La Roma adesso può ringraziare anche Irrati

31/10/2019 di Patrizio Cacciari

Sono sincero. Il tweet della Roma dopo la partita di giovedì scorso contro il Borussia M’Gladbach, dove al 93° l’arbitro Collum si è letteralmente inventato un rigore per i tedeschi che ha complicato il nostro percorso in Europa League, sul momento mi aveva lasciato perplesso.

Non so se hai avuto modo di leggerlo, per comodità te lo posto qui sotto.

Di fronte all’ennesimo torto subìto in questa prima parte della stagione, la società ha scelto di tenere un basso profilo, atteggiamento che alcuni tifosi contestano. Ripensandoci a mente fredda, la Roma ha fatto bene. Sarebbe stato inutile sollevare una sommossa popolare “a colpi di tweet” in una competizione come l’Europa League, che non può utilizzare lo strumento del VAR nella fase a gironi. La qualificazione è ancora saldamente alla nostra portata, dobbiamo solo evitare di commettere errori di intrepretazione come nella partita contro il Wolfsberger.

E a Udine?

Ben diversa la situazione in Serie A, dove il VAR più che soluzione sta diventando un problema per la classe arbitrale, incapace di utilizzarlo come strumento funzionale. Ieri sera a Udine ne abbiamo avuto l’ulteriore riprova. L’errata interpretazione di Irrati sul rosso diretto a Fazio è clamorosa, ma mai quanto il surreale protocollo che in teoria non permette al VAR di correggere la decisione presa dall’arbitro in campo. Fino a quando non verranno chiariti tutti questi aspetti, saremo ben lontani dal poter parlare di una risorsa.

Nel frattempo però non possono essere i club, la Roma in particolare, a farne le spese. Gianni Mura oggi su Repubblica propone una soluzione in attesa di tempi migliori: dare alle squadre la possibilità di richiedere la moviola in campo, come accade già nel tennis e nel volley. E’ un’idea condivisibile che ammonisce i vertici del calcio: fate qualcosa perché così non va.

Perché dobbiamo dire grazie a Irrati?

La svista di Irrati ieri sera ha seriamente rischiato di compromettere la vittoria della Roma, che era già in vantaggio sull’Udinese. E ha creato un bel problema in vista della partita importantissima di sabato contro il Napoli, perché Fazio sarà costretto a saltare una giornata per squalifica, un altro aspetto su cui si dovrebbe mettere mano: se una decisione è sbagliata, perché dover subire anche il danno successivo oltre a quello immediato?

Grazie all’espulsione ingiusta di Fazio però nella testa della squadra è scattato qualcosa: una reazione da grande di fronte all’ennesima ingiustizia subìta. Nessuna isteria, nessun crollo dei nervi. La Roma ha cominciato a macinare gioco sovrastando letteralmente l’avversario da un punto di vista tecnico e fisico in ogni zona del campo.

La squadra sta bene, alcuni giocatori sembrano rigenerati, altri continuano a crescere. Fonseca ha il controllo totale del gruppo. E allora chiediamoci quanto ha pesato la sua assenza a Genova per squalifica, un altro danno successivo dopo la già compromessa partita interna contro il Cagliari. Punti persi che a guardare la classifica di oggi pesano, eccome.

Ma la Roma c’è. E questa è la sensazione più bella.