Il voto al 2019 della Roma non può essere sufficiente

27/12/2019 di Rudi

Che 2019 è stato per la Roma lo sappiamo bene: snervante ed estremamente duro nella prima parte, più sereno nella seconda. È stato un anno perfettamente diviso a metà, ma le ferite dei primi sei mesi ancora bruciano: il 7-1 di Firenze, il 3-0 nel derby, l’eliminazione con il Porto, l’1-4 subito in casa dal Napoli, la mancata qualificazione in Champions League. Risultati sportivi molto deludenti e al di sotto delle possibilità di una squadra capace di raggiungere una storica semifinale di Champions.

Proprio essere usciti dall’Europa che conta è la grande colpa di un gruppo che comunque aveva tutte le carte in regola per restare tra le prime quattro della Serie A nonostante le difficoltà, le dimissioni del direttore sportivo Monchi e l’esonero di Di Francesco.

A quei primi sei mesi dell’anno diamo un 4 e forse è un voto anche piuttosto generoso se ripensiamo a come ci sentivamo dopo partite come quella persa contro il Napoli, quando sembravamo esserci infilati in una crisi senza fine.

Di quei mesi salviamo solo una cosa: abbiamo scoperto che questo ragazzo qui può diventare un campione vero.

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Oggi invece possiamo dire che la Roma è riuscita a risollevarsi, a ripartire con un progetto tecnico ambizioso che è passato anche per scelte tecniche impopolari e per la separazione da due giganti della nostra storia come Francesco Totti e Daniele De Rossi.

C’è una guida in cui i romanisti si riconoscono: Paulo Fonseca è riuscito in poco tempo a restituire alla squadra un’anima, un’identità, una coscienza collettiva. La Roma è tornata a essere un gruppo vero ed è per questo motivo che nel difficile momento in cui gli infortuni continuavano a susseguirsi non c’è stato cedimento.

La squadra non esprime ancora il gioco brillante e soprattutto dominante che vorrebbe il suo allenatore, ma ha imparato a essere solida, un avversario molto difficile da battere per chiunque. Si vedono, soprattutto, margini di miglioramento costanti e a Firenze, nell’ultima giornata prima della sosta, abbiamo avuto una dimostrazione tangibile delle prospettive di questo gruppo.

La Roma di oggi ha tante certezze (Lopez, Smalling, Kolarov, Veretout, Pellegrini e Dzeko) e una riserva importante di talento (Mancini, Diawara, Kluivert, Zaniolo, Cengiz Ünder). È tornata stabilmente in zona Champions e a gennaio potrà dirci che ambizioni ha davvero: se dovrà pensare a difendere il quarto posto da Atalanta, Cagliari e Napoli o se potrà puntare a qualcosa di più.

Ecco, il merito della Roma di oggi è che ci fa sembrare più lontane quelle ferite di inizio anno.

Merita un 7-7,5, ma è un voto che non riporta in equilibrio il 4 della prima parte. Il 2019, insomma, è stato un anno che ci mettiamo alle spalle molto volentieri.

Cosa portiamo di buono di quest’anno nel prossimo? Tre cose su tutte: il talento di Zaniolo, la conferma di Dzeko e il lavoro di un allenatore che può portarci lontano.

Buon 2020, AS Roma!

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