Il 2020 della Roma non poteva iniziare peggio di così

12/01/2020 di Patrizio Cacciari

Che la sconfitta casalinga con il Torino fosse più grave di quello che pensavamo ce lo ha confermato l’inspiegabile primo quarto d’ora della partita contro la Juve, in quella che quasi subito ha preso le sembianze della seconda sconfitta casalinga consecutiva del 2020. Alla fine del girone d’andata la Roma è fuori dalla zona Champions. Ed è questa la considerazione più amara. In soli 180 minuti la squadra è riuscita a vanificare gli sforzi fatti nella prima parte della stagione, quando nonostante gli infortuni e alcune scelte arbitrali infelici, era riuscita a mettere insieme prestazioni e risultati, al netto di qualche caduta dettata dalla stanchezza, ma che tuttavia avevamo giustificato.

Con l’anno nuovo il passo indietro appare evidente. La Roma gioca male, costruisce poco e fa fatica ad andare in gol. E sembra tornata molto vulnerabile. I cali di concentrazione iniziano a essere troppi e ci riportano con la mente alla spaventosa seconda parte dello scorso campionato. Peggio di così non poteva iniziare, dicevamo. Perché alla doppia sconfitta consecutiva casalinga contro le torinesi, si è aggiunta la gravissima perdita di Zaniolo. La rottura del crociato anteriore è confermata. Lunedì mattina Nicolò verrà operato a Villa Stuart. La sua stagione finisce qui. Riuscirà la Roma a fare a meno del suo uomo migliore?

 

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Vi giuro…tornerò più forte di prima.

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La Roma vista contro la Juventus non sembra avere la giusta convinzione per fare qualcosa di  importante. Timida, imprecisa, mediocre nelle scelte. Lazio e Atalanta in questo momento sono superiori. Per tornare a competere per l’obiettivo Champions serve un cambio di passo, sia da parte della squadra che della società. Muoversi nella finestra di mercato di gennaio, visto anche il grave infortunio di Nicolò, più che un’opportunità è divenuta una necessità. Sappiamo che non è facile, dato il momento storico che stiamo vivendo con un passaggio di proprietà che sembra alle porte. Ma nonostante le brutte sensazione che ci lascia questa serata, dobbiamo ricordarci che è solo il 12 gennaio. C’è tutto un girone di ritorno da giocare, un tabellone di Coppa Italia da iniziare e un’Europa League in cui andare in fondo. Nulla è perduto. Ma Fonseca capisca quanto prima su chi davvero può contare. Tre sconfitte casalinghe sono già troppe.