La prima volta di Alessandro Florenzi da allenatore

30/04/2019 di Patrizio Cacciari

Alessandro Florenzi

Oggi pomeriggio Alessandro Florenzi ha diretto il suo primo allenamento. L’occasione è stata una Masterclass organizzata dalla Nike al Tre Fontane dove insieme a Elisa Bartoli, capitana della Roma Femminile, ha partecipato nelle vesti di mister, a una lezione di calcio a 38 ragazze tra i 14 e i 17 anni.

Non avevo mai pensato a Florenzi come a un possibile futuro allenatore. Quando prima della sessione ci ha rivelato questa sua passione sono rimasto sorpreso: «E’ la prima volta che dirigo un allenamento è vero. Penserò soprattutto a divertirmi e a farle divertire. Ma mi piace molto la tattica, capire come poter mettere in difficoltà gli avversari, è un tipo di lavoro che facciamo molto con i video, è una cosa che mi piace e che mi stimola».

I segreti del bravo allenatore

Ad Alessandro è bastato qualche minuto per prendere confidenza con il ruolo, si vede che è uno abituato a cambiarne tanti in campo. Le ragazze sono state divise in due gruppi e disposte nelle relative metà campo. Mentre da una parte Elisa Bartoli le allenava in situazioni di pericolo in area (cross dalla destra con difensore in uscita sull’attaccante), dall’altra Florenzi aveva a che fare con il classico attacco contro difesaquattro contro tre. Ed è proprio qui che si è cominciata a vedere l’anima da mister.

La prima interruzione di gioco si è resa necessaria per spiegare alle ragazze i movimenti della linea difensiva: «Non farti attirare dalla palla – ha detto all’esterno sinistro – immagina di essere legata alle tue compagne da un filo. Voi tre dovete sempre muovervi in maniera coordinata. Se la palla viene respinta in maniera corta, è la centrale a uscire sul pallone, mentre voi due vi mettete a castello». Poi è stato il turno dell’attacco. Florenzi ha spiegato alle future giocatrici che quando si è uno in più nell’azione, chi ha la palla deve sempre puntare un avversario«Perché in questa maniera la superiorità numerica diventa una certezza». L’aspetto divertente è stato che nel momento in cui stava dando questi consigli alle attaccanti, con la mano ha coperto il microfono che diffondeva l’audio in tutto l’impianto. «Quella è l’agonismo che esce fuori (sorride, ndR), quando l’attaccante deve fare gol ha bisogno di alcuni consigli che è meglio non far sentire ai difensori».

Nella seconda parte dell’allenamento Elisa Bartoli e Alessandro Florenzi si sono invertiti e così Ale, attratto dal pallone, si è divertito a creare scompiglio nell’area, provando anche un numero acrobatico («C’ho provato ma la rovesciata è finita fuori»). E’ stato divertente in quella situazione ascoltarlo dare consigli alla ragazza in difesa: «Quando corri mi raccomando, con un occhio guarda sempre la palla e con l’altro l’uomo! Cioè la donna, ok scusa mi è scappato».

Dopo le foto di rito alla fine dell’allenamento ha firmato qualche autografo ai ragazzini presenti sugli spalti. Com’è andata? «Eh, sono stanco, mi hanno fatto correre. Scherzi a parte, è stata una esperienza importante, mi sono divertito, quando vedo il pallone mi diverto sempre». Ho chiesto ad Alessandro se allora si vede davvero nel ruolo di allenatore: «Mi sono limitato a insegnare le basi, devo ancora studiare molto se voglio intraprendere quel percorso. Non so se potrà essere in futuro il mio mestiere, per ora faccio il calciatore perché è la cosa che mi riesce meglio». Florenzi è rimasto sorpreso dal livello delle ragazze: «Mi hanno stupito nell’aggressività, nell’uno contro uno, sono davvero molto preparate».

Alessandro ha ammesso di aver iniziato a seguire il calcio femminile da questa stagione grazie soprattutto al lavoro fatto dalla Roma e dai risultati delle ragazze, quarte in campionato e in semifinale di Coppa Italia: «Per superare i pregiudizi è importante che ci siano sempre più iniziative. Oggi ogni ragazzina può sognare di diventare Elisa (Bartoli, ndR) proprio come io sognavo di diventare come Totti. Ho due figlie, anche loro avranno questa opportunità e saranno libere di poterlo scegliere».

Elisa Bartoli giocherà i prossimi Mondiali, cosa che Florenzi ancora non è riuscito a fare in carriera, ha ricordato lui stesso sorridendo in maniera dolceamara«Ho visto che anche la cornice di pubblico che segue il calcio femminile inizia a essere importante come ha testimoniato la partita dello Stadium tra Juve e Fiorentina, mi auguro che anche la nostra squadra femminile possa giocare davanti a un pubblico simile, quest’anno hanno fatto un grande lavoro». Eh già, perché le ragazze sono arrivate quarte… Florenzi sorride: «Speriamo di riuscirci anche noi».

patrizio.cacciari@rudi.news
@PatCacciari

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