Le prime 50 partite di Zaniolo con la Roma: “WOW!”

05/11/2019 di Rudi

Il primo “WOW!”: la mattina del 19 settembre 2018, a Madrid.
Lo racconta Nicolò Zaniolo al sito della Uefa: «La mattina il mister Di Francesco mi chiamò e mi disse se ero pronto a giocare la partita contro il Real Madrid: incredulo, gli risposi “Certo, mister”. Ma ero ancora inconsapevole di quello cui stavo andando incontro. La riunione fu alle 11 di mattina, ma si giocò alle 21 e rimasi tutto il giorno a guardare il soffitto, dopo aver chiamato i miei genitori per chiedere conforto perché alla fine provavo comunque una grandissima emozione».

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Il secondo “WOW!” di questa storia è la reazione di due genitori che sentono il racconto di un figlio a cui sta cambiando la vita.

Il terzo “WOW!”, quello dei romanisti, è arrivato a un’ora dal fischio di inizio di Real Madrid-Roma, esordio stagionale in Champions League, alla lettura del nome di Zaniolo negli undici titolari.

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Quella sera Nicolò gioca 54 minuti da mezzala sinistra duellando da vicino un mito come Modric, una roba immaginabile per lui solo alla Playstation fino a poco tempo prima. La Roma perde 3-0, ma lui non sfigura né si fa schiacciare dalla pressione, una qualità che dimostrerà più volte nel corso delle sue prime 50 partite da romanista.

Una settimana più tardi arriva anche l’esordio in Serie A: entra al 67′ della partita all’Olimpico contro il Frosinone al posto di Pastore. Poi il debutto da titolare, il 3 novembre, in casa della Fiorentina, come trequartista centrale: Nicolò stupisce e sfiora anche il gol in una gara difficile per la Roma, condizionata da un rigore discutibile concesso ai viola.

La squadra di Di Francesco inizia un periodo nerissimo, gli infortuni si susseguono e l’allenatore anche per necessità punta su quel ragazzino che in allenamento va forte e che nonostante l’età fa già vedere una maturità fisica e tecnica fuori dal comune. Lo schiera titolare in tre partite ravvicinate: contro il Real Madrid all’Olimpico, contro l’Inter e contro il Cagliari, sempre trequartista centrale. La partita contro i nerazzurri è quella in cui a dire “WOW!” non sono più soltanto i tifosi della Roma, ma chiunque segua il calcio in Italia. E infatti gli interisti cominciano a chiedersi (e a chiederlo alla società) quanto è stato giusto sacrificare un talento del genere per acquistare un calciatore forte, Nainggolan, ma pur sempre trentenne. I romanisti invece hanno già perso la testa per Zaniolo, che ancora non ha segnato ma in campo dà tutto, esce sempre stremato dalla fatica e quella sera torna in panchina dopo 77 minuti tra gli applausi.

La Roma ormai non può più fare a meno di lui: Nicolò è titolare contro il Genoa il 16 dicembre all’Olimpico, addirittura da “falso nueve”, a dimostrazione di una straordinaria capacità di giocare (bene) in quasi tutti i ruoli del centrocampo e dell’attacco. Sei giorni più tardi in casa della Juventus torna a fare la mezzala sinistra.

L’appuntamento con il primo gol in Serie A si avvicina e il giorno è Santo Stefano, il 26 dicembre 2018, Roma-Sassuolo. È ancora oggi la sua rete più bella secondo noi. Scatta in profondità dopo un lancio sulla destra, si beve due avversari, poi rientra sul sinistro, finta il tiro mettendo a terra il portiere e un difensore, poi con un “cucchiaio” con il piede preferito fa gol. Pazzesco.

Anzi, “WOW!”.

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Cominciano i primi paragoni con Totti e sale l’attenzione mediatica intorno alla nuova stella del calcio italiano: giornali, tv e siti raccontano tutto della sua infanzia, della sua vita e della sua famiglia, intervistano i suoi vecchi allenatori. Si viene a sapere che non solo l’Inter non ha creduto in lui, ma anche la Fiorentina quando era ancora più giovane. Nicolò però resta concentrato sul campo, dimostrando anche nervi saldi quando qualche trasmissione prova a inventarsi servizi di cattivo gusto per mettere in cattiva luce sua madre, Francesca. Continua a giocare bene e a segnare.

Ci fa dire “WOW!” contro il Torino (19 gennaio 2019), con un altro gol clamoroso, addirittura da terra.

E con giocate da applausi con le quali semina il panico nella difesa granata.

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A Bergamo, il 27 gennaio, esordisce nel ruolo di trequartista destro e regala a Dzeko un assist di spalla. Lo rivediamo mezzala sinistra contro il Milan (3 febbraio), partita nella quale segna il suo terzo gol in Serie A, poi il 12 febbraio gioca quella che è considerata la sua migliore partita con la maglia giallorossa, Roma-Porto andata degli ottavi di finale di Champions League.

Gioca ala destra e nel secondo tempo i portoghesi non lo prendono mai. Segna due gol, il primo molto bello, ed è il più giovane italiano a riuscire in questa impresa in Champions.

“WOW!”.

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Ormai è sua la prima maglia quando Di Francesco fa la formazione, ma le cose cambiano presto. La situazione precipita, la squadra va fuori dalla Champions e Di Francesco viene esonerato. Arriva Ranieri che inizialmente lo schiera come trequartista centrale, contro l’Empoli all’Olimpico, poi lo manda due volte consecutive in panchina, contro Spal e Napoli.

Zaniolo torna il 3 aprile con la Fiorentina da trequartista centrale e fa gol, poi a Genova gioca centrocampista destro, ma non sembra più brillante come pochi mesi prima. Non è un titolare inamovibile, il feeling con il nuovo allenatore non pare sia scattato e sui giornali e sui social si comincia a parlare di lui come un giocatore involuto. Così “involuto” da essere nominato miglior giovane della Serie A 2018-19 a maggio.

Nicolò fa parte del gruppo che partecipa agli Europei Under 21, ma un infortunio alla partita contro la Spagna condiziona il suo rendimento in quelle successive. Zaniolo non brilla intanto si continua a parlare della trattativa del rinnovo di contratto e qualcuno ipotizza una sua cessione già in estate visto che le offerte dall’Italia e dall’estero non mancano.

Petrachi però smentisce trattative e ad agosto arriva la firma sul prolungamento per un’ulteriore stagione (2024). Intanto Zaniolo costruisce il suo rapporto con Paulo Fonseca, che lo apprezza e lo inquadra come trequartista centrale o laterale. Nicolò prende due pali nel derby di settembre, gioca una gran partita al debutto in Europa League contro l’Istanbul Basaksehir (un gol e due assist), ma in campionato non riesce a sbloccarsi: improvvisamente, a causa degli infortuni, il numero 22 della Roma si ritrova sempre titolare, ma non è facile a 20 anni essere sempre decisivo.

Nella fase più nera dell’emergenza infortuni, e dopo qualche commento non molto carino nei suoi confronti dall’esterno, Zaniolo reagisce segnando quattro gol di fila. Con il Napoli Nicolò festeggia la sua 50esima presenza con la Roma in partite ufficiali e segna la sua undicesima rete da professionista con un sinistro fantastico all’incrocio dei pali.

“WOW!”

Oggi Nicolò ha segnato tre gol in questo campionato e nei migliori 5 tornei europei solo quattro under 21 hanno fatto meglio: Osimhen del Lille con 7 centri, Mbappé del Psg con 5, Mount e Pulisic del Chelsea con 4.

Questo è un bilancio delle sue prime 50 partite con la maglia della Roma, i numeri del miglior talento del calcio italiano di oggi:

🎯88 tiri, 11 gol;
🏃‍♂️💨253 dribbling tentati, 126 riusciti
⤴️3 assist, 31 passaggi chiave;
🆚17 duelli offensivi ogni 90 minuti, 6 vinti;
💎titolo di miglior giovane della Serie A 2018-19.

I suoi ruoli da titolare:
trequartista centrale, 14 partite
trequartista destro 7
mezzala sinistra, 5
ala destra, 4
trequartista sinistro, 3
centrocampista destro, 2
punta centrale, 1

“WOW!”

PER APPROFONDIRESUPERCLASSIFICA DEI PRIMI 1O GOL DI ZANIOLO CON LA ROMA

nicolò zaniolo