Quanti punti ha tolto l’emergenza infortuni alla Roma?

11/11/2019 di Valerio Albensi

Adesso che questo ultimo ciclo di impegni ravvicinati si è concluso e il problema dei tanti giocatori indisponibili sta lentamente tornando su livelli accettabili per una squadra che gioca in Europa, è il momento di cercare di capire che impatto ha avuto questo mese e mezzo di emergenza sui risultati della Roma.

📊 Abbiamo messo in relazione in un grafico l’andamento della squadra di Fonseca nelle 16 partite fin qui disputate e il numero di indisponibili per ciascun impegno.

La linea blu rappresenta i punti conquistati in Serie A ed Europa League (zero, uno o tre) mentre le colonne verdi indicano il numero di infortunati e squalificati.

Il momento in cui è iniziata l’emergenza è abbastanza chiaro, non trovi?

Lo spartiacque è Lecce

L’emergenza comincia dopo la settima partita, Lecce-Roma: da questo punto del grafico, il volume delle colonne verdi quasi raddoppia improvvisamente. Dopo le prime due giornate di assestamento, nelle quali la squadra era ancora incompleta, la Roma ha vinto quattro partite su cinque (contro l’Atalanta il ko di questa striscia) ed era riuscita tutto sommato ad assorbire assenze come quelle di Perotti, Cengiz Ünder, Zappacosta e, per un periodo, di Spinazzola e Smalling grazie a una rosa ampia che dava ampie garanzie all’allenatore.

A Lecce, il 29 settembre, la Roma vince, ma perde due giocatori fondamentali: Pellegrini e Mkhitaryan. Da una partita all’altra, Fonseca si ritrova senza sei giocatori tra cui quattro trequartisti. Le risorse cominciano a scarseggiare: Pastore ancora non è al cento per cento e contro il Cagliari, prima della sosta di ottobre, il tecnico si inventa Veretout trequartista centrale, ma è un esperimento che dura neanche un tempo.

Le assenze tolgono sicurezza alla squadra, è un periodo di assestamento e arrivano due pareggi contro Wolfsberger e Cagliari. Intanto l’infermeria continua a riempirsi. Si ferma Diawara mentre Dzeko deve operarsi per una doppia frattura allo zigomo: in casa della Sampdoria, Edin deve giocare praticamente da indisponibile, visto che l’infortunio di Kalinic lo obbliga a sacrificarsi in condizioni precarie.

La Roma pareggia ancora, gioca una partita molto brutta, ma soprattutto perde altri due giocatori per infortunio: oltre all’attaccante croato anche Cristante si ferma.

Reazione d’orgoglio

Qualcosa scatta nella testa dei giocatori in un momento di grande difficoltà in cui la squadra può crollare. Il 24 ottobre, la Roma affronta il Borussia Mönchengladbach in Europa League in emergenza totale, senza otto giocatori: Fonseca schiera a sorpresa Mancini mediano e rilancia Pastore dal primo minuto. La squadra trova un suo assetto contro ogni pronostico e sfiora la vittoria, impedita da un rigore inesistente assegnato nel recupero dall’arbitro scozzese Collum ai tedeschi.

Anche contro il Milan la Roma è priva di otto giocatori (sette infortunati più Kluivert squalificato), ma arriva una vittoria preziosa e soprattutto meritata: Zaniolo segna il secondo gol consecutivo, Dzeko sta meglio, Pastore cresce e dimostra di poter giocare anche più impegni ravvicinati, Mancini mediano è una rivelazione.

La squadra di Fonseca vince anche contro Udinese e Napoli, torna terza in campionato, intanto progressivamente comincia a recuperare pedine preziose. Perotti, Cengiz Ünder e Diawara si riaffacciano tra i disponibili, ma non possono essere ancora alternative dal primo minuto.

In nove non cambiano mai

La Roma spende tanto e molti calciatori in pratica non hanno cambi: Lopez, Smalling, Mancini, Kolarov, Veretout e Zaniolo giocano sempre titolari nelle sette partite da sosta a sosta, ogni tre giorni; Dzeko e Pastore perdono solo la prima parte di Sampdoria-Roma, poi sono titolari nelle altre sei gare; Kluivert salta solo il Milan per squalifica.

In pratica, nove giocatori su undici non cambiano mai.

E alla fine del ciclo arriva il conto.

La squadra perde brillantezza e paga dazio nelle ultime due trasferte: perde, non meritando, contro il Borussia Mönchengladbach, per una disattenzione all’ultimo minuto; va k.o. anche a Parma, messa sotto da un avversario che va a un’altra velocità.

❓ Dove poteva essere oggi la Roma se non ci fosse stata l’emergenza? Avendo a disposizione più cambi, probabilmente la squadra avrebbe ottenuto qualche punto in più almeno nel periodo di assestamento tra il Wolfsberger e la partita in casa contro il Borussia (quattro pareggi consecutivi).

Ora comincia un’altra sosta, sperando che dalle nazionali non arrivino brutte sorprese. Pellegrini e Mkhitaryan sono vicini al rientro e alla ripresa del campionato saranno migliorate le condizioni generali di giocatori come Cengiz Ünder, Perotti e Diawara. Non ci saranno ancora Cristante e Kalinic, che rivedremo nel 2020, ma almeno Fonseca riavrà un gruppo che tornerà a somigliare alla vera Roma.

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