La Roma può attaccare meglio sui cross?

21/01/2020 di Valerio Albensi

Genoa-Roma 1-3 cross Diawara

Mettiamola così: la Roma non è una squadra che dà il meglio di sé quando attacca gli avversari attraverso i cross. È principalmente una questione di caratteristiche degli attaccanti. Se questa situazione di gioco si verifica troppo spesso rispetto alla media non è probabilmente per una scelta strategica della squadra di Fonseca, ma è per la mancanza di spazi per vie centrali.

Contro il Torino e la Juventus, ne avevamo parlato, la Roma ha crossato una media di 43 volte a partita contro le 18 delle partite precedenti. Da queste situazioni di gioco è nato qualche pericolo potenziale e solo un rigore procurato (quello trasformato da Perotti contro la Juve).

La Roma è stata più concreta con il Genoa (due gol su tre sono arrivati sugli sviluppi di un traversone), ma sono state anche tante le situazioni di pericolo potenziale che non è riuscita a sfruttare, quando gli attaccanti arrivavano facilmente all’ingresso dell’area di rigore senza essere precisi in rifinitura o nella finalizzazione.

Attaccare sui cross non è facile

Attaccare l’area e la palla sui cross non è facile, soprattutto se non hai giocatori che sono esperti a farlo. Ci sono tante cose difficili da fare che si sommano e che rendono questo strumento statisticamente poco efficace rispetto ad altri sistemi di attacco.

Chi esegue il cross, per esempio, non dovrebbe avere l’occhio solo sulla palla, ma osservare il posizionamento dei compagni (e non farsi confondere dalle finte che fanno per sviare gli avversari). Ah, dovrebbe anche essere preciso abbastanza in corsa da trasformare un pallone in mezzo in un passaggio diretto.

Chi si butta in area per ricevere il cross invece ha tre riferimenti: il tempo (deve arrivare sulla palla al momento giusto, senza dover essere costretto a fermarsi o aspettare il pallone, e capire come anticipare il difensore), lo spazio (deve occupare possibilmente una delle zone dell’area in cui è più facile raccogliere un cross come primo palo, secondo palo o altezza del dischetto) e l’avversario (capire come marca e se è giusto “staccarsi” e fare un passo indietro). Nel momento in cui il giocatore in area ha fatto bene tutte queste cose, il suo lavoro non è finito: dovrà anche calciare bene e sperare di far gol, sempre che il compagno lo abbia servito bene.

Le variabili in gioco sono tante ed è per questo che chi difende, soprattutto le squadre più chiuse, accetta il rischio di concedere i cross: può sempre presidiare l’area con molti difensori, proprio come hanno fatto il Torino, la Juventus e il Genoa.

Di sicuro, come regola generale, più giocatori porti in area di rigore più possibilità di segnare hai, anche in assenza di un posizionamento “da manuale”. Perché chi crossa ha più linee di passaggio possibili; perché puoi creare situazioni di superiorità numerica contro i difensori; perché puoi sfruttare meglio le respinte e le palle che vagano in area.

Come pensi che finirà quest’azione?

Nella foto, il gol di Castro del Cagliari a Napoli con quattro attaccanti in area

Qui, contro il Torino, Mkhitaryan ha una grande occasione che non sfrutta, ma sul cross basso di Dzeko ci sono quattro giocatori in area che possono calciare.

Cross basso di Dzeko dalla destra e conclusione debole di Mkhitaryan, ma la Roma riesce a essere comunque molto pericolosa

E questo vale anche per le situazioni di gioco diverse dai cross. Qui, a Genova, Veretout va al tiro dalla distanza e impegna Perin. Con quattro giocatori romanisti all’interno dell’area, a chi pensi che arriverà la respinta del portiere?

A Dzeko, chiaramente, che però non riuscirà a controllare la palla perché troppo veloce.

Analizziamo allora un po’ di situazioni in cui la Roma poteva fare meglio al Ferraris e capire come questa squadra può migliorare ancora la qualità del suo gioco offensivo.

“Il primo palo ti dà da mangiare”. Ma anche il secondo palo…

Dalla Prima Regola di Hernan Crespo: “Andrai sempre sul primo palo perché il tuo compagno può calciare male e sbagliare il cross”.

I calciatori della Roma, tutto sommato, rispettano e applicano la regola, anche se non con regolarità. In occasione del gol di Cengiz Ünder, il movimento sul primo palo di Pellegrini mette in difficoltà la difesa del Genoa e si rivela decisivo.

Potrebbero fare meglio però per quanto riguarda l’occupazione delle altre zone dell’area, come il secondo palo.

Lì dove Gosens sta costruendo una grande stagione, per esempio.

Una tipica azione d’attacco dell’Atalanta, con cross sul secondo palo per l’inserimento da dietro di Gosens

Torniamo a Genoa-Roma. Al 20′ la squadra di Fonseca costruisce una buona occasione in transizione. Cengiz Ünder può puntare l’area da destra, intanto Dzeko, Pellegrini e Kluivert attaccano il centro. Il turco aspetta la sovrapposizione di Diawara e lo serve, mandandolo al cross dal fondo. Nel frattempo, Dzeko fa un contromovimento fintando di andare sul primo palo, poi si accentra (ricorda quello di Bologna), Pellegrini resta in mezzo, all’altezza del dischetto, e Kluivert si posiziona alle sue spalle. Così quando Diawara va al cross in pratica ha una sola zona dell’area nella quale poter piazzare il pallone.

Guarda un po’.

Genoa-Roma 1-3 cross Diawara

Per i difensori del Genoa è facile allontanare la minaccia.

Due contro otto

Tre minuti più tardi, un’altra potenziale occasione non sfruttata. Spinazzola punta l’avversario dalla sinistra mentre in area c’è solo Dzeko contro tre difensori nella sua zona. Kluivert e Pellegrini decidono di restare appena fuori.

Genoa-Roma 1-3 cross

Così quando Spina “sposta-e-mette” e va al cross ha in pratica solo un’opzione di passaggio, Dzeko sul secondo palo. Ci sarebbe anche un timido inserimento di Ünder, sempre sul secondo, ma Cengiz sembra quasi guardare l’azione passivamente, senza farsi vedere. Si potrebbe fare meglio visto che nell’area del Genoa ci sono otto giocatori, portiere escluso: potrebbe entrare qualche altro romanista, insomma.

Il cross di Spinazzola tra l’altro è anche buono, ma Dzeko non ci arriva per un soffio.

Ancora un’altra azione, al 32′. Dopo una bella combinazione con Pellegrini, Cengiz Ünder parte sulla sinistra del campo, arriva sul fondo e crossa.

Dzeko va nella zona centrale-primo palo, Kluivert taglia verso il centro dell’area, Pellegrini taglia a sua volta verso il secondo palo, ma è in leggero ritardo e quello spazio resta vuoto.

Under mette in mezzo rasoterra verso il centro, per Kluivert che arriva velocissimo, anticipa il difensore e calcia di destra svirgolando la conclusione.

Genoa-Roma 1-3 Cengiz Under Kluivert Dzeko Pellegrini

Fonseca ha detto che la Roma sta lavorando tanto sugli sviluppi offensivi e sicuramente anche sotto questo aspetto gli infortuni hanno complicato la vita all’allenatore perché a volte sembra mancare intesa tra i giocatori.

Ma la crescita definitiva del gioco offensivo della Roma passa anche da qui: trovare alternative produttive contro avversari molto chiusi.

Perché non capita tutte le domeniche la difesa del Sassuolo, no?

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