La nuova sfida di Fonseca: trovare un equilibrio senza Diawara e Zaniolo

10/02/2020 di Valerio Albensi

Perché la Roma ha perso l’equilibrio che aveva trovato tra novembre e dicembre? Perché improvvisamente è diventato troppo facile entrare nella difesa della squadra di Fonseca e farle gol?

Sono le domande che ci facciamo ormai da settimane e che ci ronzano nella testa ancora di più dopo la sconfitta contro il Bologna, l’ennesima bruttissima prestazione del 2020. Detto che la situazione può essere osservata da molte angolazioni e che i fattori che incidono sono tanti (psicologici, tecnici e tattici) proviamo a individuare una delle possibili cause di quella «paura» di cui ha parlato Fonseca.

Un primo punto da chiarire: spiegare quello che vediamo in campo con un aumento degli errori individuali vuol dire semplificare un problema che ha radici più profonde. Anzi, se oggi vediamo più sbagli dei singoli probabilmente in parte è dovuto al fatto che la Roma non difende collettivamente in maniera efficace e questo espone i difensori a dover gestire tante situazioni al limite nel corso di una partita.

È una catena di inefficienze che parte dall’attacco: i giocatori più offensivi pressano poco o male, i centrocampisti si fanno portare fuori posizione per coprire i buchi e i difensori devono capire in una frazione di secondo se alzarsi (con coraggio, come hanno sempre fatto) oppure avere un atteggiamento più prudente finendo però per allungare la squadra.

Così aumentano le distanze e per gli avversari, soprattutto quelli che fanno girare la palla molto bene, creare pericoli diventa facile. C’è molto dell’instabilità della Roma e dell’insicurezza attuale in questa dinamica.

Ricominciare da zero, ogni volta

Inevitabilmente torniamo allora ai tanti infortuni che hanno tartassato la Roma dall’inizio dell’anno. La media dei giocatori indisponibili per problemi fisici in ogni partita stagionale è stata di 5,5 assenti, una costante negativa che ha tolto risorse preziose in momenti cruciali, ma che soprattutto ha continuamente rimesso in discussione gli equilibri di squadra trovati ogni volta da Fonseca.

Tra ottobre e novembre, quando l’emergenza ha toccato punte di otto giocatori indisponibili, l’allenatore aveva trovato un assetto ottimale che aveva reso la squadra più solida. C’era un problema di finalizzazione, ma da un punto di vista difensivo la Roma era cresciuta tantissimo e concedeva pochi gol: nelle 9 partite tra le trasferte di Genova (Sampdoria) e Istanbul la squadra aveva concesso 7 gol di cui 6 su azione. E il trend positivo era continuato fino alla sosta natalizia.

Il ruolo di Zaniolo e di Diawara

In questo assetto, giocavano un ruolo importante due pedine. La prima era la figura di un mediano difensivo, capace di assicurare maggiore copertura alla difesa, accorciare più rapidamente in avanti e chiudere le linee di passaggio: questo ruolo è stato ricoperto da Mancini e da Diawara. Dava equilibrio alla squadra anche il lavoro di un esterno d’attacco come Nicolò Zaniolo, che univa sostanza e forza in riaggressione ed era cresciuto anche in fase di possesso palla.

È evidente una cosa: la Roma ha perso partite anche con Zaniolo e Diawara in campo (Torino e Juventus, per esempio) e al tempo stesso è stata in grado di giocare bene senza di loro (il derby). Ma dopo i loro infortuni Fonseca è stato costretto a riprogettare la Roma alla ricerca di un nuovo equilibrio.

Una settimana fa abbiamo criticato chi spiegava le tante sconfitte puntando il dito contro Cristante, basandosi su dati imprecisi ma soprattutto risolvendo la questione in maniera troppo superficiale e ingiusta nei confronti di un singolo.

Possiamo però dire che senza Zaniolo e Diawara Fonseca ha perso delle qualità a livello difensivo che probabilmente dovrà trovare da altre parti.

Prendiamo il cambio Zaniolo-Cengiz Ünder. Anche se non è semplice fare un paragone tra due giocatori che hanno giocato uno il doppio dei minuti dell’altro, è evidente che senza Nicolò in campo sulla destra la squadra è più fragile. Non è un caso, insomma, se Sassuolo e Bologna hanno attaccato molto quel lato.

Stiamo capendo meglio perché Fonseca preferiva sistematicamente Zaniolo a Cengiz Ünder: il primo è un giocatore più completo nelle due fasi, quindi più forte e affidabile.

Partiamo dal rendimento offensivo. Dal radar qui sotto si vede che la differenza tra i due giocatori non è così ampia, ma c’è: Zaniolo è una macchina da duelli offensivi (17,31 ogni 90 minuti contro 12,16) e vede di più la porta (quasi la metà delle conclusioni sono nello specchio, Cengiz si ferma a meno di un terzo).

Dati WyScout, elaborazione e grafico rudi.news

Anche dalla mappa delle conclusioni, la differenza a favore di Zaniolo c’è: Nicolò riesce ad andare alla conclusione da posizioni più favorevoli.

Mappe di tiri da WyScout.com

Ma dove Zaniolo fa davvero la differenza è nel contributo alla fase difensiva, nella capacità di disturbare le azioni degli avversari.

Dati WyScout, elaborazione e grafico rudi.news via Soccer Players Radars

Zaniolo compie quasi il doppio dei duelli difensivi di Ünder ogni 90 minuti (6,03 a 3,36), di conseguenza è più falloso (2,36 a 0,26). L’unica parametro nel quale il turco si difende è quello sui palloni intercettati (1,51 contro 2,28).

Un discorso simile possiamo farlo per il cambio Diawara-Cristante. Cristante è un giocatore più verticale e probabilmente coraggioso di Diawara in fase di possesso: tenta più passaggi in avanti e difficili, e gioca più palloni nella trequarti avversaria.

Dati WyScout, elaborazione e grafico rudi.news

Il problema è che questa attitudine da trequartista o da mezzala offensiva non si sposa perfettamente con le caratteristiche di Veretout, che a sua volta è uno molto propositivo. Insomma, in quella zona di campo probabilmente c’è bisogno di un giocatore con caratteristiche più difensive, come per esempio Diawara.

Dati WyScout, elaborazione e grafico rudi.news

A parità di duelli difensivi, Diawara intercetta più palloni e compie più recuperi. È fortissimo nella riaggressione, nella marcatura preventiva e nella copertura della linea quando uno dei centrali si stacca per uscire sull’uomo, soprattutto lateralmente. Poi Diawara, con i suoi passaggi corti, consente alla squadra di consolidare il possesso accorciando più facilmente in avanti.

La Roma ha perso quantità e qualità difensiva anche a causa di queste due assenze e Fonseca sta cercando di trovare in fretta un nuovo equilibrio di squadra. A Bergamo, a causa della squalifica di Cristante, potrebbe tornare Mancini a centrocampo e questo può essere d’aiuto; per la qualità nel palleggio, vista l’assenza di Diawara, diventa cruciale il rientro di Pastore. I giornali parlano anche della possibilità di un cambio di modulo, ma la sensazione è che al di là dello schieramento servirà una disponibilità maggiore di tutti in fase di non possesso, attaccanti compresi, per recuperare solidità.