Le 7 cose indimenticabili di Lazio-Roma del 1994

27/11/2019 di Rudi

Ci sono vittorie che valgono più delle altre, soprattutto in un derby. Oggi ricorre l’anniversario dello straordinario 0-3 della Roma sulla Lazio in quello che tutti ricordano come il Derby di Mazzone. Sono passati 25 anni da quel trionfo, una generazione intera di romanisti. Eppure quella giornata è ancora viva nei cuori di tutti noi. Era il 27 novembre 1994.

Era una buona Roma quella allenata da Mazzone, ma doveva vedersela con una Lazio che stava cominciando a diventare grande. Noi eravamo in ritardo di un paio di stagioni. In quella giornata inoltre c’era da lavare un’onta, quella del Derby di Signori: il gol subìto in mezzo ai fumogeni, il rigore sbagliato dal Principe, le parole durissime di Sensi nei confronti di Giannini. Insomma, c’era bisogno di una grande rivincita, che per fortuna arrivò nel migliore dei modi. Riviviamola mettendo insieme i ricordi di allora:

  1. La diretta tv: Lazio-Roma del 27 novembre 1994 venne trasmessa su Rai 3 solo nella regione Lazio. Eccessiva la richiesta di biglietti. Il tabellino dei giornali riporta 75.300 spettatori, ma sappiamo benissimo che all’epoca i tornelli non c’erano, tanto meno i tagliandi elettronici. E in curva si stava un bel po’ più stretti di adesso.
  2. La coreografia della Curva Sud. Magnifica, una delle più belle di tutti i tempi.  Cartoncini rossi a coprire curva e distinti e nel settore centrale le strisce a formare lo stemma della Lupa con l’acronimo ASR, che proprio una petizione del CUCS qualche stagione dopo avrebbe riportato sulla maglia. Sulla pista di atletica la scritta imponente: C’è solo l’AS Roma. Un aneddoto importante: quello spettacolo coreografico venne scelto dalla società come copertina degli abbonamenti nella stagione successiva.
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  3. Il gioco delle figurine del Corriere dello Sport: per tutta la settimana ogni giorno il quotidiano sportivo proponeva un sondaggio, paragonando ruolo per ruolo i giocatori delle due squadre. Sulla carta finì 11-0 per la Lazio (forse si salvò solo Aldair nel confronto con Bergodi), ma il campo disse altro. Leggenda narra che per caricare i giocatori ogni giorno Mazzone attaccasse nello spogliatoio il risultato del sondaggio. Fu un’ottima tecnica motivazionale.
  4. Le parole di Gianni Cerqueti, il telecronista di allora, che descrivono il primo gol di Balbo sul cross dalla destra di Fonseca: «La Roma… La Roma con Balbo solo dopo 2 minuti… La Roma ha colpito!». Le sentiamo ancora nelle orecchie.
  5. I gravi scontri in Curva Nord. All’inizio del secondo tempo, nel settore più caldo del tifo biancoceleste, iniziarono gravissimi scontri con la polizia, che entrò in curva ma venne cacciata dall’ala più oltranzista dei laziali. Era un momento storico molto delicato a livello di ordine pubblico. La settimana precedente fu quella del famoso Brescia-Roma, con l’accoltellamento di un vicequestore, parecchi tafferugli e arresti.
  6. Il cross di Giannini per la testa di Fonseca. Il Principe non segnò, ma giocò una partita sontuosa, regalando all’uruguayano la palla del definitivo 0-3 con una pennellata di sinistro proprio sotto la curva biancoceleste. A fine partita venne portato in trionfo dai compagni Benedetti e Annoni fin sotto il settore dei romanisti, seduto su quella che a Roma è detta «sedia del Papa».
  7. Il trionfo di Mazzone sotto la Curva Sud. Non lo aveva ancora mai fatto da quando aveva coronato il suo sogno di allenare la Roma, proprio per non sentirsi dare del ruffiano. Ma dopo quella partita venne chiamato a gran voce dai tifosi e così Carletto raggiunse i giocatori sotto la Curva Sud e fu un tripudio di baci e abbracci.

Se sei arrivato in fondo a questo articolo ti meriti un premio. Eccolo qui sotto. Ti abbiamo svoltato la serata, clicca su play e riguardatela tutta, anche se sai come è finita. E la cosa bella è che l’ha caricata su Youtube un canale laziale.