una stagione deludente a darci un giudizio definitivo sulle sue qualità. Il Pipita è uno che vede la porta. In carriera ha segnato 326 gol e ha giocato sempre in top club. Non è da tutti.

Un uomo così vale anche uno sforzo economico importante, magari una follia.

Le ragioni per dire no: “non è convinto ed è un’operazione troppo rischiosa, meglio puntare su un altro”

Ha ragione Petrachi quando dice «chi discute Higuain può essere un pazzo»Da un punto di vista tecnico, il Pipita è indiscutibile: lo dicono i suoi numeri, le valanghe di gol segnati in tutti i campionati, contro tutti gli avversari. Higuain è un mostro e a quasi 32 anni (li compirà a dicembre) è ancora decisivo in Serie A.

E allora quali sono i dubbi? Perché tanti romanisti pensano che Higuain non sia un giusto investimento per la Roma?

Si intrecciano due discorsi, una valutazione motivazionale e una economica. La prima è la questione più importante, che condiziona l’altra: avrebbe senso svenarsi solo per un giocatore fortemente attratto dalla Roma.

Su questo aspetto Petrachi è stato chiaro e le sue parole hanno trovato larghissimo consenso tra i tifosi: «Sicuramente Higuain potrebbe far comodo alla Roma qualora Dzeko andasse via. Le motivazioni, però, contano moltissimo. Qualora dovesse aprirsi qualcosa con Juve e con Higuain stesso, deve essere lui il primo a crederci. Sto facendo tanto per portare giocatori con questa voglia e non sarà certo il campione a mettermi il salame sugli occhi, per non notare che non ha lo spirito o questa voglia».

Oggi Higuain sarebbe pronto a sposare la causa romanista e a diventare uno dei leader di una squadra che, come detto da Petrachi, è all’anno zero e si sta rifondando? Sarebbe disponibile a guidare i tanti giovani che la Roma ha nella sua rosa, a fare da parafulmine nei momenti di difficoltà?

Tanti piccoli segnali che arrivano lasciano intendere che, almeno per il momento, questo non sia il desiderio dell’attaccante della Juventus. Che in Italia si vede solo in bianconero, come ha detto di recente il fratello Nicolas, suo procuratore«Con tutto il rispetto per le altre squadre di Serie A, se resta in Italia è solo per la Juventus, è una questione di scelta personale e professionale».

Abbiamo già visto cos’è successo quando Higuain si è legato a un progetto del quale non era convinto fino in fondo.

La stagione appena conclusa deve far riflettere.

via GIPHY

A luglio di un anno fa, Higuain diventa un calciatore del Milan nell’ambito di un complesso scambio nel quale sono coinvolti anche Caldara e Bonucci. Il Pipita è amareggiato, si sente scaricato dalla Juve che ha puntato su Cristiano Ronaldo, ma accetta il prestito con diritto di riscatto probabilmente perché ritiene che la conferma, viste le cifre (18 milioni per il prestito più 36 milioni per il riscatto) sia una pura formalità.

Deve rinunciare alla Champions, è vero, ma il suo ingaggio aumenta. Poi il progetto della nuova proprietà sembra interessante e l’entusiasmo pazzesco dei milanisti è seducente. Insomma, non è quello che sperava, ma tutto sommato si può tentare.

L’argentino parte anche bene e nelle prime sette partite in campionato segna cinque gol, ma qualcosa va storto: tra novembre e dicembre il Milan attraversa una crisi di gioco e di risultati e il Pipita non riesce a invertire la tendenza.

L’11 novembre è il giorno che segna profondamente la sua esperienza rossonera, il momento della sfida a San Siro contro la Juve, l’occasione per una grande rivincita. Non va però come sperava: Higuain prima sbaglia un rigore sull’1-0 per i bianconeri, poi perde la testa dopo un’ammonizione e si fa buttare fuori facendo una scenata plateale, esagerata. Tant’è che sono gli stessi ex compagni della Juve a cercare di calmarlo, di farlo ragionare.

L’argentino viene squalificato per due partite, ma quando rientra non è il giocatore dei primi due mesi: in campo è nervoso, ha smesso di essere un leader. Segna un gol decisivo alla Spal il 29 dicembre però il direttore dell’area tecnica Leonardo anziché incoraggiarlo lo bacchetta«Si prenda le sue responsabilità e pedali…».

Il rapporto è già logoro e il Pipita viene ceduto al Chelsea dove lo aspetta Sarri. Chi conosce bene i fatti milanisti racconta che l’insofferenza dell’argentino è iniziata nel momento in cui ha capito che il progetto di rilancio della nuova proprietà non sarebbe stato così veloce e soprattutto che il suo riscatto non era così scontato.

Oggi Higuain sarebbe disposto ad accettare un altro prestito? Poi, a quasi 32 anni, e dopo avere vinto l’Europa League, sarebbe motivato a restare ancora senza Champions?

Ecco perché il discorso sulle motivazioni di questo straordinario attaccante si intreccia con quello economico. Ha senso svenarsi per un giocatore che non sembra essere così interessato alla Roma? L’investimento presenta costi molto alti.

Scrivono Matteo Pinci e Franco Vanni su La Repubblica“Roma e Juve ne hanno già discusso, c’è già una formula su cui costruire un’operazione sulla carta impossibile. Perché Higuain guadagna 9 milioni netti, tutto compreso e ha un costo a bilancio di 18 milioni a stagione per altre due stagioni. Per andare alla Roma servirà spalmare quelle cifre su altri due anni, così da dimezzare i costi annuali. Alla Roma costerebbe così 4,5 milioni netti – circa 9 lordi – più altri 9 per il prestito, con diritto di riscatto fissato a 27 milioni”.

Tanti soldi che la Roma sa già che difficilmente recupererà considerando l’età del Pipita. La società si è già scottata investendo cifre molto alte per portare in Italia giocatori che forse non erano molto motivati. Higuain ha la mentalità che serve oggi alla Roma? È pronto a scommettere sulla Roma?

Se ci fosse anche un solo dubbio, a quel punto Petrachi dovrebbe ricordarsi di quello che ha detto ieri durante la presentazione e puntare su un attaccante più giovane e motivato.

Iscriviti