La Roma è tornata a farsi sentire sullo Stadio

09/05/2019 di Patrizio Cacciari

L’ultima volta che la Roma aveva alzato la voce sulla questione fu ai tempi del lancio dell’hashtag #FamoStoStadio, con l’incursione di Luciano Spalletti ai microfoni di Sky Sport durante un collegamento da Trigoria di Angelo Mangiante.

Era il 5 febbraio 2017. 

Spalletti famo sto stadio

Duemilaseicentocinquantacinque giorni di te e di me

Pensa, dovevi ancora vivere l’addio di Totti, la notte magica della sfida con il Barcellona e affrontare tutta la tempesta di questa stagione, con gli addii di Monchi e Di Francesco e tutto quello che già sai e che forse nemmeno ti va di ricordare troppo.

Sono cambiate tante cose tranne una: i lavori dello stadio ancora non sono iniziati.

E lo sai con oggi quanti giorni sono passati dall’avvio del progetto? Ben 2.655, che diviso 365 fa sette anni e qualche mese. Sette anni in cui si sono succeduti tre sindaci (Alemanno, Marino, Raggi) oltre al Commissario straordinario Tronca, quattro assessori all’Urbanistica, due versioni del progetto e tre Conferenze dei Servizi. In tutto questo la Roma è ancora lì, in attesa di veder approvato il suo progetto a cui da un punto di vista burocratico manca ancora, come passaggio fondamentale, la votazione in Consiglio Comunale della variante e della convenzione urbanistica, l’ultimo importante documento a cui società e Comune stanno lavorando da mesi per affrontare e superare tutte le criticità.

Perché oggi torniamo a parlare dello stadio? 

Di amministrativo e burocratico non è successo nulla di rilevante se non la bocciatura in questi giorni da parte sia della Commissione Ambiente che della Commissione Sport della delibera Grancio-Fassina, quella che diceva “No” al progetto stadio a Tor di Valle. Manca ancora il parere della Commissione Mobilità, che da previsioni non dovrebbe discostarsi dalle altre due.

Perché Pallotta allora ha “tuonato”? 

Il presidente della Roma si è rivolto direttamente ai tifosi tramite il profilo twitter del club: 

«Ho inviato da Boston importanti membri di SDR (Stadio Della Roma, ndR)sperando in un progresso, ma al Comune erano troppo occupati per incontrarli. Forse un grande investimento e tanti nuovi posti di lavoro non sono così importanti. Se i tifosi vogliono lo stadio, devono sollecitare un intervento».

Molti opinionisti hanno criticato le parole del presidente. Per esempio Franco Bechis su Il Tempo ha scritto che: «È però inaccettabile il richiamo alla piazza dei tifosi fatto ieri da Pallotta, perché di tutto c’è bisogno in questo momento in Italia e nello sport italiano meno che di un utilizzo così strumentale e sgradevole del pressing dei propri tifosi. Dovrebbero farglielo presente non solo le autorità chiamate a garantire l’ordine pubblico, ma anche quelle sportive».

Ma se da un punto di vista burocratico amministrativo non è cambiato nulla, allora perché Pallotta si è rivolto in quel modo al Comune? Per sollecitare la ripresa della collaborazione. Il management americano è rimasto sorpreso dall’abitudine molto italiana del lungo ponte. Lo sapevamo un po’ tutti e tra di noi ci si scherzava, ammettilo: da Pasqua, caduta quest’anno il 21 aprile, fino a mercoledì 1 maggio, e quindi attaccabile all’ultimo weekend del 4-5, le cose grosse sono state rimandate. Tra queste anche le consuete riunioni tra gli uffici tecnici della Roma e del Campidoglio che lavorano sul progetto stadio.

Al di là della forma del tweet, un po’ scomposta, la strategia della Roma sulla vicenda stadio non cambierà nelle prossime settimane. L’obiettivo è tornare a lavorare quanto prima e portare a casa la votazione entro l’estate. C’è preoccupazione? Dalle parti di Trigoria sembrerebbe di no. Variante a parte, nelle scorse settimane si era sollevata qualche perplessità su alcuni punti della convenzione, ma criticità e problematiche sono risolvibili nel clima di collaborazione che si è visto finora.

Cosa dice il Campidoglio?

Al tweet di Pallotta non è seguita nessuna risposta ufficiale. Nel pomeriggio l’assessore allo sport Daniele Frongia è stato sentito da Radio Radio. Frongia ha ribadito che l’amministrazione sta andando avanti e che non c’è nessuna interruzione da questo punto di vista, poi ha detto che non gli risultavano appuntamenti negli scorsi giorni. Che è proprio il punto sui cui Pallotta si è arrabbiato: dopo tanti giorni di vacanza, e con gli emissari in città, si sarebbe aspettato una riunione. 

Lunedì prossimo, come scrive Fernando M. Magliaro sul suo blog, ripartiranno i colloqui diretti fra la Roma e il Campidoglio: «Praticamente tutti i documenti sono pronti: tavole urbanistiche, controdeduzioni alle osservazioni sulla variante. Ma sul tavolo ci sono ancora da sciogliere i 4 nodi fondamentali della Convenzione urbanistica: modalità di versamento dei 45 milioni di euro di contributo costo di costruzione, le modifiche chieste dal Campidoglio al progetto per unificare la via del Mare/Ostiense, il rifacimento della Roma-Lido e, da ultimo, le tribune posticce dell’ippodromo da ricostruire nel parco»

Il momento della Raggi

Gli incontri nell’ultimo anno sono stati più di cento, la Roma adesso vuole «quagliare». Anche perché la sindaca Virginia Raggi non sta vivendo un momento positivo da un punto di vista politico. Troppe le cose che non vanno in città, dalle fermate della Metro chiuse alla gestione rifiuti, e non ultime le tensioni a Casal Bruciato, dove è stata insultata per aver difeso l’assegnazione legittima di un alloggio popolare a una famiglia rom. Una vicenda di uno squallore incredibile in cui tuttavia non ha ricevuto il sostegno dei vertici nazionali del suo partito, impegnati in una partita delicatissima con Salvini in vista delle prossime elezioni europee del 26 maggio.


patrizio.cacciari@rudi.news
@PatCacciari

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